Diaframma – Siberia (Deluxe)
PROTAGONISTI: Miro Sassolini (voce), Federico Fiumani (chitarra), Leandro Cicchi (basso), Gianni Cicchi (batteria)
SEGNI PARTICOLARI: il 5 dicembre del prossimo anno ricorrerà il trentennale della prima pubblicazione di ‘Siberia’: occasione troppo ghiotta per non celebrarlo a dovere con una ristampa composta da Lp,Cd con tracklist originale più live inedito registrato a Modena nel 1985, booklet di 16 pagine e prefazione dello scrittore Nicola Lagioia. Un pezzo da collezionisti, ma anche una buona opportunità per colmare un’eventuale lacuna nella propria libreria discografica.
INGREDIENTI: la scena new wave fiorentina agli inizi degli anni Ottanta poteva contare su una tripletta di tutto rispetto: Litfiba, Moda e Diaframma. Furono proprio quest’ultimi ad assimilare al meglio la lezione impartita da gente come Cure, Television, Bauhaus ma soprattutto racchiusa nei soli due album licenziati dai Joy Division prima della morte di Ian Curtis. Firenze come Manchester, l’I.R.A. come la Factory per un Fiumani che riesce a scrivere testi in italiano che si legano bene a un suono completamente alieno alla musica di casa nostra di quel periodo. Miro Sassolini, da poco entrato in formazione, ha la voce perfetta (bassa, baritonale) per interpretare i pensieri che Fiumani ha messo su carta e calarsi dentro questa musica gelida, metalicca. Poi ci sono le canzoni, c’è la tensione opprimente della title track, la ricerca come un miraggio del fuoco sotto la neve; c’è la cupissima ‘Amsterdam‘, con il suo basso martellante e la chitarra spigolosa. L’interpretazione drammatica di Sassolini è il filo che tiene unito tutto, anche negli episodi più veloci come ‘Specchi D’Acqua‘ e ‘Neogrigio‘ e la penna di Fiumani dipinge scenari talmente tetri che la luce non è altro che un misero puntino all’orizzonte (“Ascoltando le grida del giorno/ la mia notte respira“ da ‘Memoria‘).
DENSITA’ DI QUALITA’: se Federico Fiumani porta ancora in giro i suoi Diaframma, molto lo deve a ‘Siberia’, una vera e propria pietra miliare della discografia italiana. In senso oggettivo proprio, al netto dei gusti personali: la sua uscita folgorò la critica, incantò il pubblico di quei tempi e influenzò, negli anni a venire, innumerevoli musicisti. Lo è per chi in quegli anni scoprì che anche in Italia si poteva fare musica dal suono internazionale, ma usando il proprio vocabolario; lo è per chi l’ha potuto scoprire solo tardivamente, perché nato uno o due decenni dopo. Il fascino della riscoperta e delle proprie radici, la consapevolezza che non è necessario essere venuto al mondo oltre la Manica per fare musica di valore. Questa ristampa ha questo valore qui, anche grazie all’ottimo booklet che l’accompagna, sedici pagine che ci offrono una bella fotografia dei tempi. Tempi in cui il paese moriva per Al Bano & Romina e un Federico Fiumani con i suoi Diaframma era semplicemente un ufo fra i terrestri, così come lo furono pochi anni prima i GazNevada di ‘Sick Soundtrack’. Il live modenese è una piccola chicca aggiuntiva: ascoltando ‘Elena‘, si sarebbe potuto intuire già allora la direzione futura che la band avrebbe intrapreso.
Per primo Fiumani seppe coniugare il suono wave a una poetica di spessore, adattando la metrica dei propri versi a una melodia nata per accompagnare un’altra lingua. Era il 1984 e i Diaframma stavano scrivendo una pagina indelebile della discografia italiana.
VELOCITA’: tutto sommato contenuta, si viaggia dentro sobborghi industriali.
IL TESTO: “Come frammenti pulsanti di vita/ voci alterate si sono dissolte. Dove i miei occhi le hanno chiamate/ dove i miei occhi le hanno chiamate/ dove il giorno ferito impazziva di luce/ dove il giorno ferito impazziva di luce“ da ‘Amsterdam‘.
LA DICHIARAZIONE: Fiumani rispondendo alla domanda “Qual è il senso di questa ristampa?“ dice: “Sono un nostalgico del vinile. Acquisto quello che posso proprio in quel formato e ho pensato: perché non ristampare Siberia con contenuti inediti“ (da La Repubblica XL)
UN ASSAGGIO: Siberia
IL SITO: facebook.com/Diaframma

