Interview: Novizky

di Giulio Sacchi

Ciao Novizky, hai da poco esordito con il tuo primo singolo MISERERE ME. Ci racconti la genesi del progetto?

Il progetto nasce durante il secondo lockdown in seguito ad un periodo di introspezione che mi ha portato a Novizky.

Tu sei molto giovane e rappresenti a pieno titolo la cosiddetta Generazione Z. Come vedi la scena italiana musicale che ti ha preceduto?

Faccio fatica a determinare i meriti di una generazione nel panorama musicale italiano dato che il più delle volte la scena é determinata dai trend che spopolano all’estero che da un senso di comunità generazionale.

Quanto è difficile lanciare un nuovo progetto musicale in uno scenario da dopoguerra come quello attuale per la musica live?

É masochistico. Con il mio progetto parallelo siamo già al terzo tour europeo annullato. il senso di rivalsa può essere la chiave e la forza per la musica del futuro

Hai in programma un album o preferisci continuare a lavorare sui singoli?

Continueremo a visitare le lune di Novizky attraverso panoramiche offerte da singoli.

Dal punto di vista compositivo, quali sono le sfide maggiori da affrontare per chi scrive musica pop nel 2021?

Trovare un compromesso tra il trend e la propria identità. Non avrei mai scritto in italiano se non avessi avuto il tempo di conoscere me stesso.

Il tuo progetto è nuovo, ma in realtà hai già una storia musicale con i Jester Society. Qual è il tuo ricordo più bello legato al fare musica?

Tra i ricordi più belli metterei le collaborazioni fatte a Londra con i Jester. Vivere in condivisione di idee ed empatia.

Con chi ti piacerebbe fare un featuring?

Una ballad insieme ad Andrea Laszlo De Simone

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