Interview: Tarantino

Un nuovo nome che si aggiunge alla già nutrita scena pop di Palermo, un cognome difficile, la voglia di lasciarsi trasportare da un mood malinconico da ballad liceale su movenze e ritornelli irresistibili. Lui è Francesco Tarantino, in arte solo Tarantino, e il suo singolo di debutto è Una Vita Al Var. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui su Palermo, futuro, etichette e molto altro.

Un nuovo nome della scena indie palermitana. Chi altri ne fa parte?
Il panorama palermitano è molto vario; sicuramente citerei artisti come Di Martino, Carnesi, Bondì, I Giocattoli, Agnello.

Tarantino è in realtà il tuo cognome, o un omaggio al più celebre regista?
Sfatiamo un mito, Tarantino è semplicemente il mio cognome.

Chi sei quando non sei il “Tarantino – cantautore malinconico”?
In realtà sono la stessa persona; cerco di trasferire nei miei brani me stesso e le mie emozioni in modo sincero e senza troppi costrutti o maschere.

Ci racconti di cosa parla Una Vita Al Var e cosa sta anticipando del tuo progetto?
“Una Vita Al Var” è un esempio perfetto della mia esigenza di liberarmi di tutta la negatività che mi affliggeva. É stata scritta quasi di getto in un momento di forte rabbia, in cui sentivo tutti gli occhi puntati su di me, pronti a regalare giudizi gratuiti e mai costruttivi. Proprio a questa sensazione, si deve la metafora del Var, strumento che analizza a rallenty tutti gli errori commessi, e il riferimento all’emisfero calcistico, sempre pronto a giudicare per il minimo errore. L’assenza dell’Italia dai Mondiali di calcio, inoltre, diventa bandiera della sensazione di totale privazione e smarrimento che ho vissuto. All’interno del mio progetto, questo brano è soltanto una delle tante sfumature di emozioni e sensazioni che andranno poi a comporre un calderone di racconti che mettono in luce aspetti diversi.

Anche il video ha dietro un’idea molto semplice ma comunque incisiva. Come ci siete arrivati?
Il videoclip di “Una Vita Al Var” è stato girato e diretto da Duilio Scalici, che ha perfettamente colto il senso profondo del brano. Nel video, si mette in scena la difficoltà continua della vita, sempre pronta a prenderti a pugni come un pugile sul ring e l’unica cosa che riesci a fare è restare inerme come un portiere fermo al centro della porta e bersagliato da mille palloni. C’è anche l’isolamento provocato dal vivere una situazione difficile, che ti fa sentire come in una bolla sia quando sei in mezzo alla gente che in momenti privati.

Chi ha lavorato con te al brano? Aneddoti dallo studio?
La squadra di Indigo, composta da Fabio Rizzo (in veste esclusiva di bassista), Donato Di Trapani (tastiere) e Ferdinando Piccoli (batteria), ha reso possibile l’uscita di “Una Vita Al Var”. Il vero aneddoto da raccontare è stata l’armonia e la magia che si è creata tra me e questi musicisti, tanto che il brano è venuto fuori in pochissimo tempo.

Ci snoccioli un po’ di influenze musicali, c’è qualcosa nel tuo background che non ci aspetteremmo? Cosa ascolti per ispirarti? Dove ascolti la musica? Spotify o Tidal?
Sicuramente, nella mia musica, gioca un ruolo fondamentale il cantautorato classico italiano, in particolare artisti come Battisti, Rino Gaetano e Niccolò Fabi. Dopo essermi immerso tanti anni nel mondo del rock internazionale, ho sentito l’esigenza di tornare a casa, riscoprire le mie radici. Grande importanza hanno avuto anche artisti come Jack Johnson e i Kings Of Convenience per la delicatezza e semplicità delle loro sonorità, che sono allo stesso tempo di grande impatto. Per quanto riguarda la piattaforma dove ascolto la musica, sicuramente da Spotify.

Presenta il tuo progetto musicale con tre alcolici, e spiegaci perchè li hai scelti.
Sicuramente al primo posto metto la birra, perché nei brani racconto scene quotidiane e la birra è uno degli elementi presenti magari in una serata tra amici; cito anche il Csmopolitan, cocktail principalmente di gusto femminile, poiché alcune delle mie canzoni sono state ispirate dall’emisfero femminile; infine, metto l’amaro, perché rappresenta al meglio l’alternanza tra dolce e amaro che è presente in quasi tutta la mia musica.

Come sarà il tuo nuovo singolo? Hai in programma l’uscita di un album?
E dei concerti?Il mio prossimo singolo avrà delle sonorità un po’ diverse rispetto al primo brano, con influenze elettroniche; sto lavorando anche alla realizzazione dell’album e, prossimamente, ci saranno i primi live nella mia città.

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