Baustelle – Amen
GENERE: indie-pop cantautorale.
PROTAGONISTI: Rachele Bastreghi (voce, tastiere), Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere) e Claudio Brasini (chitarre). Suonano nell’album anche Sergio Carnevale (ex Bluvertigo, batteria e percussioni) e Alessandro Maiorino (basso), più vari altri musicisti e un’orchestra d’archi.
SEGNI PARTICOLARI: band originaria di Montepulciano, ormai definitivamente trasferitasi a Milano, al quarto LP, secondo per una major. ‘Amen’ arriva dopo la consacrazione di Francesco a cantautore ‘istituzionale’ per aver scritto ‘Bruci La Città ‘ per Irene Grandi, inedito contenuto nell’antologia dello scorso anno della cantante fiorentina. ‘Panico!’ è dedicata a Lee Hazlewood, storico songwriter americano recentamente scomparso.
INGREDIENTI: dire Pulp + Battiato + De Andrè + Pasolini può già dare una certa idea. Ma poi ci sono un sacco di altre cose, dalla moltitudine di citazioni dei testi alla complessità degli arrangiamenti, così tante che si fa prima a sentire il disco che a elencarle tutte.
DENSITA’ DI QUALITA’: i Baustelle giungono a realizzare il loro album più completo e al tempo stesso più ambizioso, riuscendo in maniera inappuntabile a coniugare le esigenze di indie band che non si vuole ‘sputtanare’ a quelle di allargare la base dei loro fans a livello nazional-popolare. ‘Amen’ è uno splendido (e spietato) ritratto della contemporaneità , sia a livello musicale che di scrittura, ne denuncia la decadenza, le contraddizioni e il disincanto non nascondendo una forte nostalgia per il passato (‘Alfredo’, oltre a celebrare la tragedia di Vermicino, serve anche a questo, e per questo è un capolavoro). In tale senso, si può a pieno titolo parlare di ‘concept’. ‘Amen’ è però anche un disco che evidentemente vuole piacere, come chi sa di essere estremamente affascinante e attraente e non fa nulla per nasconderlo. E’ probabilmente, per i Baustelle, un punto di non ritorno, il momento in cui il gioco si fa veramente duro, perchè da ora in poi ci sarà chi chiederà loro altri episodi di questo livello artistico, ma c’è anche chi li considererà parte fondamentale per far quadrare certi bilanci economici a fine anno. Se la band toscano-milanese riuscirà a uscir da questa morsa senza le ossa rotte, avrà tutti i titoli per entrare nella storia del cantautorato italiano.
VELOCITA’: altalenante, ma è decisamente un album più grintoso del precedente, dove i pezzi ‘veloci’ sono in maggioranza.
IL TESTO: “Intanto Dio guardava il Figlio Suo / E in onda lo mandò / A Woytila e alla P2 / A tutti lo indicò / A Cossiga e alla DC / A BR e Platini / A Repubblica e alla RAI / La morte ricordò”, da ‘Alfredo’.
LA DICHIARAZIONE: dal booklet del cd: “Questo disco va suonato a volume molto alto e, se possibile, non va usato come sottofondo. Cuffie e Ipod ok.”
IL SITO: ‘Baustelle.it’ e ‘Myspace.com/baustellespace’.



