Conserere presenta una doppia residenza artistica dal 12 settembre a Milano

In ViaFarini.Work (in via Marco d’Agrate 33, Milano) una settimana di incontri tra il collettivo di musicisti Conserere e artisti esterni, coordinato da Simone Baron (USA) e Camila Nebbia (Argentina): un workshop tradizionale si espande fino alla resa di un lavoro finale sotto forma di concerto

PROGRAMMA: 

prima residenza artistica: 
12-14 settembre 2022
serata con concerto finale: 14 settembre 2022, ore 21, offerta libera (con Simone Baron – USA)
seconda residenza artistica: 15-17 settembre 2022
serata con concerto finale: 17 settembre 2022, ore 21, offerta libera (con Camila Nebbia, Argentina)
 

Per la prima residenza artistica del collettivo sono state selezionate due artiste: Simone Baron (USA) e Camila Nebbia (Argentina).
 Le residenze saranno entrambe articolate su tre giorni, con un concerto finale la sera del terzo giorno. 
Ognuna delle due artiste sarà a sua volta parte dell’ensemble durante il periodo di residenza con l’altra.



CONSERERE: 

Conserere è un collettivo autogestito e autofinanziato composto da musicisti e musiciste che fanno dell’improvvisazione il centro della propria ricerca artistica. Nato nel 2016 in risposta ad un bisogno condiviso di avere spazi e luoghi in cui potersi confrontare sul tema, Conserere vuole creare una rete di supporto, educazione e diffusione riguardo al tema della musica improvvisata.
 L’attenzione del collettivo si rivolge in particolare ad un tipo di improvvisazione fondata sull’idea di ascolto e dialogo. Non ci sono generi, sonorità o strumenti che non siano ben accetti, purché questi si integrino nel paesaggio sonoro con intelligenza e senso critico. L’idea che muove Conserere è quella che possa esistere una collettività che tutela la crescita degli individui, che a loro volta attraverso la propria crescita rendono viva e sana la comunità in cui vivono. È solo attraverso lo sviluppo di un’acuta capacità di osservazione, ascolto e analisi che è possibile prendere delle scelte consapevoli e determinanti nello stabilire la qualità del mondo in cui viviamo. Tramite la pratica dell’improvvisazione si esercita il corpo a reagire in maniera creativa e immediata a situazioni inaspettate ed estemporanee.

In questo senso, si pone l’attenzione sull’improvvisazione sia come pratica di innovazione che di adattamento, intendendo nel primo caso una ricerca spinta dalla volontà di scoperta, nel secondo dalla necessità di adattamento.

https://www.instagram.com/conserere_lab/

SIMONE BARON: 

Simone Baron (1989) è una pianista poliglotta, fisarmonicista e compositrice, che ha portato la propria musica per l’Europa, Medio Oriente, Canada, Stati Uniti e Brasile. Influenzato dalle proprie origini giudaico-romane, il suo lavoro è allo stesso tempo fortemente immaginativo e intimamente lirico. La musica di Simone si fa strada incessantemente, allo stesso tempo giocosa e sfidante, limpida e complessa, fonte di meraviglia e pur irriverente, dipingendo intense avventure emotive ispirate da svariate e improbabili muse.
 Alunna del Woodshed Network di Dee Dee Bridgewater (2021) e del Banff International Workshop in Jazz & Creative Music, Simone ha vinto residenze e supporti presso il Hambidge Center, I-Park Foundation, ArtOMI, Strathmore, NextLOOK (Università del Maryland), Avaloch Farm, Banff Centre e Spectrum Toronto. 
 Nel 2016 fonda il gruppo Arco Belo, ensemble da camera misto che si muove agilmente negli spazi tra jazz, musica da camera d’avanguardia, canzoni popolari dal mondo. Arco Belo ha vinto borse di studio dal Maryland State Arts Council e dal South Arts and Chamber Music America per la realizzazione del nuovo album e del tour connesso.
 Fortemente dedita alla creazione di una comunità artistica e musicale più inclusiva, Simone è tra le fondatrici di Boulanger Initiative, gruppo di osservazione non profit che si occupa di combattere la discriminazione di genere all’interno dei palinsesti di festival e concerti.

www.arcobelo.com



CAMILA NEBBIA: 

è una sassofonista, compositrice, improvvisatrice e artista multidisciplinare di Buenos Aires, Argentina, ad oggi residente ad Amburgo, Germania. 
 La sua pratica artistica e i suoi lavori riflettono una costante creazione di nuovi paesaggi sonori e visuali, esplorando la relazione tra differenti forme di composizione, improvvisazione libera i mixed media, creando lavori che ruotano attorno ai concetti di memoria ed identità.I suoi lavori visuali includono pellicole in super 8, immagini d’archivio, cinema espanso e video digitali. Camila è co-creatrice e curatrice del collettivo interdisciplinare “La Juala se ha vuelto pájaro y se ha volado”; cura la serie di concerti “Guillotina fest”, e ha ideato la serie di concerti in streaming chiamata “The warmth of proximity”, che ha avuto l’anteprima presso l’Experimental Sound Studio di Chicago, in cui sono state coinvolte improvvisatrici e performer sperimentali donne e non binarie da diverse parti del mondo. È altresì parte del collettivo indipendente e dell’omonima etichetta portoghese “Habitable Records”. Collabora con molti progetti artistici differenti a Buenos Aires e con artisti internazionali, tra sui Valentin Garvie, Le Big Nant, Maya Keren, Patrick Shiroshi, Christer Bothén, Vinnie Sperrazza, Kenneth Jimenez, Lesley Mok, Susana Santos Silva, Tony Malaby, Collectife Arfi, Joanna Mattrey.


Ha pubblicato cinque album da leader: “A veces la luz de lo que existe resplandece solamente a la distancia” (Kuai, 2017), “De este laso” (Club del disco, 2019), “Aura” 8Ears&Eyes, 2020), “Corre el Rio de la memoria” (Ramble, 2021), “Presencias” (Sound Holes, 2021). Ha composto musica per il cortometraggio “Cuando Corro” di Ana Luz Furth”, per la performance circense “Garden” di Anna Aro (Stoccolma, 2021) e per la performance rituale di circo “Lei La” di Karla Arévalo.

www.camilanebbia.com

Fondazione Cariplo sostiene i progetti di utilità sociale legati ad arte e cultura, ambiente, servizi alla persona e ricerca scientifica in Lombardia, e nelle provincie di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Dal 1991 promuove la vita delle comunità, sostenendo i soggetti no – profit che operano sul territorio e che sono più vicini ai bisogni delle persone. Le distanze all’interno delle nostre comunità stanno aumentando, rendendole più frammentarie e fragili: oggi più che mai c’è bisogno di accorciare le distanze, per avere comunità forti e inclusive, per sostenere la vita delle persone e per avere istituzioni robuste, in grado di contemperare le diverse esigenze e orientare le risorse e le scelte verso un futuro migliore per tutti e in cui tutti possano riconoscersi. 

In questi 30 anni di vita, Fondazione Cariplo ha reso possibile la realizzazione di 35.000 progetti donando al territorio oltre 3,6 miliardi di euro. Ulteriori informazioni su www.fondazionecariplo.it

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