Interview: Nicolò Carnesi

Incontro Nicolò fuori dal Twiggy di Varese prima della sua esibizione. Un ragazzo certo giovane ma con una invidiabile sensibilità verso ciò che fa e una visione lucida e concreta del mondo che lo circonda. Non mi sarei aspettato di arrivare a parlare di 883 e Battiato nella stessa intervista.

Come è nato l’album (‘Gli Eroi Non Escono Il Sabato’ ndi)?

C’è voluto diverso tempo per finirlo è cresciuto negli anni . Io scrivo canzoni da quando ho 17 anni , ho fatto tutti i passaggi ‘obbligati’: ho scritto in inglese, ho usato prima l’elettronica poi sono passato al rock, di tutto insomma. Ad un certo punto della mia vita in cui mi erano successe un po’ di cose ho cominciato a scrivere canzoni in maniera diversa da quelle che avevo composto prima tipo “Zanzibar” che ne è un esempio lampante. Le ho messe su internet e ho cominciato a suonare. Infine è arrivata un’etichetta discografica che mi ha contattato ed è nato il disco. Nessuna delle canzoni era nata per finire in un disco, erano tutte estemporanee , erano solo frutto mie ‘necessità’ espressive. Se vuoi il disco esiste perché “mi andava” e perché ne avevo bisogno.

In Sicilia(Nicolò è di Palermo ndi) è facile proporre la propria musica?

In Sicilia c’è questa contraddizione , forse storica , in cui c’è tanto e si riesce solo in parte ad esprimerlo. Io sono stato fortunato perché sono capitato in un periodo florido , stavano uscendo i vari “Pan del Diavolo” , “Di Martino”, “Second Grace”, “Colapesce”, insomma c’era un certo fervore che inizialmente seguivo da spettatore. Ero a tutti i concerti e quando ho iniziato a suonare mi sono ritrovato in un circolo virtuoso(ride ndi) grazie ai tanti artisti che ero riuscito a conoscere. Mi hanno ispirato molto, essendo comunque più grandi di me e ho cercato di trarne tutti gli insegnamenti possibili e l’incentivo a fare meglio. In Sicilia è creata una piccola scena che ora per fortuna è a livello nazionale.

Ma la scena è propria di Palermo o parli della Sicilia in generale? Ad esempio so che a Catania ci sono molti più locali in cui suonare…

Ora vedo Palermo come fulcro di questo movimento, c’e’ stato un periodo dove Catania era più attiva ma in questo momento no. Il problema di Palermo è che non si riesce a suonare, i locali non sono molti. Per fortuna riusciamo ad andare fuori. Palermo in se’ offre pochissimi spazi, non è attrezzata per i concerti dal vivo . Da questo punto di vista Catania ha più possibilità ma ad oggi è meno ‘scena’.

In diverse recensioni vieni accostato a Battiato, quanto conta o pesa per un siciliano che fa un certo tipo di musica, la sua figura?

Molti hanno trovato queste sfaccettature , ma sicuramente qualcosa di inconscio ci sarà, ma niente di precostruito. Sarà che ci hanno trovato qualche similitudine, non so’ le metafore ma è quello che mi viene, non ho preso apposta da lui qualcosa. Ovviamente l’ho ascoltato e mi piace, ma come altre migliaia di cose, poi sarà anche l’accento(ride ndi). Sicuramente non è una spada di Damocle sulla mia testa , anzi è un riferimento che quando mi viene riconosciuto , mi onora, essendo lui uno dei più grandi ma certo non ne sento il peso.

Alla fine quanto di hai messo prima di incidere l’album?

Da quando ho inciso la prima canzone 2 anni. L’ho inciso in fasi diverse : ho fatto le prime quattro canzoni in un primo periodo quando è uscito il singolo con 2 brani. Poi l’album l’ho inciso in un’estate e l’ho mixato a Milano . In tutto saranno stati 6 mesi di lavoro ma non continuo.

Le persone che hanno lavorato con te nell’album e che ti accompagnano in tour come le hai scelte?

L’etichetta mi ha aiutato molto. E’ ancora alla vecchia maniera: mi hanno dato i soldi per incidere e finire come si deve il lavoro, una cosa rara. Alcuni li ho scelti tra gli amici e tra i musicisti che stimo tra quelli che girano nel circuito di cui parlavamo prima.

E la collaborazione con (Dario ndi) Brunori com’è nata?

E’ nata casualmente . In un festival suonavamo insieme, ci siamo trovati quasi subito in sintonia e ci siamo ripromessi di fare qualcosa insieme . Avevo da un po’ in mente di fare un duetto su Zanzibar e quindi ho pensato a lui.

Invece questo scambio di brani con Dente (Dente in concerto a Palermo ha reinterpretato ‘Levati’ e il giorno dopo Nicolò a Fidenza, città di Dente , ha reinterpretato ‘Baby Building’ ndi)?

E’ capitato che avessimo la stessa agenzia di booking e spesso io aprivo i suoi concerti e fra noi si è creato un buon rapporto. Il mio disco gli è piaciuto subito. Pochi giorni fa lui suonava a Palermo e io il giorno dopo a Fidenza e visto che un duetto proprio non riuscivamo a farlo abbiamo pensato di farne uno in differita (ride ndi). L’idea di fare qualcosa insieme è comunque rimasta, prima o poi…

Dal vivo riesci a riprodurre tutto quello che si sente sul disco?

Live cerco di dare una impronta più rock ai brani, cerco di avere un suono più dinamico magari meno preciso. Su disco ho curato molto le sfaccettature che dal vivo si perdono in favore dell’impatto, però gli arrangiamenti sono gli stessi , sono solo più aggressivi. Mi sono anche basato sui commenti del pubblico, dopo 40 concerti qualche indicazione l’ho avuta .

Stai suonando molto, trovi che ci sia un vero interesse verso quello che fai?

Sì sì molte volte ho delle manifestazioni di vero affetto, poi le date continueranno quest’estate, girando un po’ meno, per fortuna ! (ride ndi) E’ bellissimo ma veramente stancante.

Eh immagino, ma come te anche altri al primo disco riescono a suonare un po’ dappertutto, penso alla tua coetanea Letizia alias Maria Antonietta.

E’ vero c’e’ molto fermento, poi con lei ho in comune l’età e l’uscita del disco nello stesso periodo, spesso suoniamo negli stessi posti a qualche giorno di distanza.

Mi dicevi che sei cresciuto seguendo la scena di Palermo. Apprezzi e segui anche altri gruppi?

Certo sono onnivoro. Di italiano mi piacciono i Verdena, soprattutto con l’ultimo lavoro hanno raggiunto un livello altissimo, oppure Iosonouncane ha dei testi molto originali . Anche se sono di un’altra generazione amo i Baustelle, soprattutto i primi lavori . Ascolto molta musica internazionale, la mia ultima passione sono i Fleet Foxes , poi i Bombay Bicycle Club e Toro Y Moi che fa elettronica. Mi piace ricercare questi artisti legati alla mia prima passione: la musica elettronica.

Vista la tua proposta attuale non è la musica elettronica quella che si nota di più.

Paradossalmente mi sono ritrovato a fare tutt’altro (ride ndi) , chissà perché, ma in futuro ho in mente di fare qualcosa di più contaminato.

Parlami del brano (‘Rotta Per Casa Di Dio’ ndi) che hai registrato per la compilation dedicata agli 883, uscita per rockit, che ha suscitato anche qualche malumore tra i ‘fan’ dell’indie italiano.

Il motivo di fare tutta questa ‘caciara’ non l’ho trovato. E’ stata una compilation che comunque voleva essere un divertimento, era da vedere nel suo lato ironico. Siamo stati coinvolti in questo progetto in quanto artisti giovani che fanno musica con una certa attitudine, certamente distante da quella più commerciale degli 883, quindi era divertente mettersi alla prova personalizzando un brano pop anni 90. Musica che chi ha la mia età si ricorda essendoci cresciuto e per questo va preso, nulla di più. Non voleva essere un capolavoro o entrare nella storia della musica . Anche chi sostiene che lo si è fatto per apparire un po’ di più sbaglia. Nessuno si aspettava un simile rimbombo, nessuno si aspettava che si bloccassero i server dai tanti download. Questi ‘critici’ l’hanno poi fatta apparire di più, non noi che l’abbiamo registrata. Queste persone che passano la giornata a criticare e tirare merda in faccia a tutti non le capisco. Se una cosa non ti piace non l’ascolti senza costruirci dietro un castello che alla fine sono solo parole vuote, perché alla fine la critica se è costruttiva va bene ma se è “a prescindere” a cosa serve? Se sostieni di poter far di meglio, fai di meglio! Sarei il primo ad essere contento di ascoltare qualcosa di più bello di quello che faccio io o gli altri però me lo devi far sentire , non basta straparlare. Se vuoi ci vuole anche coraggio a mettersi in gioco , fare un brano del genere è stata una sfida, ma anche a fare quello che propongo ti prendi tanti complimenti ma anche tante critiche e non è sempre piacevole. Poi io reagisco male se leggo qualcosa di negativo, ma dipende dalla mia sensibilità. Ma sono solo momenti, fa parte del gioco , se ne vuoi farne parte le devi accettare e andare per la strada che ritieni giusta e che ti permette di trarre piacere da ciò che fai.

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