Mandalamarra: nel sangue questa “Nuestra rebelión”
Un singolo soltanto fino ad ora nei canali digitali e su YouTube con un video ufficiale diretto dal bassista Davide Fusi. Sono i Mandalamarra, nuova realtà folk italiana che corre parallela al progetto La Tresca firmato sempre dal cantante e chitarrista Stefano “Billy” Belardi. Dunque non emergenti ne novellini della scena ma artisti di una carriera fatta e formata, matura di esperienze e di mondo con un suono apolide che cerca l’incontro con l’uomo e la sua terra. A questo cade preziosa la featuring di Ema Yazurlo da Buenos Aires ad impreziosire il brano le cui liriche sono a firma di Picas, ovvero Domenico Pesci.
Nella nuova scena indie italiana spesso parliamo di folk. Non come un tempo… le mode cambiano. Che tempo era quello del folk e cosa ne rimane secondo voi?
A nostro umile giudizio e per ciò che concerne la nuova scena “Indie” italiana, il Folk non è mai partito, poiché è e sarà per sempre presente, dirompente e coinvolgente più che mai.
Anzi aggiungiamo con orgoglio, che lo stesso nel corso dei tempi si è ritagliato un notevole spazio e senza ombra di dubbio, oramai lo si può catalogare come un fratello acquisito e in buona compagnia, al pari dei vari generi musicali quali:
(Rock/Jazz/Regg/).
Quindi non resta che esultare:
Evviva il folk!
Evviva i Mandalamarra!
Bello il video di “Nuestra Rebeliòn”: un video “italiano” dentro colori argentini. In fondo il significato arriva comunque: uscire di casa per incontrare la vita?
Sì! Il brano (Nuestra Rebelión) è stato veramente un ottimo e paziente lavoro.
La casa, la ripetizione dei gesti quotidiani, sono volutamente inserite nel contesto del video essendo la parte in superficie, quella zona materiale che captano facilmente un po’ tutti.
Ma per i pochi che scavano molto più a fondo, vi è un altro concetto più ampio, se vogliamo un messaggio criptico e sicuramente spirituale; uscite dalle vostre proprie prigioni interne dell’anima, uscite dalle vostre insicurezze e non abbiate più paura di unirvi, di ribellarvi e di ballare questo ritmo insieme a noi. I Mandalamarra ci sono… Voi che aspettate a cantare?
Secondo voi, visto che artisti come voi hanno il bisogno di cantarlo, stiamo diventando liquidi e computerizzati? Cosa ne resta della vita?
La vita è tutto, compresi i singoli mutamenti belli e brutti che siano.
La vita va amata come è, e semmai va migliorata per se e per gli altri, poiché la stessa è una unica e irripetibile possibilità che ci è stata concessa.
Dal primo respiro mattutino, sino a quando vediamo tramontare il sole bisogna ringraziarla assaporarla e condividerla in armonia con ogni essere vivente, e nel rispetto reciproco tra chi ha diversi pensieri. Di certo è comodo sfruttare le potenzialità che le tecnologie moderne ci offrono ma forse oggi l’esistenza viene spesso sminuita, baipassata, liquefatta nel nome di un agognato profitto che ci sembra a prima vista raggiungibile, appagante, ma che in realtà nessuno coglierà mai.
Secondo noi di eterno vi rimangono i bei momenti che ogni essere umano custodisce nel proprio animo. La crescita sempre la crescita e solo la crescita.
Ma cavolo, ci domandiamo e per questo lo cantiamo, nel raggiungere il cielo e toccare una stella basta un sogno! E i sogni cari ragazzi possono realizzarsi.
Ci vuole un cuore vero, l’anima sincera e il rispetto della vita.
Noi siamo solo noi, ora, tra chi c’era e chi verrà.

E i concerti? Sta cambiando anche la musica dal vivo?
In questo caso se dirremmo che non vi siano stati degli inaspettati cambiamenti nel mondo e all’interno della società mentiremmo spudoratamente.
Per non parlare poi di crisi epidemiologiche, diplomatiche, energetiche che restano attuali e sotto gli occhi di tutti… Ma il mondo continua a girare in fretta e chi si ferma è perduto.
In ultima analisi,
vi possiamo assicurare con il cuore in mano, che durante i live, il pubblico è sempre in ricerca e vuole semplicemente una cosa sacrosanta:
Divertirsi, ballare, cantare!
E i Mandalamarra sono qui per questo.


