BAUSAN – Vespri

C’è una cosa che colpisce subito in “Vespri”: il modo in cui le canzoni sembrano girare intorno a qualcosa senza mai afferrarlo completamente. Una forma precisa di scrittura, questa, che lavora per ritorni, piccole variazioni, traiettorie che a furia di ripetersi riescono a cambiare appena direzione.
Questo EP ha la capacità di portarti in una dimensione in cui quello che conta non è ciò che succede, ma quello che resta sospeso. “Vespri” funziona così, come una serie di movimenti interni che si sedimentano traccia dopo traccia.
Dal punto di vista sonoro, i BAUSAN lavorano su un equilibrio interessante: un alternative rock che perde velocità e si fa più raccolta, più trattenuta, senza rinunciare alla sua spinta. Le chitarre restano vicine, quasi addosso, il basso tiene insieme il tutto con continuità, la batteria marca il passo con decisione, mentre i synth aprono lo spazio in modo discreto, dando profondità senza spostare il baricentro. “Catene” è forse il punto più dichiaratamente circolare del disco, costruito su un movimento che si avvolge su se stesso. “Autunno” invece respira di più, lascia entrare aria, pur restando dentro la stessa tensione. “Ex 5” e “Veramente” si muovono su coordinate simili, cambiando il modo in cui quella tensione si manifesta, più che la sua natura.
Quello che resta alla fine è la sensazione di un lavoro compatto, che trova la sua forza proprio nella coerenza del suo movimento interno. In questo senso è un disco che funziona meglio quando lo si lascia agire, quando si accetta di starci dentro in ascolto, senza forzature, lasciandosi attraversare da queste immagini che parlano così bene delle difficili relazioni umane che contraddistinguono i nostri tempi. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *