Interview: Stefanelli

In occasione dell’uscita del suo ultimo singolo “Dentro di Me” per Dischi Rurali, abbiamo fatto qualche domanda al cantautore napoletano Stefanelli, già frontman dei Kafka Sulla Spiaggia e collaboratore di Blindur.

Stefanelli, partiamo subito con le domande che sanno di esistenziale: la cosa che ti fa più paura al mondo. Facci capire subito chi sei!

Partiamo subito con le risposte che sanno di esistenziale: ho paura di tutto quello che capisco e comprendo. Ogni volta che non ho dubbi perdo certezze. 

Come nasce il rapporto di Stefanelli con la musica? Abbiamo imparato ad apprezzarti da solista, ma tu hai un percorso di tutto rispetto alle spalle. Ma la prima istantanea di te e la musica? Te la ricordi?

Le cassette di mio padre in auto. Era tutto bellissimo.

“Controcorrente” ha aperto le danze, “Rondò” (e qui possiamo dirlo) le ha continuate con eleganza. Dietro il tuo approccio, si legge una forte attenzione data all’aspetto musicale, oltre che alla scrittura: scelte che spesso destabilizzano, con improvvisi colpi di scena che riescono a dare ai brani una dimensione capace di andare oltre la sola dimensione sonora. Cosa c’è nel “tutto che è dentro di te”, cosa sta alla base della tua ricerca musicale?

Alla base di tutti i miei ultimi lavori c’è questo continuo confondersi del mondo interiore con quello che mi circonda. Nei mesi passati ad un certo punto mi è talmente sfuggita di mano questa cosa che ho iniziato ad avvertire proprio l’assenza di un confine o barriera fra le cose, e mi sono riscoperto in un unico flusso enorme e pieno di sorprese pronte per essere accolte.

Tutto il brano si muove sornione su un andamento lisergico, che sembra narcotizzare l’ascoltatore e portarlo a scontrarsi con un necessario rallentamento dei sensi. In qualche modo, può essere questa la fotografia emotiva di un brano che sembra “anestetizzato” intorno ai propri non detti, a ciò che “non diciamo” ma vive comunque “dentro di noi”?

Ho cercato di dire le cose con calma e vorrei che passasse soprattutto questo. Sono riuscito a vedere dopo tantissimo tempo cose dentro di me che mi hanno fatto sorridere e stare bene.

Ti senti a tuo agio con il tuo tempo? L’inciso iniziale del brano sembra denunciare un distacco da una realtà che spesso si vive con troppa superficialità.

Non mi sento a mio agio effettivamente con il mio tempo, ma sono conscio del fatto che è l’unico a mia disposizione e vorrei comunque vivermelo bene.

Ma questo disco, arriva?

Sì e non vedo l’ora. Ci siamo quasi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.