Interview: Safari

Abbiamo incontrato i Safari in occasione dell’uscita del loro nuovo singolo dal titolo Spettri che loro descrivono così: “Sono spettri tutte le relazioni che non vogliamo chiudere nella stanza dei ricordi, ma continuiamo a vivere alimentandole al punto da divorare tutte le persone che ci gravitano intorno. Questi spettri camminano e respirano al posto nostro e non c’è niente di più pericoloso di rimanere aggrappati al passato per non precipitare nel presente.” Loro sono una rock-band di Genova di cui vi innamorerete, e che ha fatto un video bellissimo con un orso di peluche gigante.

Esiste una scena genovese? Chi ne fa parte?
Si, è viva, vegeta, ampia e composta da artisti eccellenti. Da quasi un senso di disagio sentirsi fare questa domanda, perché per noi genovesi significa che Genova resta (purtroppo) un po’ fuori da quella che è la scena musicale emergente italiana, anche se conta appunto un elevato numero di artisti di qualità e progetti interessanti. Scrivere in questa sede chi ne fa parte non sappiamo se sia giusto, perché si rischia sempre di dimenticare qualcuno ingiustamente. Anche perché parliamo di decine e decine tra band ed artisti che stanno facendo veramente un buon lavoro a nostro parere. Si spazia dal rock al pop, al cantautorato, rap/trap tutti progetti comunque che hanno sonorità che guardano al futuro. Ci sono inoltre sempre più spazi ed iniziative, una per tutte il Cane, nuovo circolo Arci che sta portando una ventata di freschezza a Genova a livello di programmazione. Non dimentichiamo anche progetti come Love What U Love ai Giardini Luzzati, che propongono sempre artisti emergenti della scena musicale genovese, il Liggia Pub che propone sempre una buona programmazione e centri sociali come lo Zapata e il Buridda, che fortunatamente resistono, nonostante la situazione politica attuale. Ma anche qui, è riduttivo fornire pochi nomi, perché ci sono veramente tante realtà e persone che si sbattono e cercano di fare qualcosa per l’ambiente musicale genovese.

Spettri sembra parlare di un amore irraggiungibile, un amore non corrisposto. Sbaglio?
No assolutamente, l’interpretazione è corretta. Spettri parla di un amore non corrisposto, una relazione che continua a tormentare come un fantasma chi l’ha vissuta. Nel video che abbiamo fatto, l’orso protagonista è tormentato dalla perdita della sua metà, l’orsetto di peluche. Almeno nel video, la storia finisce meglio che nel testo della canzone.

Si tratta di un brano autobiografico?
Davide, il nostro cantante, è anche l’autore dei testi. Sicuramente si è ispirato ad esperienze accadute in passato. Ma del resto, chi non ha avuto esperienze amorose tormentate?

Come è stato registrato il brano? Aneddoti dallo studio?
Il brano oltre che essere registrato è stato prodotto al Greenfog Studio da Mattia Cominotto, che dobbiamo ringraziare perché se il pezzo è uscito così bene è anche merito suo.

Siamo entrati in studio con diverse idee di arrangiamento e struttura, come per Spettri e altre canzoni che andranno nel nuovo album ci piace lavorare in maniera libera, strofe ritornelli bridge intro e outro sono parti che rivoltiamo al servizio della canzone, del testo e dell’idea che vogliamo esprimere. Anche la scelta di suoni e strumenti non è vincolata a chitarre bassi e batterie; Mattia ci ha dato e ci sta dando (a metà novembre torniamo in studio!!) una grossa mano in questo processo creativo.

Ci piace vivere lo studio come una fase creativa e non necessariamente come la fase finale della canzone dove viene registrato su traccia quello che per mesi abbiamo provato in sala prove o, a volte, improvvisando sul palco. La cosa più bella per noi è che le numerose esperienze live ci stanno portando anche ad una maturazione a livello musicale, rispetto al nostro primo EP “La Gente Non Sta Bene”, che sentirete nel prossimo album.

Ci spiegate la metafora del mega orso gigante?
Dire che caratterialmente una persona è un orso significa che è chiusa, introversa burbera.

Abbiamo ribaltato questa idea nel video (ripreso da Ste Pulce e Simo Putzu). Nel videoclip è l’orso che cerca il contatto e l’aiuto delle persone, non ottenendo nulla.

Ad oggi è il video più divertente che abbiamo girato, soprattutto per l’interazione che c’è stata fra l’orso e le persone che lo vedevano per strada. Noi appariamo come comparse e… no nessuno di noi 3 era l’orso! Vi possiamo dire chi era: un eclettico artista della scena musicale genovese, Al Vox. Seguitelo perché il suo è un progetto valido ed originale.

– Quali sono le vostre influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?
Ascoltiamo di tutto e i nostri gusti musicali sono molto diversi, questo è un grosso vantaggio, riusciamo così a mescolare vari generi. Probabilmente noi 3 difficilmente andremmo a vedere un concerto insieme!

Qualcosa che non ti aspetteresti? Io (Davide cantante) nella data del Collisioni Festival sono andato a vedere il concerto di Albano mentre Dani e Sergio erano a vedere il live di Max Gazzè.

– La domanda che non vi ho fatto ma che avrei assolutamente dovuto?
Come sarà il nuovo album? Bellissimo. Per il resto, meglio non chiedere troppo 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *