Interview – Missklang

C’è un momento in cui il rumore di fondo smette di essere tollerabile e diventa qualcosa da rompere. Le Missklang sembrano aver scelto proprio quel momento. Con “La gente si deve svegliare”, il quartetto rock torna con un brano diretto, senza giri di parole, che nasce dalla quotidianità ma punta dritto a qualcosa di più grande, a un senso di comunità che sembra sempre più sbiadito. Tra telefoni che isolano e automatismi che anestetizzano, la band trasforma la frustrazione in energia pura. Ne viene fuori un pezzo che è insieme sfogo e invito, personale e collettivo. E che dal palco promette di diventare qualcosa di ancora più potente.

Com’è nato il primo nucleo di “La gente si deve svegliare”?

È nato dalle nostre routine fatte di traffico, treni in ritardo e contatto con il pubblico e dall’esigenza di esprimere il nostro stato d’animo nei confronti delle persone un po’ poco attente agli altri e al contesto che li circonda.

Quando avete capito che questo pezzo non poteva restare solo uno sfogo privato?

Perché pensiamo si tratti di una sensazione condivisa da chi vive la nostra stessa quotidianità fatta di scadenze e mezzi pubblici e dal riscontro iniziale abbiamo capito che è proprio così: viviamo tutti la stessa vita.

Vi capita mai di sentirvi parte di quel “torpore” che vorreste combattere?

Sì, sicuramente il lunedì mattina, quando la sveglia suona all’alba e la vita inizia subito a correre veloce. Non ci abitueremo mai.

Che ruolo ha la musica per voi nel “risvegliare” le persone?

La musica, qualunque essa fosse, ha da sempre lanciato messaggi e usato il suo potere per “risvegliare” gli animi, e le canzoni che ancora oggi ricordiamo meglio erano quelle che meglio riuscivano ad esprimere stati d’animo e idee. Dalla rabbia alla gioia, dalla felicità alla tristezza.

Come siete giunte alla definizione della vostra identità musicale? L’avete avuta chiara fin da subito o è stato qualcosa che avete scoperto col tempo?

La nostra identità musicale nasce dall’incontro di quattro “dissonanze” che insieme trovano nuova vita. È qualcosa che abbiamo scoperto col tempo e che è ancora in fase di definizione.

Possiamo sperare in un futuro album?

Sicuramente un album è un obbiettivo che ci piacerebbe perseguire a breve e non sarebbe un punto d’arrivo ma l’inizio.  

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