Interview – Serendipity
Esce su tutte le piattaforme digitali venerdì 31 gennaio 2025 il nuovo singolo di Serendipity, progetto solista di Serena Ceresa, intitolato “Burning in Hell of Betrayal”. Per la realizzazione del brano, l’artista ha collaborato con la milanese Yuliya Yefremova, conosciuta anche come Soundseeker. Insieme, hanno creato la prima versione della base musicale e lavorato sulla stesura del testo. La canzone evoca un’atmosfera dark, dando spazio a sentimenti chiari e diretti, rivolti a una persona che ha causato sofferenza alla protagonista. Il brano esprime la sensazione di liberazione della protagonista dal suo passato, segnando una trasformazione in una donna consapevole, sincera e pronta a voltare pagina, lasciandosi alle spalle una relazione ormai conclusa, prima di un ultimo sfogo emotivo.

Come nasce la figura artistica di Serendipity e cosa contraddistingue la sua musica?
La figura artistica di Serendipity nasce per esprimere me stessa, ma anche per trattare argomenti a me vicini . Una versione piú sicura, piú dark, una vera e propria forza.
Raccontaci il tuo ultimo brano: come nasce e come è stata la sua lavorazione?
Io mio brano nasce da una collaborazione con Yuliya Yefremova nel 2023. Ci siamo conosciute e solo grazie a questo la realizzazione è stata creata su misura per me e sul personaggio che volevo creare. Ho fatto cambiare molte volte il risultato della base da lei. Volevo che creasse un’atmosfera non solo dark ma anche quasi ipnotica e misteriosa. Il lyric, creato sempre da Yuliya, mi ha ispirata molto, ho modificato la metrica e giusto qualche parola per l’intellegibilità. Ho lavorato molto sul suono, su come ogni parola andava interpretata e poteva dare un senso. Dopo questo studio sono molto soddisfatta in generale ma specialmente del Bridge, in quanto è proprio il risultato di ciò che volevo ottenere. Infine, sono stata in Studio2 a Padova a registrarla. Mi hanno permesso di renderla più professionale e capendo anche la mia interpretazione, mixarla al massimo delle sue potenzialità.
Cosa ne pensi della scena musicale italiana e come pensi di poterla arricchire?
Dipende da quale intendi perché se parliamo della musica “mainstream” abbiamo negli ultimi anni una forte influenza urban e pop ma con testi che però non brillano di profondità. C’è comunque un buon numero di artisti che si sta muovendo per innovare, ma la scena indipendente difficilmente emerge a livello commerciale. Se parliamo dell’alternativa e del genere che propongo, ci sono un po’ di cose interessanti ma non sempre ha la visibilità che merita.
C’è un artista con cui sogni di poter avviare una collaborazione?
Sì assolutamente, l’artista per eccellenza sarebbe Mareux. Mi piacerebbe che creasse una base strumentale sui miei testi.


