ELLE: dentro la forza di atmosfere intime e rarefatte

di Piero Vittoria

Terzo album di inediti per ELLE dal titolo “Silent Search of Spring”. Tante le novità in questo nuovo lavoro della band romana, uscito per la Urtovox Rec.: l’ingresso nella line up di Giovanni Lafavia alla batteria ha portato nuova linfa al sound e poi il magnifico e continuo dialogo fra le due voci di Danilo Ramon e Miriam Fornari rendono questo disco un autentico gioiello che ha nelle atmosfere morbide e rarefatte il suo punto di forza, dove dipingono scenari incantevoli le chitarre di Marco Calderano.

Le canzoni si muovono fra avant-folk, psichedelia e post rock, ma soprattutto tocchi chitarristici dalla particolare e caratteristica delicatezza. “Silent Search of Spring” narra il viaggio di una persona alle prese con le proprie emozioni, le paure e le difficoltà. Un individuo che desidera un legame sincero. Un uomo in cerca della sua vera natura, della propria autenticità, con la speranza e l’aspettativa dell’arrivo di una primavera inaspettata.

A fare da apripista all’uscita del disco è stato il singolo “Babylon”, meravigliosa ballad che fa perdere l’ascoltatore nella sua bellezza, atmosfere intime che dell’album è il marchio di fabbrica. Il primo pezzo “Ravine” è una vera e propria suite in più parti e racconta come la guerra fra uomini sia qualcosa di abominevole e sempre incomprensibile. Bello l’omaggio a “Intestellar” di Christopher Nolan in coda al pezzo. Si passa poi a “Pillows” che è una delle tracce più affascinanti di questo lavoro dove le due voci si alternano in un continuo crescendo di pura magia. “Truth” ha un attacco di chitarra molto alla Thurston Moore ed è uno dei momenti più spinti del disco musicalmente con la sezione ritmica grande protagonista sempre ben accompagnata dalle due voci. In “Another Water” le due voci si incastrano meravigliosamente negli arrangiamenti acustici. “Freedom Symphony” è un’ennesima perla di questo album che canzone dopo canzone conquista sempre di più: tocca il cuore con il suo essere un inno all’amore e alla libertà. “Meeting of Skins” è il momento più movimentato del disco con i suoi ritmi rock che fanno contrasto alla dolcezza delle morbide voci.

A chiudere è la title track che avrebbe tranquillamente potuto trovare posto in uno dei dischi dei maestri dell’indie folk, i Kings of Convenience: il dialogo fra la chitarra e le voci trova infatti qui il suo apice e miglior finale per questo disco non poteva esserci! “Silent Search of Spring” è un lavoro decisamente riuscito e convincente, consigliatissimo per chi ama immergersi in suoni delicati e allo stesso tempo di grande fascino.

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