Edible Woman – Nation
GENERE: rock, post-punk, noise
PROTAGONISTI: nascono dall’idea di Giacomo (chitarrista del gruppo) e Andrea (bassista), come trio strumentale influenzato dal noise, ma l’aggiunta della voce di Luca Giommi, su tutto e tutti, con la sua infarinatura di hardcore, ha trascinato il gruppo verso la strada del post-punk più corrotto.
SEGNI PARTICOLARI: il gruppo prende il nome dal romanzo di Margaret Atwood, scrittrice canadese, così come canadesi sono le loro influenze di partenza. La band nasce a Fano nel 1999, ed é proprio l’elemento della provincia rispetto a qualcosa più grande di loro che li lancia nel mondo dei concerti dal vivo; iniziare a suonare live significa anche dare una direzione sensata al loro lavoro, e a capire davvero che strada intraprendere. Il prodotto definitivo di questa evoluzione é l’album d’esordio ‘Spare me /CALF‘ uscito nel 2004. Questo sarà il trampolino di lancio per concerti a lunga tratta italiani ed europei. Il noto cantante/ musicista/ scrittore e commentatore musicale inglese Julian Cope li ha definiti così: ‘Sono un gruppo di tori rabbiosi in un negozio di porcellane cinesi!!‘, e direi che rende più che bene l’idea.
Il nuovo album uscirà il 22 febbraio, registrato nello studio Vacuum di Bologna, e masterizzato da Rico degli Uochi Toki, verrà pubblicato in Italia da Audioglobe e per la distribuzione europea ci pensarà la Rough Trade. Presenteranno l’album il giorno di uscita durante il “Go Dai Fest” curato da Roberta Sammarelli dei Verdena, all’Angelo Mai Altrove Occupato di Roma.
INGREDIENTI: stiamo parlando ovviamente di ‘Nation’ quarto album da studio e ultima fatica del gruppo. ‘Nation’ nasce come un album che fotografa il momento in cui qualcosa sta per esplodere. Come se facesse da sottofondo al momento prima di un’esplosione nucleare che distruggerà tutto il mondo lasciando per i giorni a venire città deserte. E in questo paesaggio post nucleare, da apocalisse ormai avvenuta, si cerca di analizzare la realtà , o per lo meno ciò che é rimasto, e di trovare una nuova corrente di pensiero e di riuscire a relazionarsi al di là di quello che possono essere i nostri confini personali.
DENSITA’ DI QUALITA’: I suoni passano da chitarre rapide e violentissime a momenti più tenui, ma che riescono a incastrare sempre un ritmo serrato; la voce si fa sentire in brani come ‘Safe Sound‘, la strumentalità é molto presente in buona parte dei pezzi, basti ascoltare ‘Psychic Surgery‘, brano in cui la parte cantata arriva molto tardi: questo elemento non é propriamente un difetto, si riesce così ad apprezzare meglio i suoni. Bel giro di batteria che spalanca le porte al pezzo che, dopo la title track ‘Nation‘, a mio avviso risulta essere il più rappresentativo di questo lavoro, ovvero ‘Cancer‘: una bella e grintosa chitarra che si fonde a tutto il resto.
VELOCITA’: serratissima.
UN ASSAGGIO: Album Teaser
IL SITO: www.ediblewoman.it

