Interview: Mike Baker

Mike Baker, all’anagrafe Michele Sechi, è un artista di mamma cinese e papà sardo. Al momento ha all’attivo sette brani: Nuvole, Abitudine, Firenze, Agosto, Dalla (Giò), Stupido e la nuovissima Una Vita Come Te. È stato in gara per Sanremo Giovani 2019, ha avuto l’occasione di esibirsi al Pistoia Blues Festival, ha partecipato come ospite alla finale del noto programma TV The Voice of Italy ed è stato selezionato fra i dieci finalisti del festival di Castrocaro. Un ruolino di marcia già considerevole per un ragazzo della sua età.

Ciao Mike. Cominciamo dagli inizi: com’è nata la tua passione per la musica e come hai deciso di intraprendere questo percorso?

Mi sono appassionato alla musica a 12 anni quando un amico mi fece conoscere Wake Me Up When September Ends dei Green Day. Da lì ho iniziato a seguire delle lezioni di chitarra privatamente, poi ho continuato da autodidatta. Ho iniziato a scrivere i primi testi a 14 anni durante un viaggio di studio a Pechino: in Cina non erano abilitati gli accessi ai social, quindi in un modo o nell’altro mi ritrovavo sempre con una penna e una chitarra in mano. Quando sono tornato in Italia ho iniziato a suonare un po’ in giro nella mia zona e grazie a varie conoscenze ho iniziato a scrivere anche in italiano. Nel 2017 ho conosciuto Alessandro, il mio attuale manager e produttore, e devo dire che se non fosse stato per lui non sarei mai arrivato fino a questo punto: mi ha preso sotto la sua ala quasi come un figlio e mi ha strutturato un po’ alla vecchia maniera, come si strutturavano i vecchi artisti alla mitica RCA.

Hai partecipato a numerosi festival e rassegne come Sanremo Giovani e il Festival di Castrocaro: cosa ti è rimasto di queste esperienze?

Ritengo Sanremo e Castrocaro i più importanti festival della musica italiana e mai avrei pensato che in un anno solo avrei potuto fare entrambi. Ho vissuto due esperienze uniche, ho avuto modo di capire meglio i meccanismi e il panorama del mondo musicale in Italia, ho conosciuto un sacco di ragazzi e ragazze con la mia stessa passione e la cosa più unica di queste due esperienze è stato il confronto: confrontarmi con loro e con tutte le persone del settore mi ha dato modo di imparare nuove cose in breve tempo, in contesti simili vivi e avverti ogni emozione moltiplicata quattro volte. Spero vivamente di ripresentarmi a una di queste due rassegne.

Nella tua nuova canzone Una Vita Come Te parli di riprendersi il coraggio e della voglia di tornare. L’hai scritta durante la quarantena o è precedente? Che rapporto credi abbia con l’attuale situazione globale?

Una Vita Come Te è stata scritta prima della quarantena. L’ho scritta con un mio amico a Firenze, l’intenzione è del tutto diversa da quella che può sembrare, è una coincidenza, letta oggi come oggi pare cada a pennello con la situazione che stiamo vivendo. Diciamo comunque che in questo periodo di lockdown ho avuto modo di riflettere molto e di ridimensionarmi, ho fatto una sorta di autoanalisi e mi son reso conto che perdevo un sacco di tempo e di energie mentali per cose futili, ho avvertito che mi mancavano quelle piccole cose quotidiane che ho sempre dato per scontate, anche una semplice birra con gli amici. Credo e spero che tutto questo ci sia servito di lezione: ripartiamo sì, ma con più consapevolezza di prima, riprendiamoci tutto ciò che ci appartiene ma ricordiamoci che niente è dovuto, dobbiamo abituarci a scrollarci di dosso le abitudini, di sorprenderci giorno dopo giorno, e di vivere fino in fondo anche le più piccole cose.

Musicalmente invece com’è nata Una Vita Come Te? Quali sensazioni hai cercato di esprimere con la musica?

Principalmente creo le bozze con la chitarra, e Una Vita Come Te non ha fatto eccezioni. Durante la fase di arrangiamento sapevo già dovevo volevo andare, ho voluto lavorare molto sulla dinamica del brano, creando momenti più calmi e altri movimentati con un crescendo costante. Il “parapapa” dell’outro doveva essere sostituito da un secondo ritornello, ma proprio perché volevo che fosse una canzone leggera e spensierata ho deciso di lasciare un motivetto semplice e facile da cantare. Anche musicalmente non è una canzone complessa, ho cercato di dare quel senso di libertà e di spensieratezza nelle parti strumentali, e devo dire grazie a Stefano Re che ha suonato la parte della batteria proprio come me lo immaginavo io in testa. La parte dello special che ritengo sia il momento più delicato della canzone non era compresa inizialmente, è stata creata da Alessandro Di Dio Masa che ha dato quel tocco in più alla dinamica del brano.

Per i tuoi brani collabori spesso con l’etichetta Musicantiere Toscana. Che valore aggiunto pensi che dia questa collaborazione alla tua musica?

Musicantiere Toscana è un’etichetta indipendente di Carrara che mi ha notato durante un festival, mi ha contattato successivamente, per quanto possa essere piccola ha già portato due artisti a Sanremo Giovani e alla finale di Castrocaro, questo è dovuto alla professionalità, alla trasparenza e alla dedizione che mettono nel lavoro. Alessandro, proprietario dell’etichetta nonché mio produttore, ha vissuto e respirato l’aria della vecchia RCA di Roma dove artisti come Venditti, De Gregori e Dalla si confrontavano e si scambiavano idee. È una realtà piccola ma molto molto pura nel suo genere. Lavoro con quest’etichetta da due anni e mezzo ormai e sono cresciuto moltissimo, mi hanno dato i mezzi per poter studiare, fatto fare esperienze live in modo tale che mi possa fare le ossa pian piano. Durante le produzioni lavoro con Alessandro e un sound designer, non è un team ampio ma lavorando da un po’ di tempo insieme ormai c’è intesa e affiatamento, cerchiamo sempre di sperimentare un po’ per non rimanere sempre nella cosiddetta “comfort zone” e questo fattore stimola molto a spingermi oltre i miei limiti mentali.

Domanda di rito: quali sono i progetti per il post-Una Vita Come Te?

Ci sono moltissime cose in ballo che prima o poi annuncerò, tempo al tempo, ho già 20 canzoni pronte che non vedono l’ora di uscire dallo studio e farsi un giro nelle orecchie e nei cuori delle persone!

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