Kolosso: mescolando jazz e l’America moderna
È affascinante l’incontro tra jazz e il suono moderno di Rap, HipHop e quel drilling inevitabile oramai. Sempre Jacopo Trapani e la Sghetto Records dentro le trame di un disco che pesca da un immaginario americano (sfacciatamente della costa ovest, sia chiaro). Kolosso, probabilmente più facile a dirsi collettivo sotto la guida del polistrumentista e produttore Davide “Kidd” Angelica, pubblica “OVER”. Un disco che nasce come fine e insieme come attraversamento: la chiusura della Fase 1 di un progetto costruito nel tempo, tra palco e studio, inseguendo la collisione che tanto dichiara tra jazz e linguaggi urban – trap, drill, grime – fino a farli collassare in un’unica massa sonora. Sembra un linguaggio che si sta imponendo da più parti dentro le trame di questa nuova scena indipendente italiana.
Io voglio partire dalla bellissima “Glorious road” che vede le feat di Awon e Dj Craim. E sulla parte rap del brano: ci sento moltissimo la scuola di Q-Tip… anzi quasi una citazione in merito. Sbaglio?
Q-Tip e in generale i Tribe sono stati dei pionieri. Hanno un modernità intrinseca nel loro
sound che ancora oggi ispira le nuove generazioni di musicisti, rapper e producers. Il loro
legame con il Jazz peraltro è sempre stato fortissimo e in molti dischi solisti proprio di Q-Tip (
penso a Kamaal The Abstract o The Reinassance ) sentiamo tantissime parti “suonate” e
improvvisate magistralmente. Per me sono stati ascolti edificanti e fondamentali nel mio
percorso artistico ma non posso dire di averli presi come reference per Kolosso. Awon viene
dalla Virginia passando per Brooklyn, una delle grandi capitali dell’Hip Hop mondiale e —
pur non volendo parlare per lui — mi sembra che in questo verso si ispiri stilisticamente a
Q-Tip o André 3000.
In “Ghost Dogs” il riferimento al bushidō e al samurai moderno suggerisce una disciplina interiore, quasi una filosofia. Esiste una sorta di “codice Kolosso”?
Bellissima domanda, ti ringrazio. Il codice Kolosso esiste se pur implicitamente. Tutte le persone coinvolte nel progetto hanno sempre dimostrato dal giorno zero, un enorme dedizione alla causa comune, un abnegazione e una fede incrollabile paragonabili a quelle di dei Samurai nei confronti dei
loro Daimyo. A ognuno di loro va la mia eterna gratitudine. Tutto il lavoro svolto in questi anni è stato reso possibile grazie ad un profondo senso di disciplina autoimposta, elemento fondante del Bushido stesso.
La drill è immancabile. In un disco di così ampie ricerche e “innovazioni” – le virgolette sono dovute – ricorrere alla drill ampiamente usata e violentata, non pensate sia stata una trovata poco “originale”?
Personalmente non conosco altri esempi di “drill” strumentale mischiata con elementi derivanti dalla musica Jazz o dal Progressive. Escludendo il contenuto testuale, l’estetica della Drill è composta d tre colonne portanti:
. Beat spezzato su ritmo afro ( programmato )
. Bass Glide 808 ( nella versione UK prende spunto dalla dubstep e dalla Jungle)
. Samples, per lo piu minori, cupi, choppati spesso in reverse.
Quindi si, concordo col dire che sarà pure diventata dozzinale nelle produzioni italiane e internazionali ( Rondo da Sosa, Central Cee, Pop Smoke, Duthcavelli…. ) ma non credo che sia stata ancora sdoganata nel mondo della musica “colta strumentale” come invece è successo con il neo soul o il jazz- rap.
Collettivo: Kolosso lo vedo molto aderente ad un concetto di “collettivismo”… che rapporto c’è con questo stato di cose, con questa parola?
Con il concetto di “collettivo” condividiamo un’impostazione modulare: la band ha una formazione “titolare” che può variare nel tempo, in base alla disponibilità dei singoli o ad altre necessità. Le porte restano sempre aperte a membri vecchi e nuovi, ognuno dei quali ha dato — e continua a dare — un contributo fondamentale alla nostra musica. Pur avendo una struttura piramidale e stratificata, possiamo comunque considerarci un collettivo: un melting pot di artisti che, pur operando in modo indipendente, sono uniti da uno stile, da una mentalità e da un territorio comune. Siamo nati all’interno dello Sghetto Club, che è di per sé una realtà collettiva. Da quella esperienza è poi nata l’omonima Records, attorno alla quale gravitano numerosi musicisti, videomaker, tecnici e illustratori con i quali abbiamo collaborato e realizzato diversi progetti.
“OVER” chiude la Fase 1 del progetto Kolosso. Cosa resta sotto le macerie di questa prima parte, e cosa potremmo intravedere nella Fase 2?
“OVER” è stato il nostro primo figlio. Ci abbiamo messo molto tempo a realizzarlo anche perché scoprivamo delle cose nuove ogni volta che ci mettevamo a produrre un pezzo. I brani erano gia in scaletta da un paio di anni. Fare un disco però è molto diverso, si ragiona diversamente e si entra in un inferno di microdettagli che spesso ti blocca per mesi. La Fase uno ha raccontato la nascita della bestia, la Fase due racconterà di come la bestia abbia conquistato e distrutto le città del mondo. Scherzi a parte, abbiamo molti progetti per il futuro, la ricerca di un sound unico, iconico e potente è ancora il nostro principale obbiettivo, quindi evolverci musicalmente e umanamente verso un nuovo step, qualsiasi esso sia ma mantenendo una coerenza di intenti. Il secondo album vero è proprio sarà probabilmente preceduto da un paio di progetti intermedi ( Bootleg o Remix), ne stiamo giusto parlando in questi giorni.
Ed è inevitabile chiedersi cosa accade dal vivo? Queste collaborazioni in che modo prenderanno parte? Inserti registrati o altre improvvisazioni raccolte da altre “voci”?
Dal vivo i brani di solito avevano tutt’altra forma. Come ho già detto prima, fare un disco è molto diverso. Questa volta però vogliamo sperimentare un approccio più “pop” alla cosa e portare in scena una versione piu fedele possibile a cio che abbiamo prodotto. A breve partirà l’allestimento del live e sono molto curioso di vedere cosa salta fuori. Per questioni di logistica non sarà possibile avere gli ospiti con noi, quindi tenteremo la strada degli insert vocali in sequenza.
https://open.spotify.com/intl-it/album/1ptWSJ9BnNSF7Nf2MVNf1q?si=K7ogoIPUTaa6W54P0stBvA



