Suoni Dal Futuro: fare sistema per ricostruire un sistema

Si è svolta ieri, 12 marzo, a Germi – Luogo Di Contaminazione, la presentazione di Suoni Dal Futuro, che vede protagonisti Manuel Agnelli, il collettivo dello stesso spazio culturale milanese e la SIAE. Si tratta di un progetto triennale dedicato alla nuova scena musicale italiana che mette al centro creatività, diritto d’autore e dimensione live.

L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: sostenere una nuova generazione di autori, autrici, musicisti e musiciste, attraverso un percorso concreto fatto di palco, formazione e crescita professionale.

Il progetto si sviluppa su due direttrici complementari. Da un lato GERMI – LdC di Milano, spazio culturale fondato da Manuel Agnelli che diventa il laboratorio permanente di scouting e formazione: con 5 serate al mese per 10 mesi l’anno, circa 100 band si esibiranno in una programmazione continuativa che punta su originalità, qualità compositiva e identità artistica. Tutti gli artisti coinvolti presentano brani originali, contribuendo a valorizzare la cultura della creatività.

Dall’altro SUONI DAL FUTURO Live Tour, rassegna itinerante che porterà ogni anno 12 progetti musicali selezionati nei club di otto città italiane – Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino – con 96 concerti complessivi distribuiti in due tranche distinte tra primavera e autunno. Tutti gli appuntamenti saranno a ingresso gratuito, per favorire l’incontro diretto tra artisti e pubblico nei luoghi simbolo della musica dal vivo.

Come si può leggere dalla locandina qui sopra, le prime sei band sono state scelte: si tratta di Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz. Tre di esse si sono esibite ieri sera e, personalmente, sono rimasto particolarmente impressionato dai Mars On Suicide, un quartetto rock nel senso più autentico del termine per il quale ritengo che ci sia una sola frase che possa davvero rendere giustizia alla loro performance: hanno spaccato i culi. Ho apprezzato molto anche le melodie morbide e vellutate, tra Badly Drawn Boy e Sondre Lerche con lo spirito guida di Nick Drake, di Kahlumet, e anche i Dlemma, quartetto composto al 75% da donne, mi hanno convinto con la loro compattezza esecutiva, il loro senso della melodia e la loro capacità di rielaborare con costrutto riferimenti importanti come i Muse e, perché no, i Metallica.

Mars On Suicide

C’è stato spazio anche per il set dei Doobie Snacks, già protagonisti della rassegna Carne Fresca, dalla quale è nata una compilation pubblicata da Woodworm con distribuzione Universal, ed è poi scoccata la scintilla per l’attuale progetto. Tornando ai Doobie Snacks, loro vengono da Schio e, come mi hanno detto velocemente prima del live, suonano il divertimento. Il che si traduce in composizioni a forma abbastanza libera, con diversi strumenti tra cui il sax, e con la capacità di veicolare ottimamente la fantasia in un risultato di grande presa e dinanzi al quale è impossibile stare fermi. Davvero irresistibili.

Kahlumet

Prima dei live, Manuel Agnelli, che di lì a poche ore avrebbe compiuto 60 anni, e Salvatore Nastasi, Presidente della SIAE, hanno esaustivamente approfondito il progetto, con la moderazione di Niccolò Vecchia di Radio Popolare. Agnelli ha detto che tutto nasce dal fatto che sua figlia Emma suona in una band e per questo lui ha avuto l’opportunità di frequentare un sacco di posti improbabili ma che gli hanno rivelato ciò che non tutti ancora sanno, ovvero che esistono tanti giovani che hanno ancora la voglia e l’esigenza di proporre musica scritta e suonata da loro, senza autotune, intelligenza artificiale e cose del genere. Siccome, però, l’intelligenza artificiale stessa è sempre più una minaccia per l’autenticità artistica, e rischia di portarci a fondo, è necessario valorizzare il talento che ancora c’è in circolazione, e ce n’è tanto, permettendo a questi musicisti di crescere, anche di sbagliare, in un percorso che li porti a suonare ovunque sia possibile. Così, allo stesso tempo si aiutano i piccoli live club, sempre più in difficoltà, a rientrare nei radar degli appassionati, o almeno si invogliano i giovani a uscire di casa e andare ai concerti, una volta che hanno capito quanto è bello farlo.

DLemma

L’idea è che questi ragazzi ambiscano al professionismo, a fare i musicisti di lavoro, arrivandoci avendo ben presente l’importanza della libertà espressiva e di fare solo le cose che si vogliono fare, senza pensare a ciò che funziona sul mercato. A mia specifica domanda sul rischio che questi valori vengano persi una volta arrivati a un eventuale successo, Agnelli ha rimarcato con fermezza che la scelta delle band da includere in Suoni Dal Futuro dipende anche da una valutazione a livello caratteriale e personale dei musicisti. Lui conosce questi ragazzi e ha molto chiaro il fatto che non sono persone che rischiano di farsi tentare dalle strade facili o di cedere alle pressioni.

Da parte sua, Salvatore Nastasi ha chiarito che la SIAE ha aderito al progetto certamente per aumentare il numero dei propri iscritti come autori, ma non per una questione di numeri, bensì per rispettare una visione secondo la quale la tanto temuta intelligenza artificiale va domata e non combattuta. Si può usare l’AI senza perdere i valori di cui si è parlato sopra, ma per farlo serve che gli autori siano educati a questo, abbiano la giusta mentalità e il giusto approccio, e progetti come questo servono certamente a questo scopo. Uno dei motivi per cui la SIAE ha voluto che il progetto fosse triennale è proprio per farlo fiorire in modo da lasciare un’impronta permanente, cosa che non può succedere con progetti di durata inferiore.

Sono intervenuti anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Tommaso Sacchi, che ha mostrato l’appoggio istituzionale all’iniziativa e dichiarato che, proprio a livello istituzionale, è ben chiara la differenza tra attività nate solo per guadagnare e altre che, invece, sono indispensabili a livello culturale e sociale, alcuni esponenti del club dove si svolgerà il tour e alcuni rappresentanti della band.

Il sistema nel quale sono sbocciati gruppi fondamentali come gli stessi Afterhours va indubbiamente ricostruito e, per farlo, è necessario che il maggior numero di soggetti (quelli bravi direbbero “player”) faccia squadra con una visione coerente e attenta a ogni dettaglio. Qui sembra davvero non mancare niente e le aspettative per questo primo giro di date e per tutte le prossimo mosse legate a Suoni Dal Futuro sono indubbiamente molto alte.

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