Esclusiva: Dada Sutra – Camel (free download)

Lo scorso 10 gennaio è uscito Camel, il nuovo singolo di Dada Sutra, progetto, con base a Milano e guidato dalla bassista e cantante Caterina Dolci (Bambole di Pezza). Noi siamo molto contenti di poterne ospitare il free download sulle nostre pagine, e precisamente qui sotto.

Il cammello è un animale umile, capace di vivere in luoghi fra i più inospitali di questo pianeta e resistere a temperature estreme. Dato che gli studiosi del clima prevedono che molta più parte del nostro pianeta sarà desertica per via del cambiamento climatico, dovremo tutti somigliare un po’ di più a dei cammelli. Ma nella simbologia indù il cammello è anche l’animale associato a Venere, pianeta dell’amore. Nella mia testa le due simbologie si sono fuse, il deserto è un enorme corpo nudo, e il sesso è un territorio vasto, un ambito geografico, non riguarda mai solo la persona o le persone coinvolte, riguarda l’Uno. Non c’è bisogno di una spiegazione, come un orgasmo non ha bisogno di una spiegazione, va solo accolto: però ha un senso, e dalla nostra capacità di fonderci l’unə con l’altrə e con il pianeta dipende la nostra sopravvivenza.

Foto: Rosa Cinelli

dada sutra è il punto fermo di due forze opposte, a metà tra il vagito di un neonato e una scrittura antica, tra un gesto anarchico liberatorio e la sapiente sedimentazione dei millenni.
Il progetto, con base a Milano, è guidato dalla bassista e cantante Caterina Dolci (Bambole di Pezza), forte di un percorso personale e musicale eclettico e mutevole che tocca ambiti disparati come il punk e la musica da camera contemporanea.
dada sutra ha debuttato a giugno 2022 con EP 1, dove sonorità graffianti si uniscono ad atmosfere oniriche, coinvolgendo anche il pianista e compositore Vincenzo Parisi (Kafka on the Shore), il batterista e produttore Giacomo Carlone (Egokid, P L Z) e il percussionista Lorenzo D’Erasmo (Go Dugong).
“Il fuoco della lente” è il primo esperimento in lingua italiana di questo clash di suoni che rifiuta i confini e che è stato definito «un pugno nello stomaco» (The Soundcheck), «atipico, contorto, stratificato, indefinibile» (Milanodavedere), «uno dei progetti più interessanti dell’underground milanese» (Noisyroad).

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