Interview – Matteo Maione

Dal 7 maggio è disponibile in rotazione radiofonica “AD UN METRO DI DISTANZA”, primo brano di MATTEO MAIONE pubblicato su tutte le piattaforme di streaming il 1° maggio.

Distanti, ma uniti dalla voglia di normalità e di vicinanza fisica ed emotiva: questo il senso di “AD UN METRO DI DISTANZA”, brano di debutto di MATTEO MAIONE che veicola un messaggio di fiducia e aspettativa per il domani. Musicalmente l’andamento iniziale è apparentemente cupo nella sua progressione funky, aprendosi poi in un ritornello pop/rock che è una riflessione coraggiosa e, soprattutto, una ricerca di speranza per un ritorno alla libertà.

Questa canzone è nata durante il primo lockdown, in un momento di solitudine, incredulità ma anche paura e impossibilità di fare previsioni sul futuro spiega Matteo Maione a proposito del nuovo singolo Ho scelto dunque questo brano come mio primo singolo per l’attualità del contenuto, per il coraggio di voler raccontare, a distanza di un anno, quello che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo.

  1. Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che non ci aspetteremmo?

Sono sempre stato alla ricerca di una mia espressione musicale e sonora che attingesse sia dalla grande tradizione cantautorale italiana (Dalla, Battisti, De Gregori, Battiato, etc.) sia dai grandi nomi della musica straniera (Pink Floyd, David Bowie, Cure, Talking Heads, etc.), fino all’elettronica e alla World Music; un sound insomma, frutto di tutte queste contaminazioni sonore, attraverso il quale comunicare i miei stati d’animo, le mie più profonde e nascoste sensazioni.Amo inoltre la musica classica e sono un grande estimatore dell’opera lirica, soprattutto Puccini e Mascagni.

  1. Qual è la distanza di cui parli nel tuo brano?

“Ad un metro di distanza” parla della distanza intesa, metaforicamente, come barriera tra le persone, incapacità, impossibilità, a volte, di relazionarsi con gli altri; è una canzone nata durante il primo lockdown, in un mio personale momento di solitudine, paura, incredulità, impossibilità di fare previsioni sul futuro. Ma è anche un brano che cerca una speranza per un ritorno alla normalità e una possibilità di allontanarsi da quella distanza, fisica e temporale, trasformandola in un messaggio di fiducia e aspettativa per il futuro.

  1. Esiste effettivamente una scena indipendente a Roma?

Sicuramente l’ultimo decennio ha visto affacciarsi sulla scena romana una serie di artisti che hanno dato vita a una generazione che potrebbe essere denominata “indie-pendente”; dal ricercato disagio interiore di Calcutta, alle sonorità indie popdei Thegiornalisti, passando per la semplicità e l’amarezza di Gazzelle fino al rap di Coez.

  1. Quali sono le persone da cui sei più distante in cui questo periodo?

Per fortuna in questo ultimo periodo ho avuto modo di rivedere più spesso i miei familiari che non vivono a Roma come me; ho ricominciato anche a uscire più frequentemente con gli amici piu’ cari grazie anche al graduale allentamento delle misure restrittive previste per il covid.

  1. La domanda che non ti ho fatto ma che avrei dovuto?

Che cosa mi aspetto dall’uscita del mio primo brano, soprattutto in rapporto alla reazione del pubblico.

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