Izine: in anteprima il video de “L’uomo dell’anno”

Eccolo “L’uomo dell’anno”, il nuovo singolo di Izine, che oggi vi presentiamo in anteprima con questo video ufficiale per la regia di Alberto Coffrini. Una riflessione ironica sulla società dell’apparenza e sulla continua ricerca di approvazione attraverso i social e più in generale dentro i riflettori di scena. Siamo una società ego-riferita e questo intacca inevitabilmente l’immaginario di ognuno di noi. Il brano mette in discussione il mito del successo e dell’immagine perfetta, mostrando la distanza tra ciò che esibiamo e ciò che siamo realmente. A sostenere questo sguardo critico ci sono sonorità indie-pop leggere e luminose, soluzioni efficaci per un singolo estivo radiofonico… nessuna ricerca ma solo tanti cliché che qui sono intelligentemente usati ad arte.

Un primo singolo per il nuovo futuro. La prima domanda è davvero insidiosa: non trovi che sia una incoerenza di fondo quando un artista canti e denunci la voglia di apparenza che abbiamo? In fondo gli artisti vivono di questo… quantomeno senza l’apparenza della visibile, come accade ora in questo articolo, non avrebbe vita l’arte… o sbaglio?
Il punto credo sia proprio questo, non confondere apparenza con visibilità. Ciò di cui ha bisogno un artista per arrivare ad un pubblico è la visibilità, cercando però di mostrare la propria arte oltre l’apparenza; uno sguardo distratto e fugace si può fermare alla superficie e quindi a ciò che appare, ma uno sguardo più attento può andare in profondità… sempre che in profondità ci sia qualcosa da trovare. In questo caso la canzone propone una riflessione sulle nostre scale di valori, su ciò che viene ritenuto importante nella società di oggi e su ciò che invece davvero non lo é. Aggiungo anche questa considerazione parlando di pubblico: un pubblico che si ferma all’apparenza non è sicuramente il mio pubblico.

Nel pop d’autore dalle soluzioni classiche ci trovo dentro molti colori esotici, dal Brasile al Mexico passando anche per le Hawaii se vogliamo… etichette a parte, che ne pensi?
Ci sono tanti di questi “colori” nel pop, specie se accompagnati da testi leggeri ed atmosfere spensierate. Anche nella mia canzone xilofono ed ukulele suggeriscono un mood disimpegnato, io e Michele Guberti in studio abbiamo cercato di ricreare volutamente questo immaginario per creare una sorta di distonia con il testo della canzone che invece si colloca su un altro piano dal punto di vista del contenuto.

Beh io citerei anche “Un giorno di ordinaria follia”… certamente il tema vira in soluzioni completamente diverse ma in fondo l’abito e l’alienazione sono un sottofondo comune. Che società è questa che viviamo?
La suggestione di “Un giorno di ordinaria follia” calza a pennello, oggi ancora di più rispetto agli anni in cui è stato girato il film. Viviamo esistenze scandite da ritmi serrati e ripetitivi, corriamo come il Bianconiglio, affaccendati nel rincorrere qualcosa di cui forse non sentiamo davvero la necessità, senza possibilità di fermarsi sul ciglio della strada ed imboccare un sentiero alternativo che non conosciamo. Oggi tutto tende a uniformarci, omologarci, siamo sulla ruota e giriamo, giriamo senza rendercene conto. L’uomo dell’anno però non rischia di perdere le staffe e la ragione come il protagonista del film, l’uomo dell’anno è perfettamente integrato in questo sistema ed è parte dell’ingranaggio, l’uomo dell’anno è chi sta girando sulla ruota ed esclama con orgoglio “guardatemi, sono primo”.

Video leggero come il suono della canzone. Non pensi che un tema così importante avrebbe meritato una “maggiore serietà” nel suo avito di scena?
No. Credo che l’ironia possa essere un buono strumento per veicolare messaggi più impegnati. Non credo che sia indispensabile appesantire un concetto per farlo arrivare, ed anche nell’epoca dell’”attenzione media 3 secondi” sono convinto che sia sensato stratificare il racconto su più livelli ed anche nel video c’è qualcosa di più… invito i lettori a guardarlo con attenzione perché il lavoro fatto da Alberto Coffrini alla regia merita attenzione.

Il disco che arriverà n autunno… cosa ci puoi anticipare?
Grazie per la domanda. Quello che posso anticipare è che il disco si intitolerà “Musica sostenibile” e continuerà le riflessioni iniziate con Maledetta IA e L’uomo dell’anno. Io sono personalmente alla ricerca di un modo più sostenibile di vivere, credo che la nostra società ed il consumismo degli ultimi 50 anni ci abbiano portato ad una deriva che presto non sarà più tollerabile, credo che per continuare ad esistere sarà sempre più importante riprendere contatto con la Terra e calmierare il nostro impatto sul pianeta e credo fortemente che la musica possa veicolare anche messaggi come questi. Sarà un disco impegnato perché credo che la vita sia fatta di impegno: impegno professionale, impegno artistico, impegno famigliare, impegno sociale. Siamo ormai stanchi della cultura del disimpegno, del “vogliamo solo divertirci e non pensare a niente”. Ecco, le canzoni del disco parlano un po di questi temi, come ad esempio il singolo che anticiperà di qualche giorno l’uscita del disco e che si intitola “Pianeta B”. E vi posso anche anticipare che per raccontare questo disco ci sarà una sorta di mini TOUR SOSTENIBILE in cui io mi recherò in bicicletta e chitarra in spalla a tutti i vari live!

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