Interview – I Brema

Esce venerdì 8 luglio 2022 per MArteLabel “Matusalemme“, il nuovo singolo de I Brema. Un nuovo atipico singolo estivo per il progetto della provincia di Macerata formato da Tobias Giacomazzi (voce solista, chitarra ritmica e synth) e Michele Grottesi (chitarra solista e seconda voce) che ci regalano un brano dedicato a tutti gli ultimi romantici che pensano di non avere abbastanza tempo.

Matusalemme è il personaggio più longevo della Bibbia, che si è distinto dagli altri per sua lunga vita di 969 anni. Il brano è un dialogo dove il protagonista  parla in prima persona con il Signore chiedendogli di poter vivere a lungo come Matusalemme. La richiesta è quella di poter “veder la fine delle sue preghiere”, arrivare cioè a capire un giorno se tutto quello fatto fino a quel momento sia veramente servito a qualcosa.  Ma c’è una domanda che inizia a tormentare l’uomo nel corso delle strofe: – “Ha veramente senso una vita lunga se ti vengono a mancare tutte quelle cose che riescono a dare un valore a quel tempo?”. Si può morire anche da vivi, e questo il protagonista non lo aveva considerato. Intanto però il tempo scorre, ed è  proprio avvicinandosi al momento della sua fine, che forse troverà le risposte a quelle domande, a cui una vita lunga non aveva saputo rispondere. 

E non potevamo che scambiare quattro chiacchiere con loro.

1. Quali sono le vostre influenze musicali? C’è qualcosa che davvero non ci aspetteremmo mai?

Amiamo spaziare e farci influenzare da diversi generi musicali, siamo degli amanti della musica in generale e crediamo che in ognuno di essi si possano prendere degli spunti. Entrambi siamo cresciuti ascoltando i capisaldi del cantautorato italiano, come Battisti, De Gregori, Vinicio Capossela, Branduardi, De Andrè, Guccini… L’energia tipica adolescenziale ci ha poi portati ad avvicinarci a suoni più ruvidi e rock. Qui abbiamo conosciuto e amato soprattutto il rock inglese degli anni 70, dove le chitarre elettriche hanno spesso fatto da padrone. Negli ultimi anni siamo tornati ad ascoltare ed apprezzare tanta nuova musica italiana. Tra i vari artisti che ora amiamo particolarmente ci sono: Motta, Eugenio in Via di Gioia, The Zen Circus, Andrea Laszlo De Simone e tanti altri, mentre tra gli artisti internazionali, ad oggi apprezziamo molto band come: Alt-J e Cage the Elephant.

  1. Come nascono I Brema? Come è avvenuto il vostro primo incontro e come avete capito che avreste dovuto iniziare qualcosa?

Le nostre strade si sono incontrate quando Tobias trasferendosi dal Veneto nelle Marche ormai quasi 14 anni fa, in una casa in campagna, ha conosciuto Michele, il vicino della “collina” a fianco. Da quel giorno, iniziato in realtà con un incontro di lotta su un campo, è nata una grande amicizia che dura ormai da anni. Siamo prima di tutto dei grandi amici che condividono un rapporto quasi fraterno. In ambito musicale le esperienze di band che abbiamo fatto ci hanno visto sempre uno a fianco all’altro, finché verso la fine del 2016, dall’incontro nostro con il batterista Giacomo Diamantini, proveniente da un altro gruppo, sono nati I Brema. Da quasi due anni ormai siamo tornati ad essere in due ed abbiamo trovato un ottimo equilibrio per portare avanti il nostro progetto, nonchè la nostra più grande passione.

  1. Cosa abbiamo in comune con il singolo “Matusalemme”?

Viviamo in una società dove il tempo è diventato il bene più prezioso, ora c’è la possibilità di recuperarlo velocizzando anche i messaggi vocali e tutto quello che ci ruota attorno è pensato per farci risparmiare tempo, ma poi? Come lo utilizziamo? Diamo davvero valore a quel tempo? 

Questa è la domanda che ci siamo fatti e pensiamo che nella nostra società sia sempre più difficile coltivare il nostro tempo, coltivare ciò che ci fa sentire vivi. Non basta vivere 1000 anni come Matusalemme se poi non abbiamo o non cerchiamo ciò che serve davvero per vivere bene quel tempo.

  1. Cos’è cambiato dal 2017 ad oggi nel mercato musicale?

Il Covid ha messo in ginocchio tante piccole realtà, sopratutto i piccoli club o locali dove ruotava la scena emergente italiana, questo sicuramente è il cambiamento maggiore che purtroppo possiamo notare. C’è anche da dire però che da quest’anno, stiamo tutti vedendo un grande ritorno della musica dal vivo, e noi, per quanto non sia comunque facile, cerchiamo di essere il più fiduciosi possibili.

  1. Quale domanda avrei assolutamente dovuto farvi, e invece non vi ho fatto? Quale invece la risposta?

Quali sono i programmi per il futuro? È una domanda a cui rispondiamo molto volentieri perchè abbiamo in cantiere un disco che uscirà il prossimo autunno, al quale stiamo lavorando da più di un anno e di cui andiamo molto fieri. Non vediamo l’ora di farvelo ascoltare!  

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