Restate Come Siete: la mappa emotiva del disco di Max Penombra e Visioni di Cody

Restate come siete” è l’ultima uscita dalla premiata ditta Max Penombra feat Visioni di Cody, giunti al secondo joint album a riprova di un sodalizio che va oltre alla volontà di fare musica assieme. Il disco ferma nel tempo un sentimento che tutti, almeno una volta nella vita, hanno vissuto: la speranza (e il conforto) di tornare in spiaggia l’estate successiva e rivedere gli amici del mare, la morosa che ogni anno si saluta a malincuore e tutte quelle cose che sopravvivono allo scorrere del tempo nelle zone balneari. Infatti, in “Restate come siete” si parla di lidi, uno in particolare, Lido di Savio (o Bologna Mare), luogo di residenza del rapper ravennate. 

L’album è un tutt’uno con i luoghi che racconta, tanto che abbiamo deciso di tracciarne una mappa emotiva a cura degli artisti stessi. Il tono ironico che traspare dalle canzoni offre una visione doppia delle città di mare: romantiche e nostalgiche da una parte, ma al contempo da approcciare con la leggerezza di un romagnolo d’estate. Ascoltare per credere. 

Dalle località tipicamente romagnole fino all’altro capo del mondo, Max Penombra e Visioni di Cody sciolgono le briglie ai pensieri, senza limiti di interpretazione, e ci raccontano onestissimamente cosa vedono nei posti del cuore (e non) di “Restate come siete”.

Lido di Savio / Bologna Mare:

Max: vivo da sempre a Savio, piccola frazione in provincia di Ravenna, tra il fiume Savio che dà il nome alla località e il lido appunto. Una zona, come tutti gli altri lidi della riviera romagnola e non, che vive due vite: una è quella estiva, popolata da turisti e ravennati che vanno al mare; l’altra è quella invernale, dove gli alberghi e i palazzi si svuotano, le strade sono deserte e resta solo qualche esercizio commerciale aperto per i pochi passanti. Da sempre, in questi luoghi più che in altri, la vita è regolata dalla ciclicità delle stagioni. Lido di Savio non fa differenza. Bologna Mare era il nome che avevano alla località nel 1957, per via di alcuni investitori bolognesi che avevano “scommesso” su quel territorio, poi credo verso gli anni 70 è diventata Lido di Savio. Il ritorno al nome originale è stato fatto per attirare i turisti (non si sa in che modo), solo che qualcuno inizialmente non l’aveva presa bene. Appena hanno messo i cartelli qualcuno li ha rubati, forse il nuovo/vecchio nome non gli piaceva.

Bologna:
Visioni: ci piacerebbe raccontare degli aneddoti precisi sul nostro periodo Bolognese, ma è passato un po’ di tempo e, anche per circostanze non strettamente temporali, tanti accadimenti, episodi, personaggi e situazioni vanno a fondersi in un’unica storia “pilota” che inizia circa alle 16:00 in Bolognina e finisce alle 8:00 della mattina successiva in un luogo spesso non familiare.
Tornare a visitarla nel presente è una lunga passeggiata nel viale dei ricordi: qui ci avevo provato con quella, qui mi han menato, qui ho vomitato, qui abbiamo fatto amicizia, qui son svenuto, qua c’ho visto i Mudhoney, i Mogwai, i Kills, i Dinosaur Jr, il tipo che mangiava il vetro, Bizzot, la Tizzi etc. etc.. Siccome è la capitale dell’Emilia-Romagna è di diritto la capitale del mondo. 

Max: A Bologna quando ero più piccolo mi hanno dato un pugno in faccia e mi hanno fregato il cellulare. Era un Bosh (sì, hanno fatto anche i cellulari non solo i trapani), uno di quelli con l’antenna che si allungava! Io ero ancora uno sbarbato e ho avuto paura per un po’ di tornarci, anche perché non è successo di notte in una zona malfamata della città, ma alla luce del sole in una parallela di via dell’Indipendenza, in pieno centro. Oltre a questo triste episodio per me è sempre stato un disagio l’attesa dei concerti che volevo vedere. La proposta musicale a Bologna è sempre stata ottima, solo che nei locali c’erano sempre mille gruppi d’apertura e il concerto che doveva essere alle 21 iniziava alle 2 di mattina. Poi tornare a casa, mezzi sbronzi con le luci dell’alba, era un vero disagio. Ultimamente però sto cercando di farci pace con questa città che non sento per niente adatta a me.

Cesenatico:

Visioni: L’Adriatico Romagnolo non è il mare più azzurro d’Italia, ma è il nostro mare.
La zona delle Colonie a Cesenatico Ponente è davvero magica. La prossima estate facci uno squillo che ti ci portiamo. Sveglia con calma, pranzetto leggero con primo di pesce, pomeriggio in spiaggia al Sand Gate intervallato da passeggiata fino alla Reggae Station e a seguire lungo aperitivo con Gin tonic illimitato. Forse festa in spiaggia, vediamo. 

Ravenna:
Visioni: Nessuno di noi vive o ha vissuto a Ravenna. Anche Max vive in provincia fuori dalla città. Nonostante non sia come Bologna, che ha una vita notturna molto attiva legata agli universitari fuori sede, Ravenna ci ha offerto serate uniche di puro divertimento. Per questo gli abbiamo dedicato una canzone. In questi ultimi anni stanno chiudendo alcuni locali a cui eravamo molto affezionati e alcune persone con cui abbiamo condiviso molto sono andate a vivere altrove. Per molti è una città di passaggio.

Rimini:

Visioni: Rimini è la meta del realismo magico. Quando eravamo ragazzini il nostro sogno era suonare al Velvet ebbene ce l’abbiamo fatta per ben 2 volte ed è motivo di grande orgoglio.
La città è da visitare rigorosamente in inverno e con la nebbia, se proprio devi andare l’estate allora vai sui colli. C’è l’omonima canzone dei Fitness Pump che la racconta e la attualizza, anche se quel disco ormai ha i nostri anni. Masterpiece dell’indie Romagnolo.  

New York / Brooklyn:

Visioni: Anche New York è una metropoli che esiste solo nella nostra mente e nel nostro immaginario di film e serie tv. Anche se non ha nulla a che fare con essa potremmo dire che la Romagna è la nostra New York e Cesena potrebbe essere Brooklyn. Ci piace pensarci immersi in una moderna metropoli dove tutti sono un po’ sconosciuti e si presentano ghiotte occasioni per rubare portafogli.
Una volta un tizio che conosciamo aveva realizzato una cartina con le location del suo film preferito “I Guerrieri della Notte”, che poi sono i vari quartieri di New York, solo che al posto di mettere i veri nomi dei luoghi aveva messo i comuni della provincia di Ravenna. Questo è quello che ci viene in mente quando ascoltiamo “Ragazzo di New York”.

Australia:
Visioni: Tempo fa un ragazzo di San Piero in Bagno (FC) sentiva il paesello, la sua vita e il suo lavoro troppo piccoli per le sue possibilità. Guidava il trattore in pochi ettari di terra e sapeva in cuor suo di potere dare di più. Si è trasferito in Australia e lì ha avuto da subito la possibilità di guidare trattori moooolto più grandi in sterminate distese di terra che si estendono come città.
Una storia a lieto fine. 

Max: quando ero più piccolo era consuetudine tra gli abitanti di Cervia che avevano un lavoro estivo, andare in Australia durante l’inverno, per una vacanza lavoro o semplicemente a fare surf. Io un po’ li invidiavo, ma sapevo già che per questioni di tempo e soprattutto di soldi non mi sarei mai potuto permettere di svernare in giro per il mondo, in più non sono mai salito su una tavola, né da skate né tantomeno da surf. Però ho sempre pensato che se mai andassi a visitare una qualsiasi città dell’Australia, probabilmente ci troverei dei cervesi.

Sardegna

Max: Una tipa che mi piaceva, con cui sono uscito qualche volta, parlava sempre della sua vacanza in Sardegna, ma soprattutto degli uomini sardi. Secondo lei erano molto affascinanti. Io vivevo quei giorni con un senso enorme di inferiorità, pensavo alla riviera Adriatica e a quanto facesse schifo rispetto alla Costa Smeralda. Quando hai dei luoghi spettacolari dove portare una, è facile fare il fenomeno, caro amico sardo! Naturalmente non ho nulla contro la Sardegna e i suoi abitanti, ma in quel periodo li odiavo.

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