Interview – Maninni

Nato e cresciuto a Bari, Alessio Mininni ha iniziato la sua carriera nel 2017 con il singolo Parlami Di Te e ora sta proseguendo il suo progetto Maninni con tre nuovi pezzi usciti nel 2021, l’ultimo dei quali è Vaniglia. Noi abbiamo approfittato di questa nuova release per contattare il musicista pugliese via e-mail e farci raccontare qualche dettaglio in più sulla sua carriera e sui suoi progetti futuri. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Alessio, per prima cosa potresti fare una piccola introduzione di te per quei nostri lettori che ancora non ti conoscono?

Ciao ragazzi! Sono Maninni, un giovane cantautore a cui piace raccontare storie con le proprie canzoni.

Il tuo viaggio nella musica è iniziato nel 2017 con il singolo Parlami Di Te e ora è appena uscito un nuovo pezzo, Vaniglia: quanto sei cambiato rispetto agli inizi?

Sicuramente c’è stata una crescita artistica e caratteriale, le varie esperienze che ho vissuto nel mio piccolo mi hanno insegnato tanto e hanno cambiato il mio approccio con la musica, il mio rapportarmi con le persone, così come con me stesso.

Parlando di Vaniglia, un brano che segna la ripartenza dopo la disillusione di una relazione terminata, che cosa ci puoi raccontare in merito?

Spesso si crede che dopo una rottura non ci sia una rinascita, che tutto il mondo ci crolli addosso. Con Vaniglia ho voluto dire che non è così, da ogni esperienza ne deriva un insegnamento. Ti riprometti di non tornare a provare più determinati sentimenti, ma non siamo noi a deciderlo: Vaniglia cerca proprio di rappresentare questa sensazione.

Posso chiederti quali sono le tue principali influenze a livello musicale?

Grazie a mio padre, sono cresciuto con la musica degli U2 e dei Pink Floyd nelle orecchie. Ho sempre avuto una propensione verso gli strumenti suonati e il rock. Poi ho conosciuto il cantautorato italiano grazie a Ligabue, volevo imitarlo scrivendo canzoni ed eccoci qua.

I tuoi testi, invece, da cosa sono ispirati? Prendi dalle tue esperienze personali oppure preferisci anche sognare e cercare di creare mondi fantastici per creare qualche momento di svago da questo mondo così strano?

Entrambe le cose, quando vivo un’esperienza forte mi catapulto sulla scrittura per esternare tutto quanto, ma mi piace molto anche osservare e conoscere storie che magari non ho vissuto, per poi raccontarle con un pizzico di fantasia in più.

Il covid ci ha purtroppo fermati tutti, senza fare alcuna distinzione: questo lungo blocco ti è servito per poterti concentrare sulla scrittura delle tue canzoni?

Devi essere sincero, all’inizio no. Non riuscivo più neanche a suonare, ero bloccato, stando chiuso in casa non avevo la possibilità di guardare fuori. Con il passare dei mesi però mi son sbloccato ed ho capito che sotto alcuni punti di vista il lockdown mi è servito, perchè mi ha dato la possibilità di conoscermi meglio.

Sei sotto contratto con una grande label come la Polydor: che cosa ne pensi? Come ti trovi a lavorare con loro?

Lavorare con un’etichetta come Trident e Polydor è sicuramente un privilegio e sono loro grato per aver creduto nel mio progetto. Avere al tuo fianco qualcuno che sostiene il tuo lavoro e che ti aiuta a portarlo avanti è un grande vantaggio.

Quali progetti hai per il futuro? Stai già lavorando a un album o magari a un EP?

Ho in cantiere diversi brani, ora sono in promozione con Vaniglia, ma con grande entusiasmo sto lavorando a nuova musica. Chissà, può succedere di tutto!

Piano piano stanno ritornando i concerti: sei felice di poter tornare sui palchi e vedere i volti e le reazioni dei tuoi fan?

Sarebbe davvero bello. L’emozione che può darti un live è unica. Per fortuna ho la possibilità di interagire con i miei fan ogni giorno tramite il mio canale Telegram, siamo una bella famiglia!

Grazie mille.

Grazie a voi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *