Havah -Durante Un Assedio
GENERE: punkwave, lo-fi.
PROTAGONISTI: l’unica testa che fa capolino nel progetto Havah é quella di Michele Camorani (ex Raein e La Quiete).
SEGNI PARTICOLARI: a distanza di due anni da ‘Settimana’ (To Lose La Track), rientra in pista il forlivese Havah, uno dei musicisti italiani che meglio ha inglobato e reso propria la tipica cultura new-wave disseminandola, per il nostro piacere, negli ultimi anni. L’esperienza nelle band sopracitate a cui lo stesso ha preso parte nei periodi di attività delle stesse ha portato ad ottimi risultati, niente da dire.
INGREDIENTI: ‘Durante Un Assedio’ non presenta grandi divergenze stilistiche con il prodotto discografico precedente, ad eccezione di ‘Numantia‘, brano d’apertura. Ascoltando quest’ultimo si viene catapultati in direttissima negli anni ottanta più fitti, la purezza della new-wave in senso letterale la si scorge quindi dall’incipit del disco, in chiave però leggermente più elettronica delle restanti tracce. ‘Pilenai‘ é quella più ‘fedele alla linea’, nella sua integrità si fa specchio di quello che ai Cccp ha fatto da stella cometa, un punto da seguire per non perdere la rotta, un brano che indubbiamente farebbe contento il Ferretti nazionale per molteplici motivi. ‘Badung‘ invece é quello che rispolvera in modo sacrosanto il sound dei Joy Division, quel post-punk pulito sostenuto da chitarre e bassi che si intersecano dall’inizio alla fine senza deludere (quello di Disorder, per intenderci).
DENSITA’ DI QUALITA’: c’é sempre un perché alla base delle composizioni di Camorani, niente sembra essere casuale. Ogni giorno-brano di ‘Settimana’ é un’evocazione del vivere quotidiano, un richiamo alla ciclicità con cui, spesso in modo monotono, il tempo passa provocando sentimenti diversi in ognuno di noi (il testo di ‘Venerdì‘ la dice lunga, “ce ne staremo con i piedi nell’oceano e la testa fra le nuvole a guardare quant’é piccolo il mondo e quanto in fondo fa schifo‘). Analogamente, la medesima attitudine compare in ‘Durante Un Assedio’, ogni titolo evoca una battaglia diversa, ci troviamo di fronte ad una sorta di commemorazione di alcuni scontri che si sono realmente avvicendati in epoche storiche diverse. Ma non é, non credo almeno, il motivo principale per cui é bene spezzare una lancia in favore di Havah! Sia i testi che i suoni del disco si fanno colonne portanti su cui si erge un lavoro ben fatto, frammisto di atmosfere cupe (ormai impronta indelebile del cantautore) e di frasi ad effetto di tanto in tanto (tra l’altro spesso incomprensibili per via del sotterramento della voce di Camorani da parte degli strumenti), come “non ho pensato mai di prenderti sul serio, le tue alte considerazioni sui suicidi“, verso ripreso da ‘Demmin’. Tutto molto bello.
VELOCITA’: come in ‘Settimana‘, anche qui i brani sono brevi e molto intensi.
IL TESTO: “quando son di fronte a te a dichiarar vendetta, la chiamo autodifesa” da ‘Waco‘.
LA DICHIARAZIONE: “‘Durante Un Assedio’ é nato perché io ero in una libreria di libri usati e in mezzo ad un sussidiario delle elementari ho trovato questo libricino fotocopiato di una scuola elementare di un paesino della Romagna, dove c’erano questi disegni fatti dai bambini delle elementari, inquietantissimi (ci ho fatto anche le maglie) in cui parlavano di questo assedio avvenuto in una rocca romagnola. Io volevo saperne di più perché nel libriccino non si capisce niente, é tutto fotocopiato, cosଠuna notte sono andato su internet ed ho cercato questo assedio e non mi é venuto fuori niente, ma il primo link era l’assedio di Demmin, da cui il titolo del primo pezzo del disco.” da un’intervista a lacaduta.tumblr.com
UN ASSAGGIO: Pilenai
IL SITO: facebook.com/hhavahh

