Interview: Punkreas

I Punkreas non lasciano, anzi, raddoppiano. A chi pensava che, dopo il tour per i 25 anni di attività, sarebbe seguita una pausa, la band risponde con l’arma migliore che ha disposizione: un nuovo disco. E che bel disco! Il Lato Ruvido è Punkreas al 100%, capace di esaltare tutte le sfaccettature di un gruppo che, con una freschezza invidiabile, dimostra di avere ancora tanto da dire. Ecco la nostra chiacchierata flash col chitarrista Noyse…

Ciao ragazzi, nuovo album in una carriera ormai lunghissima. Ad ogni nuova uscita l’eccitazione è sempre quella degli esordi o avete ormai imparato a gestire l’emozione che comunque penso ci sia sempre?
Beh in questo caso particolare l’eccitazione è al massimo. Siamo letteralmente innamorati di questo album, come non capitava da tempo e non vediamo l’ora di farlo sentire a tutti e di suonarlo dal vivo.

Il titolo è sicuramente un buon indizio di quello che si sentirà nel disco: pensate che lo scorso “Paranoia Domestica Tour” per il venticinquennale della band, con la ripresa dei vecchi classici, sia stato importante per stimolare ancora una volta il lato ruvido della band?
Si sicuramente quello, ma nello specifico è stato proprio il clima generale interno alla band e intorno a noi che ci ha dato la carica giusta. Un entusiasmo contagioso, una scintilla che si è sicuramente innescata a partire dal Paranoia Domestica Tour, in cui era evidente e tangibile la nostra ritrovata voglia di “spaccare” alla vecchia maniera. La risposta del pubblico non ha fatto altro che continuare ad alimentare questo fuoco ed è stato poi quasi facile, naturale e immediato metterlo nelle nuove canzoni

Chitarre taglienti e ritmi belli carichi, eppure colpite nel segno anche con un momento musicalmente più “leggero” e scanzonato come ‘Mi Piace’. Non si punta certo alle sperimentazioni, ma i diversi lati della medaglia Punkreas sanno emergere…
Diciamo che il periodo delle sperimentazioni è concluso ed è il momento di tirare le somme. Non rinneghiamo nulla e certamente tutto ci ha aiutato a crescere. Quest’album è la sintesi migliore del nostro percorso. C’è tutto e anche qualcosa di più.

L’arma dell’ironia è sempre stata usata dai Punkreas in modo molto intelligente, una chiave di lettura che in questi anni ha messo in luce vizi e problemi di una società che purtroppo fatica a rialzare la testa. A volte penso che testi come i vostri valgano più di cento libri di storia per descrivere la realtà odierna che ci circonda da vent’anni a questa parte. Che ne pensate?
Grazie, effettivamente ultimamente stiamo sviluppando un certa irritazione per quei polverosi studiosi e analisti che ti spiegano come vanno le cose, sempre dopo che le cose sono già andate da un’altra parte. E’ un po’ come quelli dell’antidoping che sono sempre un passo indietro rispetto al doping. Diciamo che l’ironia ci permette di togliere la polvere davanti agli occhi e di mettere a fuoco gli aspetti più viscerali di ciò che ci circonda. E quindi fiato alle trombe e abbasso i tromboni!

All’inzio pensavo che ‘Zombie’ fosse una specie di critica all’omologazione, ma in realtà è un inno al “credere” in sé, al non aver paura di trovare nuovi stimoli. Eppure ci sono anche tanti Zombie in giro con non cantano, nè ballano nè ridono, purtroppo…
Sai, è un po’ la stessa cosa vista al contrario, come nei negativi delle vecchie foto. Quelli che sembrano zombie in realtà sono come te e quelli che sembrano come te, spesso sono i veri zombie, il vero pericolo da cui guardarsi.

‘Family Gay’ è del 2008, eppure sembra materia di questi mesi. Immagino ci abbiate pensato…
Beh, siamo in Italia, ed è ovvio che in un paese dove il Vaticano fa politica, invece di occuparsi di fatti trascendentali, la logica e il buon senso fatichino a emergere, come abbiamo visto nel triste teatrino sulla legge delle Unioni Civili.

Nuovo disco vuol dire anche nuovo tour: penso sia superfluo chiedervi se siete pronti…
Dunque in realtà ci mettiamo in questi giorni a preparare la scaletta, anche perchè in questo tour, oltre ai pezzi nuovi, vogliamo ricominciare a suonare anche i classici Canapa, Sosta, Voglio armarmi e così via, che nell’ultimo tour non abbiamo fatto, altrimenti ci linciano! Sono pezzi che stanno bene assieme però, ci prepariamo a serate belle toste!

Grazie ancora ragazzi. Con quale brano potremmo chiudere la nostra chiacchierata?
Visto che non l’abbiamo citata chiuderemmo con Mediterraneo coast to coast, un pezzo a cui teniamo molto e che purtroppo è molto d’attualità.
Parla del fenomeno delle migrazioni e più in generale delle manipolazioni e strumentalizzazioni di chi dalla guerra tra poveri trae vantaggio e potere. Avevamo voglia di rispondere alle becere semplificazioni fascistoidi e legaiole, semplicemente invitando tutti a guardarsi negli occhi.

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