Anna Soares – Sacred Erotic

ANNO: 2021
GENERE: bdsm music
ETICHETTA: Lost Generation Records

PROTAGONISTA: Anna Soares, erede misteriosa ed inquietante di Bernardo Soares (Soares è cioè un personaggio di finzione che adopera la sottile finzione letteraria dell’autobiografia tra le mani del portoghese Fernando Pessoa) è una musa sinuosa che ci regola il suo Sacred Erotic, un disco di debutto d’impatto violento che esplode nelle orecchie di chi vi si approccia. Anna Soares è una madre lontana, una buona amica, una chiromante agli angoli delle strade che ci racconta di amori lontani, di corde strette in locali affollati, Anna Soares è una ipnotica viandante che porta con sè il segreto di un genere che, prima di lei, non esisteva, la bdsm music.

INGREDIENTI: Dentro Sacred Erotic, il disco di debutto di Anna Soares, c’è la risonanza di un mondo che abbiamo lasciato alle spalle, quello dei club berlinesi, quello della musica elettronica ossessiva e oscura, quello di chi ancora balla, nonostante tutto, per esorcizzare il male. Quello che più sorprende di questo disco, così poco italiano, così lontano da ogni genere, etichetta o riferimento, è quest’aura sacrale che si porta dietro. Un ascolto ci lascia dietro una sensazione scomoda, come quando usciamo da una seduta di psicoterapia, come quando finiamo per guardarci alle spalle, convinti di trovare qualcuno a fissarci, e invece non c’è nient’altro se non la nostra ansia più primordiale. Fuck my brain, il sesto brano, non fa che confermarci di essere completamente alla mercè dell’io narrante del disco, che ormai ci comanda a bacchetta senza remore. Siamo conquistati, annientati, innamorati.

DENSITA’ DI QUALITA’: Non basta un ascolto per entrare nel mondo di Anna Soares, come in una moderna versione di Alice Nel Paese Delle Meraviglie di Lewis Caroll, la Soares ci conduce in sottosopra senza riferimenti o regole, dove non rimane che addentrarci vogliosi. Un ottimo inizio di cui non abbiamo ancora visto l’uscita.

  • 9/10
    Voto - 9/10
9/10

Giudizio riassuntivo

la Soares ci conduce in sottosopra senza riferimenti o regole, dove non rimane che addentrarci vogliosi. Un ottimo inizio di cui non abbiamo ancora visto l’uscita

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