L’etichetta risponde : Hydra Music
Due mondi agli antipodi come il folk e l’hip-hop si incontrano nel catalogo delle release della Hydra Music, che come ci ha spiegato il fondatore Amedeo Pesce, fonda nella passione e nell’emozione la scelta degli artisti. Ecco cosa ci ha raccontato nell’intervista che gli abbiamo fatto:
1)Come e quando e’ nata la vostra etichetta?
R. E’ nata verso la fine nel 2011, dalla mia passione per la musica che mi porto dietro da sempre.
2)Che metro usate per il reclutamento delle band? Vi siete posti dei limiti sui generi da considerare?
R. Non abbiamo limiti o preclusioni di genere. Definire un metro però è difficile, le variabili sono talmente tante che la prima è “se ci emoziona”.
3)Curate tutti gli aspetti di un artista/band (live/grafica/registrazioni/
R. Si certo, possiamo curare tutti gli aspetti della produzione e della promozione, ad eccezione del booking e dei live. In questo senso siamo una etichetta discografica nel vero senso della parola.
4)Che altre etichette internazionali e nazionali apprezzate?
R. In generale apprezziamo tutte le etichette indipendenti che sappiano osare e che non abbiano la “puzza sotto al naso” ma che siano aperte a valutare nuovi talenti, così come a collaborare con le altre realtà del settore.
5)Cosa significa essere un’etichetta indipendente ?Che differenza c’e’ tra voi e una major?
R. Essere una etichetta indipendente singifica che non puoi adagiarti sugli allori: E’ un pò come essere un contadino: tanto duro lavoro e poco risultato. Ma quando arriva è davvero bello. Oltre questo, la differenza tra noi ed una major è che con noi puoi alzare il telefono, scrivere una mail e trovi dall’altro lato una persona in carne ed ossa che ti risponde e ti risponde in maniera sincera e reale, senza giri di parole.
6)Economicamente rientrate dei costi di produzione degli album o dovete puntare sulle esibizioni live?
R. Come detto, non ci occupiamo di live, quindi il nostro obiettivo è rientrare degli investimenti con le vendite. Fortunatamente, la maggior parte delle volte ci riusciamo.
7)In quanti ci lavorate ?
R. Siamo in 3 fissi più altri 3 o 4 collaboratori freelance.
8)Come e’ cambiato il ‘fare il discografico’ da quando avete iniziato?
R. Quando abbiamo iniziato noi il mercato discografico era già in declino. Ascolto sempre con un pò di invidia i miei colleghi più anziani quando favoleggiano di tempi in cui gli album vendevano decine di migliaia di copie.
Sono però sempre un ottimista e credo sempre in un domani migliore.
9)Il web vi aiuta o vi ostacola?
R. Nè l’uno nè l’altro: il web è uno strumento come ce ne sono tanti, bisogna solo saperelo usare. Noi proviamo sempre a stare al passo il più che possiamo.
10)Come sono i rapporti con i canali ‘tradizionali’ tipo le radio(anche web) o la televisione? Riuscite a far ‘passare’ i vostri artisti?
R. E’ sempre difficile perchè ti scontri con logiche economiche e promozionali piuttosto che con valutazioni di merito.Con alcuni artisti, abbiamo avuto però delle soddisfazioni anche sui network.
11)Cosa ascoltate quando non lo dovete fare per lavoro?
R. In realtà, quando parliamo di musica la passione è stale che non si smette mai di lavorare.
12)Tre vostre uscite da non perdere nei prossimi mesi.
R. Avremo degli ottimi esordienti, tra cui consiglio “Il sole della mezza” di Dario Berardo. Degli usciti da poco invece consiglio di ascoltare “Storia di un pettirosso” di Folco Sbaglio e le Ore Perdute e “Soul man” di Luca Ronka, ai primi posti sui bestseller di Amazon e di iTunes nella categoria Soul-R&B. Ultimo, ma non per ultimo, avremo un paio di uscite belle forti, una importantissima a metà giugno, ma purtroppo non posso fare nomi!




Avrei della musica molto importante da fare ascoltare.