Interview – E.D.A.

Dal 10 dicembre è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming “FORSE CI STO” (Greylight Records), nuovo singolo degli E.D.A.

Mi chiedevi di trovarci a metà strada | dove non stringevo i pugni quando | cercavi di abbracciarmi“: questa frase racchiude perfettamente il significato di “FORSE CI STO”, nuovo pezzo degli E.D.A., una canzone che racconta di quei momenti in cui, nonostante la voglia di lasciarsi andare e di affidarsi totalmente ad un’altra persona, ci si faccia frenare dalla paura.

Spiega la band a proposito della nuova release«Il brano nasce come la rappresentazione dell’ossimoro che vive costantemente dentro di noi e descrive come certe volte si faccia fatica a parlare di alcune emozioni, nonostante si sentano e riconoscano dentro di noi».

Come nascono gli E.D.A. e cosa contraddistingue la loro musica?

Gli EDA nascono da un’idea di Sidy e Simone che fin da piccoli hanno sempre sentito l’esigenza di sfogarsi nella musica. Con il tempo, tra membri che sono entrati ed usciti, abbiamo raggiunto la formazione che potete vedere ora.

La nostra musica è curiosità. Negli anni insieme abbiamo sperimentato molto generi musicali, finché non abbiamo trovato quello che calzava a pennello per noi. Nei nostri brani cerchiamo di trasmettere il più possibile, e ciò che ci contraddistingue è che ogni volta ci innoviamo per fare una canzone sempre più diversa dalle altre.

Raccontateci il vostro ultimo brano: come nasce e come è stata la sua lavorazione?

Forse ci sto nasce nell’estate del 2018, io (Sidy) avevo appena iniziato a stendere i brani in italiano (fino a poco tempo prima i nostri testi erano in inglese, faceva un sacco figo), ero innamorata perso di una ragazza che però non sembrava ricambiare. Sentivo il bisogno di irrompere nella sua vita come dentro una stanza e dirle tutto quello che provavo, ma allo stesso tempo sentivo che sarebbe stata la cagata più grande della storia, allora decisi di scrivere questo testo insieme alla musica e dedicarglielo senza farle capire nulla, motivo per cui il testo originale si conclude con “ma senza impegno, lo so che sei una figa di legno”. Poi negli anni l’abbiamo suonate in giro tante volte,  altrettante volte l’abbiamo riarrangiata, fino ad arrivare al lavoro finale.

Cosa ne pensate della scena musicale italiana e come pensi di poterla arricchire?

La scena musicale italiana è davvero pazzesca, partendo dal cantautorato al pop, negli ultimi anni siamo riusciti a sfornare artisti veramente completi spaziando in qualsiasi genere. Noi nel nostro piccolo sappiamo di poter lasciare qualcosa alla gente, noi vogliamo che le canzoni parlino alla gente e che la gente impari la nostra lingua, vogliamo creare un nuovo linguaggio musicale, e poi non si è ancora mai vista una band italiana con un cantante di colore.

Quanto sono importanti i social nella riuscita di un progetto musicale?

Negli ultimi anni ci siamo resi conto che sono quasi fondamentali ora, è il modo più facile e diretto per comunicare con chiunque e dare informazioni riguardo a live, uscite dei brani, organizzare collaborazione e tanto altro. Ovviamente i social non sono un’ assolutezza ma sicuramente durante un percorso professionale è inevitabile scontrarsi con la realtà dei social.

C’è un artista con cui sognate di poter avviare una collaborazione?

È una vita che non vediamo l’ora di poter fare qualche collaborazione, ci sono davvero tanti artisti con cui vorremmo avviare un progetto, ma ovviamente per ognuno di noi il soggetto cambia, ma penso di parlare a nome di tutti se dico i pinguini tattici nucleari, i Fast Animals And Slow Kids e Blanco.

Potete darci qualche anticipazione sui vostri prossimi progetti?

Ora stiamo valutando diverse possibilità sui brani che attualmente portiamo pure durante i Live, ma sicuramente aspettatevi qualcosa di diverso.

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