Intervista – Federico Cacciatori

Ci ha incuriosito la scelta di Federico Cacciatori, compositore toscano che abbiamo già avuto modo di conoscere nel tempo e di raccontarvi su queste colonne; l’artista ha infatti deciso di dire addio alle piattaforme di ascolto digitale per pubblicare il suo nuovo disco, “La mia visione del mondo”, solo su OnlyFans (puoi scaricare il suo lavoro qui), scelta coraggiosa e allo stesso tempo destinata a lasciare il segno. Abbiamo fatto qualche domanda all’artista per saperne qualcosa di più.

Federico Cacciatori, non è la prima volta che ci troviamo a fare qualche chiacchiera con te, ma dobbiamo ammettere che stavolta ci hai proprio sorpresi: ci ha infatti incuriosito questa scelta di promuovere l’album utilizzando OnlyFans; ci fai capire un po’ meglio perché?

Certamente, credo che il tutto si possa racchiudere all’interno del nome della piattaforma in questione. Prima di muovere le pedine in gioco, pensando e ripensando sul titolo dell’album mi sono chiesto a chi potesse davvero interessare “La mia visione del mondo”, la risposta è stata : “non a tutti”. E allora ecco che nasce l’idea di Onlyfans. Piattaforma che è utilizzata da “Shop” per l’acquisto dell’album, l’ascolto dell’album avviene per mezzo di un link, dove è possibile ascoltare i brani con la migliore resa sonora possibile e si può effettuare il download dell’intero album o delle singole tracce.

Certo, oggi è dibattito complesso quello in merito alla “manipolazione” del mercato che le grandi piattaforme di distribuzione sembra stiano esercitando sull’idea stessa di “creatività”. In pochi, però, hanno avuto il coraggio di distanziarsi dalle “modalità tradizionali” di distribuzione: perché, secondo te, c’è tutta questa paura a provare vie alternative?

Mi rattrista molto pensare che qualcuno possa davvero avere paura a provare vie alternative, io per esempio ho molta più paura di quello che le grandi aziende di streaming musicale ci possano infilare nelle orecchie. Per quanto sia veramente formidabile in qualche modo avere un negozio di musica nei nostri dispositivi, trovo che sia veramente assurdo pensare che un algoritmo possa limitare i nostri orizzonti musicali a “La musica che amo di più” o “Playlist simile a questa” perché tante volte anche nella musica che apparentemente ci sembra più insipida, si può trovare veramente qualcosa di magnifico, che magari il nostro “temuto” algoritmo ci stava nascondendo e noi non lo sapevamo.

In generale credo che le persone abbiano paura delle proprie insicurezze (come se i tipici percorsi di streaming musicale, garantissero delle sicurezze), questo muove il cervello a percorrere le strade che tutti percorrono, perché gli altri che hanno percorso la medesima strada filandosela liscia, cercano di convincere con i propri numerini i neofiti.

Parliamo del disco, che ci ha incuriosito parecchio: rispetto alle tue ultime pubblicazioni, o al tuo primo EP, il tuo ultimo lavoro in studio mostra una crescita che sembra essere andata nella direzione del “provare cose nuove”… è così? Che aggettivi utilizzeresti per raccontare il tutto?

Si assolutamente è così, sono sempre in cerca di novità credo sia una delle mie frustrazioni principali, vivo la musica come un lungo viaggio e ogni volta non so dove possa portarmi, ma credo che in parte chi mi ascolta sa che ogni volta può percorrere una nuova strada, faticoso? Mica si fa a piedi! Sono molto felice di non essere incanalizzato verso un determinato genere musicale, anzi era ed è uno dei miei primi obiettivi essere considerato come un “Camaleonte musicale”. Aggettivi per raccontare il tutto?Camaleontico, disordinato, poliedrico. E perché no, visionario.

Una settimana prima della pubblicazione del disco, hai rilasciato via YouTube il videoclip dell’ultimo singolo estratto, “Dipende da noi”: non mancano, in effetti, le sfumature sociali al tuo ultimo lavoro. Si può fare “denuncia” anche senza “testo”? Di solito, la canzone di protesta è sempre stata accompagnata da parole forti, mentre tu provi a raggiungere i medesimi obbiettivi con la scrittura musicale…

Gli stessi obbiettivi non ne ho idea, credo che specialmente in Italia il testo sia la parte predominante oggi, anche se questa cosa piano piano sta mutando, per esempio ho riscontrato recentemente che anche il ritmo sta prendendo una bella piega. Sicuramente è più difficile far arrivare un messaggio senza l’ausilio del testo, che poi si fa per dire, gli stessi testi sono messi ogni giorno in discussione e interpretati dagli ascoltatori, figuriamoci la musica strumentale! Tra i miei “Punti fermi” in questi oltre due anni ci sono i videoclip e non solo, anche tutta la parte visual che accompagna i miei brani, comunque viaggia sempre verso una chiave di interpretazione, ma prima di “Decodificare” il messaggio ci arrivi già con un idea, che non deve obbligatoriamente contaminare il libero pensiero.

Credi esista un futuro, nel mondo che conosciamo oggi, logorato dall’abbassamento dei tempi di attenzioni e dalla rincorsa alla hit, per musica come la tua? Sembra che quello che chiedi all’ascoltatore, dopotutto, sia anche di fermarsi un attimo in più, di contemplare al meglio quello che ha davanti senza la foga di dover rincorrere il ritornello di comodo…

Credo assolutamente che possa esistere un futuro per musica come la mia, e mi auguro che personaggi in cui mi ritrovo molto, come Dardust, possano aprire ad un nuovo spiraglio musicale che soprattuto vede il proprio splendore negli show live, portando l’ascoltatore in una dimensione musicale completamente innovativa, creando un vero trip tra musiche, recitazione e Visual; Dario, se ci stai leggendo facci un fischio dal tuo parallelo 43 o dalla nebbia milanese e un grossissimo in bocca al lupo per il tuo Duality tour!

E ora? Hai quindi detto addio a Spotify, Amazon e iTunes? Dove potremo trovare le tue opere?

Sarà un vero addio quando tutte quelle canzoni non saranno più su quelle piattaforme, spero sinceramente che potrete trovare le mie canzoni in giro per i bar, magari con un pianoforte, una voce e un violino, una tazza di tè, una tisana o un super alcolico, a voi la scelta!

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