Interview – Poster Shop
I Poster Shop presentano il nuovo singolo “L’estate appartiene ai culi”, disponibile su tutti i digital store dal 19 giugno. Un pezzo che si muove tra pop e dance. Ballabile, orecchiabile e ironico proprio nello stile tipico della band. “L’estate appartiene ai culi” è un brano che ti rapisce. Un po’ perché il sound è decisamente accattivante, ma soprattutto per il testo che attraverso un’ironia delicata sa far sorridere e riflettere allo stesso tempo. I Poster Shop hanno preso in mano lo stile “hit estiva” e ne hanno fatto un pezzo che prende un po’ in giro la società.
Li abbiamo intervistati.
1. “L’estate appartiene ai culi” è un titolo che incuriosisce e spiazza. Come è nato questo brano?
È nato guardandoci intorno durante una caldissima giornata d’agosto, in un campeggio prima di un concerto in spiaggia. Ci siamo resi conto che l’estate azzera le sovrastrutture: l’intellettualismo va in vacanza e la società inizia a girare intorno a un unico, grande centro di gravità permanente. Volevamo un titolo che fosse uno schiaffo in faccia, che non usasse giri di parole. Abbiamo preso un’evidenza sotto gli occhi di tutti e l’abbiamo trasformata nel motore di un pezzo electro-pop.
2. Avete definito il pezzo un'”istantanea antropologica” della società contemporanea. Qual è l’immagine che vi ha ispirato maggiormente durante la scrittura?
Sicuramente quella che nel testo chiamiamo la “giostra di un Medioevo mai finito”. Se ci pensi, la sfilata di corpi sulle spiagge o sui feed di Instagram non è molto diversa dai mercati o dai tornei medievali: c’è un’esibizione continua, una ricerca ossessiva di approvazione, una specie di rito collettivo in cui tutti cercano di vendere la versione migliore (e più esposta) di se stessi.
3. Nel brano convivono leggerezza e critica sociale. Quanto è importante per voi far riflettere senza rinunciare all’ironia?
Per noi è fondamentale, è la nostra cifra stilistica. La linea tra il fare critica sociale e il risultare dei solenni “rompicoglioni” è sottilissima. Non volevamo salire in cattedra e fare la morale da un piedistallo, anche perché in quella “giostra” estiva ci siamo dentro anche noi. L’ironia è l’unico modo per dire cose spietate e fartele digerire con il sorriso. Se metti una veridicità amara su una cassa dritta che ti costringe a ballare, crei un cortocircuito interessante: la gente si diverte, muove il “culo”, ma intanto le rimane in testa un retrogusto che fa pensare.
4. Se doveste riassumere “L’estate appartiene ai culi” in una sola frase, quale sarebbe?
“La colonna sonora ideale per ballare mentre il mondo brucia sotto il sole, specchiandoci nelle nostre stesse vanità.”
5. Venite da un background che unisce cantautorato italiano, funk e synth-pop. Come riuscite a far convivere mondi apparentemente così diversi?
Perché li consideriamo vasi comunicanti, non compartimenti stagni. Il cantautorato italiano ci dà la cura per la parola e per il concetto; il funk ci mette il 100% del 100% di groove e di fisicità; il synth-pop anni ’80 ci regala quel vestito elettronico e nostalgico che rende tutto accattivante. Farli convivere è naturale se non ti poni limiti di genere. Ci piace l’idea che un testo che potrebbe stare in un pezzo d’autore acustico venga invece aggredito da un sintetizzatore acido e da un ritmo dance. I contrasti forti sono quelli che creano le scintille migliori.
6. “Malanoche” e “L’estate appartiene ai culi” anticipano l’EP “Tutto Fumo”. Che tipo di viaggio racconterà questo progetto?
“Tutto Fumo” sarà un viaggio disincantato attraverso le apparenze della nostra epoca. Se Malanoche esplorava il lato più oscuro, intimo e irrequieto del viaggio e del desiderio di estraniarsi dalla realtà, L’estate appartiene ai culi sposta i riflettori sull’abbaglio solare e collettivo del giorno e dell’esibizionismo. L’EP racconterà proprio questo: la sensazione di vivere in una società dove c’è tantissimo fumo – inteso come estetica, fuffa social, maschere, grandi proclami – e pochissimo arrosto. Ma invece di disperarci, abbiamo deciso di scriverci sopra una colonna sonora per ballarci su.
7. Se doveste descrivere i Poster Shop con tre parole, quali scegliereste?
Ironici, viscerali, elettrici.

