Interview: Veivecura

Appreziamo da tempo il progetto di Davide Iacono aka VeiveCura, sia per la validità della persona sia per la musica che si è rivelata sempre intrigante, all’insegna dell’originalità e della ricerca.

Abbiamo fatto qualche domanda a Davide che ci ha raccontato come sta evolvendo il suo mondo musicale e dei diversi progetti che lo vedranno protagonista in Italia ed in Europa.

IR: VeiveCura è un progetto che esiste già da un po’, quali sono state le tappe fondamentali finora che hanno segnato ciò che siete adesso?

R: Ci sono stati alcuni punti cruciali nel nostro percorso, il primo è avvenuto quando siamo passati dal fare musica totalmente strumentale a brani con la presenza della voce, questo è stato un cambiamento graduale da Tutto è Vanità a Me+1. Un altro tassello fondamentale è stato l’incontro con Paolo Mei, l’ingresso nel suo roster di artisti Rocketta e la conseguente visibilità data al nostro progetto grazie ai tantissimi concerti fatti in tutta Italia. Infine, per la storia di VeiveCura non posso non citare chi mi ha accompagnato come band fissa negli ultimi anni, ovvero Salvo Scucces e Salvo Puma, sia dal vivo che nel lavoro in studio di registrazione.

IR: Il vostro sound cambia forma costantemente e questo vi fa onore, quant’è importante per voi sperimentare?

R: Mutiamo spesso sound, praticamente a ogni disco che esce. Ma non è una forzatura, né un seguire le mode, è solo che cambiamo anche noi, i nostri gusti, e non abbiamo paura di trasportare tutto questo nella musica. In realtà è una scelta coraggiosa, perché se ci pensi nel 90% dei casi gli artisti percorrono un solo genere musicale, fossilizzandosi o al limite evolvendosi ma sempre all’interno di quel solo genere. In questo modo fidelizzi il tuo pubblico e vivi nel tuo angolino sicuro. Il nostro pubblico invece si rinnova, almeno in parte, magari adesso ad esempio abbiamo perso la fetta affezionata al sound più intimo di “Goodmorning Utopia” ma ci siamo fatti conoscere da altra gente che ha apprezzato l’eclettismo e il sound frizzante di Me+1. Rimane comunque un alto rischio nel nostro tipo di operazione, ogni volta è un salto nel buio.

IR: Il vostro ultimo singolo Too Late è un po’ la rappresentazione di ciò che siete adesso, parlateci un po’ del video.

R: Too Late è un singolo piuttosto sui generis, nel senso che non ha le caratteristiche del classico brano radiofonico. Per noi però è un modo per chiudere il cerchio di Me+1, un brano che fa da anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo VeiveCura. Il video nasce da un’intuizione del regista Barcellonese Emanuele Torre, lui ha ascoltato il brano, ha avuto una visione e me ne ha parlato. Mi ha subito colpito molto. E’ forse il primo videoclip che si sposa al 100% con la nostra musica, non cambierei nulla. Emanuele, coadiuvato da Michela D’Amico e Sergio La Macchia, è stato sostanzialmente perfetto, dalla meravigliosa location, al girato, dalla color agli effetti speciali. Comunque il video parla per sé, non aggiungo altro.

IR: C’è qualche band in Italia con cui vi piacerebbe collaborare?

R: Bella domanda. La difficoltà non sta tanto nel dirti con chi mi piacerebbe collaborare, ma trovare un artista che può fare al caso nostro. Perché diciamolo pure, noi con la scena italiana fino ad ora ci azzecchiamo veramente poco. Se fossi ricco, per la produzione del prossimo disco mi circonderei di artisti come Cosmo, Giorgio Poi, IoSonoUnCane, Colapesce, chissà cosa uscirebbe fuori. Ma fino ad ora le mie collaborazioni sono sempre state genuine, mai questione di soldi ma di amicizia e stima. Da Moltheni (adesso Umberto Maria Giardini) a Jonas David, dai Froben (adesso Alì) a Rhò.

IR: Quali saranno i prossimi appuntamenti live in cui potremo ascoltarvi?

R: La prima parte del 2018 sarà piuttosto ricca di concerti. Saremo in giro al centro-nord Italia dall’11 al 20 gennaio, magari date un occhio alle nostre pagine social per i luoghi esatti. Poi a fine febbraio andrò in Germania per il Tour Of Tours, suonerò insieme ad altri 9 artisti internazionali una scaletta che prevede anche alcuni brani di VeiveCura. Da marzo a maggio sarò impegnato in un tour solista, dall’Italia all’Europa. Non sarà assolutamente un concerto acustico, nel senso che suonerò batteria, batteria elettronica, pianoforte, synth e ovviamente canterò. Il tutto suonato contemporaneamente e/o con delle registrazioni dal vivo che realizzerò tramite la tecnologia della loop-station. Infine in estate dovremmo essere impegnati in un progetto nuovo di zecca chiamato Miramare GrandHotel, che è la fusione tra noi e i BaciamoLeMani: dieci musicisti sul palco che suonano cover italiane anni ’80 in una nuovissima veste.

IR: Domanda finale: Cosa dobbiamo aspettarci dai Veivecura per il futuro?

R: Dovete aspettarvi l’ennesimo cambiamento, di genere e adesso anche di lingua, si torna all’italiano!

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