Colombre – Pulviscolo

GENERE: pop.

PROTAGONISTI: Giovanni Imparato, leader dei Chewingum. In Blatte ci sono la voce e i cori di IOSONOUNCANE, in Bugiardo le percussioni di Francesco Aprili (batterista di Wrong on you, Giorgio Poi e Boxerin Club) e il basso di Nicolò Pagani (Mannarino). La produzione artistica è a opera dello stesso Imparato e di Fabio Grande (I Quartieri, nonché uno dei fondatori di Bravo Dischi, etichetta che pubblica il disco).

SEGNI PARTICOLARI: primo album per questo progetto solista di Imparato. Le registrazioni sono iniziate nell’estate 2016. Il nome è un omaggio al racconto Il Colombre di Dino Buzzati, che ha come protagonisti un marinaio e un mostro marino e che parla dell’incapacità di affrontare le proprie paure, di tuffarsi nelle ignote profondità del mare per scoprire cosa ci lega all’immobilità.

INGREDIENTI: con i Chewingum, Imparato è passato da una proposta ai limiti del twee con il debutto La Seconda Cosa Da Andare (2008), a un sound molto più robusto e vario nel successivo Nilo (2012), per poi virare verso una maggior spigolosità e tonalità cupe nell’EP realizzato con Maria Antonietta nel 2015. Qui troviamo tutto questo più un’attitudine cantautorale, sia nello stile melodico, che nel timbro vocale, che, infine, in ciò che raccontano i testi. Quanto appena detto non è da intendersi nel senso che alcune canzoni si rifanno a una fase e altre a un’altra, ma che tutti questi elementi sono integrati tra loro e vanno a formare un insieme ricchissimo di sfumature, armonie, dettagli e sensazioni, che vanno a comporre un risultato tanto variegato quanto organico.

DENSITÀ DI QUALITÀ: è difficile immaginare un modo più accattivante e intrigante di fare pop oggigiorno. Queste canzoni hanno il potere di catturare morbidamente l’attenzione ma anche i sensi dell’ascoltatore, per stregarlo e non lasciarlo andare mai più. La qualità delle melodie e degli arrangiamenti dà ovviamente un contributo importante al raggiungimento di questo risultato, ma non vanno trascurati un timbro vocale duttile e maturo e il particolare contrasto tra una parte musicale di facile ascolto, e che quindi può essere immaginata come l’accompagnamento ideale all’espressione di sensazioni positive, e testi che, invece, sono spesso intrisi di delusione e amarezza, alcune volte ai limiti del rancore. Un lavoro pop a tutto tondo, capace di dare emozioni diverse a seconda di come lo si ascolta e, pertanto, sempre in grado di svelare qualcosa di nuovo anche dopo numerosi passaggi.

VELOCITÀ: variabile ma mai troppo alta.

IL TESTO:Niente rende più umili di un addio” da Bugiardo.

LA DICHIARAZIONE:Non volevo aspettare di essere vecchio e stanco come il marinaio per farci due chiacchiere e allora ecco qui il disco”.

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