Interview – Xtrasensory

Esce venerdì 23 luglio 2021 il brano Zero, il nuovo singolo del duo Xtrasensory. Un nuovo capitolo dove convivono due anime che lottano tra di loro fino a fondersi in un mondo che affonda le sue radici dentro influenze stratificate e complesse, tra progressive e alt-rock. Gli Xtrasensory ci portano esattamente ad un bivio, e la scelta sulla strada da prendere sta solo all’ascoltatore.


Zero parla di un pesante conflitto tra due estremi della propria interiorità, uno rassegnato e l’altro desideroso di rivincita. Si tratta di un dialogo tra due vere e proprie entità all’interno della stessa persona, la quale si ritrova di fronte ad un bivio: accettare una terribile realtà come condanna definitiva e rimanere in trappola nella propria zona di comfort per il resto della vita, oppure reagire andando contro corrente. In questo caso il confronto si evolve positivamente perché la voglia di rivincita ci ha spinti ad una ribellione forte abbastanza da innescare, nelle nostre vite, un processo rivoluzionario che sta generando una crescente consapevolezza di noi stessi e del mondo che ci circonda. Ci auguriamo che il messaggio all’interno di questa canzone possa raggiungere qualcuno che ha davvero bisogno di prendere in mano la propria vita e di trovare, dentro di se, una forza tale da vincere le proprie battaglie interiori. 

Tutto ha avuto inizio con la stesura del testo, scritto da Luna tra febbraio e marzo 2020, periodo particolarmente difficile durante il quale abbiamo anche dato il via al progetto Xtrasensory. Successivamente ci siamo dedicati alla composizione delle parti musicali, e avendo passato molti mesi chiusi in casa a causa della pandemia, abbiamo avuto molto tempo per sviluppare e far evolvere la canzone fino ad arrivare alla quinta versione, ovvero quella definitiva. Considerando anche la fase di registrazione e post-produzione in studio, abbiamo lavorato su questo pezzo per circa un anno e tre mesi, portando a termine un prodotto davvero complesso ed impegnativo del quale siamo molto orgogliosi. (Xtrasensory)

Abbiamo chiesto loro qualcosa in più!

1) Quali sono le vostre influenze musicali, qualcosa che proprio non ci aspetteremmo?

– Le nostre influenze sono molteplici e tutte diverse tra loro. Ci piace tantissimo la musica classica e alcuni dei nostri compositori preferiti sono Rachmaninov, Vivaldi, Chopin, Saint-Saëns, ecc. 

2) Domanda provocatoria: il vostro non è un genere anacronistico?

Il nostro non è un “genere” ben preciso. Realizziamo opere senza seguire schemi preconfezionati. Amiamo tirar fuori ciò che desideriamo esprimere mescolando insieme elementi tipici di generi musicali estremamente diversi tra loro. Siamo consapevoli delle mode ma non ci interessa seguirle. Vogliamo essere unici e stiamo lavorando per questo.

3) Come nasce la vostra collaborazione con Stefano Bedini? È stato in grado di influenzarvi?

Stefano è il titolare dello Studio B Recording in cui abbiamo prodotto i nostri primi brani e si è occupato delle funzioni tecniche riguardo le registrazioni, ma anche del mix e del mastering. Con lui ci siamo trovati alla grande ed è un professionista davvero competente e di buon gusto che ci ha saputo consigliare bene riguardo varie cose.

4) Chi siete quando non siete gli Xtrasensory?

Siamo due ragazzi che come tanti altri si stanno impegnando a fondo per realizzare i propri obiettivi di vita, malgrado le difficoltà.

5) Quali sono le influenze Jazz di Aiden?

(in prima persona) – Non ho delle specifiche influenze anche perché non è un genere che ascolto tutti i giorni, ma ne sono molto affascinato. Ad insegnarmi chitarra e armonia, in origine, è stato un musicista molto vicino a generi come jazz e bossa nova che su certi aspetti ha influenzato il mio modo di fare musica.

6) Quale domanda dovrei assolutamente farvi e invece non vi ho fatto?

Magari se abbiamo già altri brani inediti in cantiere, e la risposta è si. 

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