Ex-Otago-In Capo Al Mondo
PROTAGONISTI: Maurizio Carucci (voce e testi), Simone Bertuccini (chitarra e cori), Francesco Bacci (charango, chitarra elettrica , armonium e cori), Olmo Martellacci (sax, flauto traverso, tastiera, basso e cori), Gabriele Floris (batteria e percussioni).
SEGNI PARTICOLARI: l’uomo per sua natura è un animale avverso al cambiamento. Tuttavia proprio quei pazzi che hanno osato sfidare l’esistente e le regole attuali molto spesso hanno vinto le proprie sfide e cambiato le regole del gioco. La partenza del Pernazza è stata tanto dolorosa quanto prevedibile. La sua forte personalità lo ha portato a seguire la propria evoluzione personale mentre Maurizio, Simone il “Mosso” e Gabriele, gli altri membri fondatori della band, già navigavano verso altre sponde. Hanno scelto di seguire la corrente più insidiosa ma allo stesso tempo più adatta alle loro caratteristiche di esploratori.
In questo nuovo lavoro troverete la libertà del naufragare nelle acque più lontane, riscoprirete la bellezza del perdersi, respirerete aria di avventura, ascolterete punti di vista completamente diversi dai vostri oppure assolutamente vicini. Vi sarà proposto un nuovo modo di vivere vita rispettando quella degli altri.
INGREDIENTI: troviamo un netto cambio di direzione. Eliminati gli assoli rap del Pernazza oltre ai suoi strumenti giocattolo e tastierine, ci si avvicina invece alle sonorità folk contemporanee (Fleet Foxes e Mumford and Sons su tutti), con strizzate d’occhio al cantautorato genovese, aggiungendo qua e là tracce di Sting e del suo “erede” Gotye. I testi sono principalmente segnati dall’affascinante nuovo percorso di vita di Maurizio, immerso nel verde di Cascina Barban in Val Borbera, dove è riuscito concretamente a realizzare un progetto agricolo volto alla riscoperta della natura, dei valori della vita e alla ricerca di un’alternativa alla monotona vita moderna cittadina. In alcuni suoi testi ha l’obiettivo di dimostrarci che un modo di vivere differente è ancora possibile, offrendoci la via per affrontare la nostra personale quotidianità con occhi diversi e con una mentalità nuova.
Come ci hanno abituato bene nei dischi precedenti, anche questa volta gli Ex Otago ci regalano storie di personaggi fuori dal tempo (‘La ballata di Mentino‘), individui emarginati dalla vita sociale perché considerati pazzi o troppo diversi dalla massa. E’ proprio in queste canzoni che toccano le corde giuste per emozionare e stimolare il proprio pubblico, come al solito sempre pronto a sostenere la causa.
La grande positività di questo album emerge in maniera preponderante in alcune canzoni trasmettendo un atteggiamento a tratti talmente spensierato da rischiare di ingannare alcuni ascoltatori che potrebbero denunciarne la superficialità . D’altra parte, l’approccio di “In capo al modo” provoca l’ascoltatore e lo invita a mettersi in gioco, a mettere in discussione le sue certezze e a porsi delle domande.
DENSITA’ DI QUALITA’: ci troviamo davanti ad un disco prodotto con un elevato standard di qualità , che marca un netto distacco rispetto ai precedenti. La maturità dei testi e dei suoni si nota facilmente già al primo ascolto, così come l’atmosfera frizzante che ci accompagna traccia dopo traccia. La ricerca del suono e la voglia di proporre strumenti nuovi come il charango e l’harmonium indiano (‘Amico bianco‘, ‘L’Appuntamento‘, ‘Nuovo Mondo‘, ‘Gian Antonio‘) sommata all’apporto fondamentale dei fiati di Olmo Martellacci (‘Chi la dura l’avventura‘, ‘Foglie al vento‘) dimostrano che gli Ex-Otago hanno vinto la loro scommessa. Il mix tra brani lenti, riflessivi, leggeri e danzanti è ottima. Irresistibile per esempio il ritmo di ‘Foglie al vento‘, ‘Chi la dura l’avventura‘ e soprattutto ‘Il ballo di Nicola‘. Impossibile non canticchiare il loro mantra: “anche se non sai ballare, tu prova a muoverti”.
VELOCITA’: varia, per tutti i gusti.
IL TESTO: “in ufficio in comune/ una vita così non vale/ il tempo è fuggito ed è sempre latitante/ passo col rosso/ andate all’inferno/ non mi avete convinto no” da ‘L’appuntamento‘.
LA DICHIARAZIONE: “Siamo sempre stati convinti che il nostro live non debba essere la riproduzione fedele del disco, ma debba essere un lato nuovo, una rappresentazione. Attraverso il live cerchiamo di fruire al pubblico lo stesso disco ma ampliato. In questo ultimo live abbiamo lavorato molto sulla drammaturgia. I suoni senza dubbio ci interessano ma non come cosa principale. Di massima importanza è quello che vogliamo dire e come lo vogliamo dire. Ci hanno sempre annoiato quei live molto ben suonati ma che poi non trasmettono molto altro o quelli che sono la riproduzione fedele del disco. Allora me lo ascolto a casa“. da un’intervista a Rockit a cura di Paletti.
UN ASSAGGIO: Foglie al vento
IL SITO: www.ex-otago.it

