Si riformano i Lecrevisse

Prima che Emiliano Merlin fosse unòrsominòre. e Andrea Faccioli fosse Cabeki, entrambi facevano parte dei Lecrevisse. Oggi riceviamo, e prontamente pubblichiamo con grande gioia, il comunicato che ci informa della reunion della band veronese.

Intanto vi invitiamo a cercare Lecrevisse su Facebook, Instagram e Spotify e a rimanere aggiornati sulle prossime mosse, che ovviamente cercheremo di documentare con puntualità. Poi, leggete pure il comunicato. Oggi è un grande giorno per la musica italiana di qualità.

I veronesi Lecrevisse sono stati una delle più promettenti band dell’indie italiano, formata nel 1998 da Andrea Faccioli (oggi chitarrista di Baustelle, Le Luci della Centrale Elettrica, Cisco, e solista come Cabeki) e Emiliano Merlin (oggi unòrsominòre., progetto di cantautorato sperimentale), insieme al polistrumentista Stefano Roveda (poi negli A Classic Education), Simone Marchioretti (batteria, The Last Drop of Blood) e Matteo Gasparato (basso). Nella band hanno militato anche Andrea Belfi (ora apprezzato percussionista solista, attualmente in tour con Thom Yorke dei Radiohead) e Nelide Bandello (noto batterista jazz, ora con Patrizia Laquidara).

Nel 2000 pubblicano il loro primo eponimo album, seguito nel 2003 da “(due.)” (Jestrai Records, registrato da Fabio Magistrali, già con Afterhours, Ritmo Tribale e molti altri): il loro rock psichedelico, con testi in italiano, convince la critica e esalta il pubblico che inizia a seguirli nei numerosi concerti.

Nel 2004 la band si scioglie e i componenti si dedicano ad altri progetti e alla carriera solista. Oggi, a vent’anni dalla formazione e a 15 dallo scioglimento, i Lecrevisse tornano insieme con la line up originaria, in vista di una serie di concerti nel 2020 per il ventennale del disco di esordio, celebrativi ma non nostalgici: è infatti previsto l’inserimento in scaletta di alcune nuove canzoni, composte prima dello scioglimento e ora riprese e completate dal gruppo.

La prima data sarà il 28 febbraio 2020 al Colorificio Kroen di Verona.

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