La Governante – Italian Beauty

ANNO: 2019
ETICHETTA: La Fabbrica / XXXV
GENERE: synth-pop, cantautorato

PROTAGONISTI: Un gruppo di ragazzi con la passione per il cinema (il riferimento ad American Beauty del titolo del nuovo album è fin troppo scontato che non ha senso neanche dilungarsi), la poesia urbana, la beat generation come anche la new wave e la scena indie e lo-fi internazionale. Attivi sin dal 2013 con la voglia di fare le cose con calma, di costruirsi un universo unico e riconoscibile, fatto di colore pastello, synth e passeggiate notturne. Cantautori moderni, ultimi romantici in un periodo (musicale e non) che ha perso di vista i sentimenti autentici e che si nutre di fragilità esposta, dichiarazioni intime e autentiche, mondi dove tutto crolla e casini emotivi raccontanti come in un film francese degli anni Sessanta.

INGREDIENTI: Una donna avvolta in una chioma di fiori, in copertina, come in una illustrazione degli anni Venti. Storie comuni di persone che spariscono, fisicità fatte di sguardi, tu che lasci l’università, la polizia che riempie le strade e noi che ci perdiamo di vista, baci rubati la sera in un cinema, francesismi, Bernardo Bertolucci. Un tappeto elettronico che, quando necessario, non oscura delle sane e vecchie chitarre, accordi al piano che ci accompagnano su La Fretta Inutile, un feat. con The Niro che si dimostra uno dei momenti più intensi di tutto il disco, come se si fosse trovato a suonare con un gruppo di amici in un momento tragico. Tragicità è forse la parola che meglio descrive questo album, melodrammatico, straziante, dalle tinte vintage, felliniano, etereo, fantastico.

DENSITÁ DI QUALITÁ: Un album bellissimo, perchè è come un film in bianco e nero proiettato alla cineteca di Bologna in un pomeriggio estivo e visto rigorosamente in solitaria, perchè suona come tutti i sentimenti adolescenziali infranti quando ci si trasferisce per lavoro in un’altra città. Undici brani di una tristezza disarmante, che sanno essere anche trascinanti e ballabili, un’italo-dance che si contamina di new wave e suggestioni della vecchia scuola dei cantautori classici. Da scoprire in silenzio in una passeggiata notturna, da evitare se vi siete appena lasciati.

Un album bellissimo, perchè è come un film in bianco e nero proiettato alla cineteca di Bologna in un pomeriggio estivo
  • 9/10
    Voto - 9/10
9/10

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