Interview – Òvera
Abbiamo intercettato ed intercettato gli òvera, band estremamente interessante e con diversi anni di esperienza alle spalle che, grazie anche al loro estremo talento, ha creato un lavoro magico ed inaspettato. Il loro disco è un mix di cantautorato, pop e collaborazioni di lustro tra cui Alessandro Fiori e dei brani remix di Paolo Benvengù. Che altro aggiungere? Buona lettura e buon ascolto.
1) ciao ragazzi benvenuti ai nostri microfoni “virtuali”, raccontateci in breve il vostro progetto così anche i nostri lettori potranno conoscervi.
Ci siamo buttati, diciamo così, in una esperienza nuova che è quella della delega totale della produzione ad un elemento esterno al gruppo (anche se in realtà ci conosce benissimo) Gabriele Gai, con idee ed influenze totalmente diverse dalle nostre, prevalentemente legate all’elettronica, che ci hanno tolto molte certezze ma al tempo stesso ci hanno messo in gioco. Siamo davvero contenti di questa “evoluzione”.
2) Il vostro disco ha una luce particolare, sinceramente ascoltiamo sempre meno dischi cosi maturi, cosa vi ha maggiormente ispirato nella realizzazione del disco?
Le solite cose. Ci piace dire le “piccole cose”. È stato un lavoro corale (questa volta i testi e la musica non sono tutti miei e di Stefano) nonostante le diversità. E di questo si può dare il merito alla grande amicizia che c’è fra di noi.
3) quali sono le vostre principali influenze?
Siamo una band “anziana” e di conseguenza ognuno di noi ha i propri riferimenti. Sarebbe impossibile segnalarne uno solo. Il fatto di scrivere in italiano forse ci avvicina un po’ ai cantautori, ma dal punto di vista musicale le influenze sono quelle più classiche: il jazz, il rock, gli anni ‘80… ci sono 100 anni di musica e infiniti generi. Inevitabilmente, però, l’incontro con Paolo Benvegnù ci ha influenzato molto, anche come persone.
4) abbiamo visto ed ascoltato due collaborazioni principali con Alessandro Fiori e Paolo Benvegnù due mostri sacri della musica Italiana, com’è stato collaborare con loro?
Due persone molto diverse, molto amici fra di loro, due artisti fantastici, che condividono una sensibilità fuori dal comune. Il mio rapporto con Paolo era una infinita fonte di riflessioni, pur nella leggerezza che lo contraddistingueva e che ritrovo in Alessandro: uniti dalla voglia di tirare fuori la cazzata giusta al momento giusto.
5) Quali saranno i vostri prossimi passi? Concerti? Showcase? Dove potremo vedervi?
Il 90 percento degli artisti “off” che come noi fa musica originale e non cover risponderebbe nello stesso modo: suonare dal vivo è diventato un lusso. Per fortuna riusciamo ad avere la nostra piccola fanbase e un ufficio stampa da far invidia a quelli famosi! Seguiteci, Invitateci, siamo pronti a calcare qualsiasi palco!
6) Con chi vi piacerebbe collaborare in futuro?
Con Peter Gabriel. Si può? Scherzi a parte, siamo molto propensi alle collaborazioni perché pensiamo che siano fondamentali per uscire dalla zona di confort. Personalmente, se devo dire un nome, mi piacerebbe lavorare con Motta, ma ci sono artisti fenomenali come Umberto Maria Giardini, Andrea Lazlo De Simone, Iosonouncane… e poi Simona Norato, Daniela Pes, Olden… ma temo che non sappiano nemmeno della nostra esistenza:)
7) vi ringraziamo per la vostra disponibilità, questa domanda non è una vera e propria domanda, sentitivi liberi di ringraziare, salutare, dire qualsiasi cosa, noi la utilizziamo per ringraziarvi ancora della vostra disponibilità e salutarvi
Allora ne approfittiamo per ringraziare voi della vostra bella intervista e tutti coloro che vorranno ascoltare la nostra musica. E… forza Pistoiese!
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