L’etichetta risponde : Doremillaro Recs

Questa volta tocca alla Doremillaro Recs, al quarto anno di vita, Peppe(grazie!!!) ci racconta a suo modo come riesce a dare sfogo insieme a diversi appassionati amici alle sue/loro esigenze produttive.

E’ stata una delle interviste più singolari e divertenti che mi sia capitato di fare, unire il serio e il faceto per poi dire delle bellissime verità e spiegare come si riesce a vivere le proprie passioni “nonostante” è prova di vero talento per il proprio lavoro.

Qui sotto le risposte, preparatevi…

1) Come e quando è nata la vostra etichetta?

Da qualche parte nel 2011 contro le tendenze rivoluzionare intellettuali e culturali che dominavano nel sud Italia all’epoca. Una forza reazionaria nemica dei giusti e delle giuste cause, per perorare il diritto ad essere sbagliati, incoerenti, musicalmente inutili, saturare la rete con musiche irriverenti e potenti.

Vabbé cazzate siamo tutti musicanti e dovevamo produrre i nostri spasmo gastromusicali.

2) Che metro usate per il reclutamento delle band? Vi siete posti dei limiti sui generi da considerare?

Doremillaro nasce per produrre in prima battuta i dischi cui una ristretta cerchia di amici (siamo una setta) sentiva l’inutile urgenza di produrre, produrre, e ancora produrre.

Produrre dischi di gente sicula troppo presto ignorata. Dischi importanti a nostro avviso. Forsanche scomodi o fatalmente superflui.

Abbiamo prodotto degli artisti eccezionali solo che non abbiamo abbastanza soldi per pagare un ufficio stampa che piazzi le nostre robe dappertutto. Forse non è vero niente ti rispondo così solo per fare finta di essere risentito e troppo alternativo e catturare l’attenzione e dei lettori (meglio delle lettrici). E quand’anche fosse vero, sti cazzi. Non so fai tu.

3) Curate tutti gli aspetti di un artista/band (live/grafica/registrazioni/produzione…)?

Spesso io mi curo della produzione audio visto che sono sia fonico che musicista dannato e d’annata. Ci siamo specializzati nel produrre i dischi in modalità non low-budget ma no-budget. Facciamo dischi senza soldi con l’aiuto dello spirito e tanta sporcizia nelle mie orecchie. E nei cuori dei musicisti e soprattutto grazie ai tanto bistrattati mezzi digitali, ma sarei per registrare i dischi col microfono del canta tu.

4)Che altre etichette internazionali e nazionali apprezzate?

Tutte quelle che producono qualsiasi cosa valga la pena essere prodotto e lo fanno senza pensarci un attimo. Ovviamente abbiamo degli amici: Viceversa Recs, La Vigna Dischi e Noja Recordings. Amici reali eh, sono tutti siculi.

5)Cosa significa essere un’etichetta indipendente ?Che differenza c’e’ tra voi e una major?

I soldi, la struttura piramidale, gli stagisti/schiavetti malpagati, le ragazze immagine…

6)Economicamente rientrate dei costi di produzione degli album o dovete puntare sulle esibizioni live?

Assolutamente sì quando non spendiamo una lira, assolutamente no quando spendiamo soldi per gli uffici stampa che servono a fare uscire le recensioni dato che tutti i media prezzolati non ti cacano se li contatti privatamente. Tutta una merda, questo il succo, quindi noi produciamo un po’ a cazzo di cane, tranne quando abbiamo i soldi da investire e fare le cose bene così come le fanno gli altri, ma personalmente fare così mi produce solo orticaria e eczema sparso un po’ ovunque, fare le cose bene…ma perché? (sono ironico)

In realtà non lo so neanche io, perdonami non so che risponderti

7) In quanti ci lavorate ?

Io (che sono il presidente dell’associazione in quanto incapace di intendere o volere) più gli altri soci (Emiliano Cinquerrui, Valentina Ascia, Antonio Aiello, Floriana Grasso, Carmelo Emmi, Federico Werto, Francesco Lima, Elisa Leanza) ma anche in base alle produzioni. Da poco siamo diventati quasi una decina, siamo tutti più o meno musicisti tranne il nostro videomaker ufficiale Carmelo Emmi. Il Goebbels del pedemontano, l’unico vero candidato sindaco di Linguaglossa, forse anche il podestà della Sicilia orientale.

8) Come e’ cambiato il ‘fare il discografico’ da quando avete iniziato?

Non lo so, noi siamo figli del web 2.0 e dello streaming gratuito, degli smartphone e tifiamo per la morte dei supporti, però avere i soldi per fare un vinile sarebbe bello, non lo so: cosa è esattamente il fare il discografico? Qui si suona e si produce per alcool e divertimenti vari

9)Il web vi aiuta o vi ostacola?

Il web di noi se ne fotte, ma è facile da riempire con le nostre malefatte.

10)Come sono i rapporti con i canali ‘tradizionali’ tipo le radio(anche web) o

la televisione? Riuscite a far ‘passare’ i vostri artisti?

No, perché se non paghiamo un ufficio stampa o paghiamo per comprarci direttamente la pubblicità passiamo in secondo piano, un sistema capitalistico indipendente dei più ingegnosi… anche giusto che sia così ma quando abbiamo quattro risparmi piuttosto che spenderli in pubblicità per i nostri artisti e darli a voi cialtroni organizziamo piccole feste per dimenticarci i drammi della vita quotidiana.

Spero falliate tutti, apocalisse per voi, speranza per noi, anzi siamo già tutti falliti in realtà. Non trovi? È tutto abbastanza random, come il controllo del traffico a Catania. Forse il controllo è semplice amicizia (illecita).

11)Cosa ascoltate quando non lo dovete fare per lavoro?

Il silenzio, quello che ci piace, il metal, le interferenze.

12)Tre vostre uscite da non perdere nei prossimi mesi.

Before We Die, Claudio Palumbo, Werto

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