Interview: Pagano

Abbiamo intervistato Pagano in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo dal titolo Ci Diamo: un brano agro-dolce che si muove tra influenze urban e cantautorato pop, con un timbro inconfondibile in bilico tra Alex Turner e Alberto Fortis. tra citazioni musicali più o meno nascoste, Pagano racconta la rabbia contro il tempo che non ci appartiene, contro la sveglia che ogni mattina suona sempre troppo presto.

Ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Jacopo, ti avevamo lasciato con il tuo primo singolo Vestiti Bene, ormai di un anno fa. Che cosa è successo nel frattempo?
Ciao, innanzitutto ci sono state tante speculazioni dopo Vestiti Bene e voglio definitivamente chiarire che no, non sono io Banksy. In questo anno la mia vita è continuata come al solito, tra famiglia, lavoro e musica. La novità più importante dal punto di vista musicale è di aver incontrato Michele Bitossi che mi ha proposto di entrare a far parte di The Prisoner Records, occasione che mi ha reso molto orgoglioso e che ho colto al volo. Da allora, sia con Michele che con Gabriele Pallanca di Genova Records con cui avevo già lavorato per il primo singolo, abbiamo iniziato a pianificare le nuove uscite e a solidificare il progetto. Ci Diamo sarà il primo frutto di questa nuova avventura.

Leggiamo che nel brano Ci diamo ci sono citazioni musicali più o meno nascoste. Quali sono quelle nascoste?
L’idea iniziale per Ci Diamo era quella di fare un pezzo Trip Hop prendendo ispirazione dalla scena inglese dei primi anni ’90. È divertente notare come questo dato all’ascolto del pezzo sia effettivamente nascosto. La collaborazione con Gabriele porta le canzoni ad evolvere in continuazione, non ci poniamo mai limiti e “peschiamo” in continuazione dai nostri backround musicali, anche osando, senza paura. Per cui quella che era l’idea cardine del pezzo diventa quasi un easter egg.

C’è ancora spazio in Italia per il cantautorato underground? Ascolti qualcosa in tal senso? Hai tra i tuoi ascolti qualcosa che non ci aspetteremmo?
Credo che ci sia spazio per tutti a sto mondo (e non so se sia positivo). Di sicuro esista la possibilità di fare musica e di farla ascoltare. In Italia le cose più belle stiano uscendo dalla scena trap e rap. Massimo Pericolo e Speranza sono i due artisti italiani che più mi hanno impressionato, anche live, e forse sono più lontani da quello che so fare io.

Che poi, se proprio dovessimo incastrarti in un genere musicale, quale sarebbe?
Pop. Cerco di fare canzoni pop, di quelle che canti in macchina da solo tornando a casa dopo lavoro.

Ormai se ne parla domani è la tua filosofia di vita?
Più che una filosofia è un aspetto del mio carattere, penso comune a molti, di rimandare e cercare di non prendersi responsabilità. Crescendo questo atteggiamento diventa deleterio. Rimane il desiderio però di prendere le cose più alla leggera come una volta. Credo che sia di questo che parla la canzone alla fine.

Che cosa c’è nel futuro di Pagano?
Canzoni, finchè qualcuno non mi dirà basta.

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