Interview: Her Skin

Her Skin è il moniker della giovanissima folk-singer modenese Sara Ammendolia: la musicista emiliana pubblicherà questa settimana, via We Were Never Being Boring, il suo primo LP, Find A Place To Sleep. Dieci canzoni semplici, intime, rilassanti, dolci e sensibili, in cui Sara racconta la propria storia. Il mese scorso noi di Indie-Roccia.it abbiamo contattato Her Skin al telefono per farci raccontare maggiori dettagli di questa uscita, ma anche per parlare delle sue influenze, della scena musicale indipendente dell’Emilia-Romagna e della sua campagna su Music Raiser. Ecco cosa ci ha detto:

Ciao Sara, grazie per la tua disponibilità e benvenuta sulle pagine di Indie-Roccia.it. Per prima cosa ti chiedo se puoi introdurre il tuo progetto per quei lettori che ancora non lo conoscono.

Certamente. Her Skin è un progetto nato nella mia cameretta. E’ stato piuttosto naturale fare quello che sto facendo adesso. E’ una cosa nata involontariamente. A maggio 2016 è uscito un EP, che si chiama Head Above The Deep. Da lì ho iniziato a suonare anche al di fuori della mia camera e ho fatto un tour. A febbraio uscirà il mio primo disco, Find A Place To Sleep.

Il tuo primo album arriverà a fine febbraio: come vedi questo passo per la tua carriera artistica? Io credo che sia qualcosa di molto importante. Tante band o musicisti non arrivano nemmeno a pubblicarne uno. Come ti senti? Che aspettative hai?

Non vedo l’ora. Non ho aspettative precise. Ovviamente spero tantissimo che vada bene. Anche se le cose continueranno ad andare come sono andate fino a ora, per me sarà comunque già un traguardo. Avere la possibilità di continuare a fare musica è ciò che ho sempre voluto.

Intanto complimenti per il disco perché è molto piacevole e rilassante e ascoltarlo ti mette di buon umore, anche quando magari sei agitato.

Grazie mille.

Parliamo dell’etichetta che lo realizzerà, la We Were Never Being Boring di Pesaro, già casa dei Be Forest e dei Brothers In Law, solo per citarne un paio, ma anche di altre band interessanti del panorama indie italiano. Cosa ne pensi di loro? Come sei entrata in contatto con loro? Come ti stai trovando a lavorare con loro?

Davvero molto bene. Loro li conoscevo già da prima perché sono una fan dei Be Forest e di Birthh. Quando ho finito il mio album, gli ho mandato una mail e a loro è piaciuto. Siamo entrati in contatto così e mi sto trovando davvero bene perché sono davvero professionali, sanno quello che fanno e mi hanno accolta con entusiasmo, per cui anch’io sono entusiasta.

Nella nostra zona, qui in Emilia-Romagna, ci sono molti locali belli, come Covo, Mattatoio, Bronson, Zazzabar, Off, Locomotiv, Hana-Bi e tanti altri. E inoltre ci sono artisti interessanti come Bob Corn, Setti o anche Three Lakes, che è di Mantova. Credi che questa ambientazione positiva possa averti ispirato in qualche modo o almeno dato una spinta per andare avanti con il tuo progetto?

Sì, senza dubbio. Soprattutto Bob Corn mi ha ispirato. Ho avuto poi anche il piacere di conoscerlo e lo considero tra i miei amici. Lo vedo tantissimo in giro e non mi stanco mai di ascoltarlo. Anche Three Lakes è stato una grandissima ispirazione. Loro due sono stati veramente le mie ispirazioni migliori. Tiziano mi ha aiutato davvero tanto, mi ha chiamata tante volte a suonare, sono stata al Barchessone a San Martino Spino (MO), al Manitese. Gli devo davvero tanto.

Il tuo album è stato co-prodotto insieme a Davide Chiari. Che esperienza è stata per te autoprodurre il tuo lavoro, anche al di fuori di quello che puo’ essere l’ambiente della cameretta?

Davide l’avevo conosciuto circa un anno prima di registrare e quindi mi fidavo già di lui. E’ stato abbastanza naturale affidargli tutto. Io avevo già un’idea di come volevo che suonassero le mie canzoni, ma lui è stato quello che ha completato il tutto e le ha rese come sono ora. E’ stato bello lavorare insieme a lui ed è stato tutto naturale. A volte quasi un po’ per gioco. Sono davvero soddisfatta del risultato. Abbiamo registrato tutto in analogico ed è un’altra cosa di questo disco che mi piace moltissimo. Davide è davvero un nerd dell’analogico ed è stato bello anche poter imparare questo lato.

Quindi ti è servito anche per imparare e magari per il prossimo disco hai già un’idea su come farlo e sei più esperta.

Sì, esatto.

Parlando del sound del tuo primo album, che definirei folk con la chitarra acustica e l’ukulele, quali sono state le tue principali influenze? Posso chiederti che cosa ne pensi dei paragoni che hai ricevuto con Laura Marling, Cat Power e Iron & Wine?

Sono i migliori complimenti che abbia mai ricevuto. Ammiro molto tutti e tre e sono state mie ispirazioni. Poi altre influenze sono state gli Oasis e i Daughter. Ovviamente io prendo molto di più dai primi Daughter, ma mi piacciono anche ora.

Anche se sei giovanissima, hai già avuto l’onore di suonare con parecchi artisti interessanti come Kele Okereke, Bob Corn, Motta, gli Zen Circus e altri. Hai preso qualche influenza da questi artisti o magari anche solo hai recepito qualche “trucco del mestiere” da loro o qualche idea?

E’ una domanda complicata perché ho imparato davvero tante cose, conoscendo tutti questi artisti. E’ stato strano, perché sono tutti artisti che ascoltavo già e poter suonare con dei musicisti che ammiri non è una cosa da poco. Ultimamente ho suonato spesso con Colombre. Mi piacerebbe imparare più cose da lui. Mi piace davvero tanto. Fa un bel set. Ha un disco molto fresco. Mi piacerebbe prendere un po’ della sua spontaneità e della sua freschezza.

Parlando, invece dei testi, nella press-release dici che il tuo album è “una storia, la mia storia. Spero sia anche la storia di qualcun altro.” Ci puoi spiegare meglio questo concetto? L’hai poi trovato questo ipotetico posto dove dormire?

Find A Place To Sleep è un album scritto da un essere umano per un essere umano. Se dico qualcosa nelle canzoni è perché spero che qualcun altro ci si rispecchi. Visto che scrivo musica per stare meglio, spero di far stare meglio anche qualcun altro con la mia musica. E’ scritta da un essere umano, quindi puo’ essere sbagliata, puo’ essere non precisa, puo’ essere fatta di errori, però è anche per essere umani. La cosa principale che voglio fare attraverso la mia musica è quella di connettermi con altre persone, nel senso di trovare persone che si sentano come me o che abbiano bisogno di quel qualcosa così.

E’ vero. Riesce a trasmettere calore e, come dicevi tu, un senso di umanità.

E’ l’unica cosa che sapevo di volere e credo sia anche rimasta.

Ha qualcosa di intimo e di personale e si sente che l’hai fatto con il cuore o almeno io ho avuto questa impressione.

Sì, grazie. Io ce l’ho messo il cuore. Per quanto riguarda il posto in cui dormire, non saprei risponderti, perché non è un posto fisico. Non so se si possa trovare. E’ una sorta di ideale. L’ho trovato di sicuro registrando questo disco. Quello è un po’ il mio luogo sicuro.

In quali formati verrà pubblicato il tuo disco, oltre al download digitale?

Si potrà trovare su Spotify e poi lo realizzeremo in cd. Mi piacerebbe pubblicarlo anche in vinile più avanti. Vedremo, ma per il momento non è in programma.

Hai preparato un tour italiano o hai già dei programmi dopo l’uscita del disco?

Inizierà un tour subito dopo l’uscita del disco, ma è ancora in fase di costruzione. Comunque suonerò in tutta Italia.

Ho visto che hai fatto una campagna su Music Raiser per finanziarti e coprire le spese per la registrazione del disco: com’è andata? Come ti sei trovata con questo tipo di piattaforma? E soprattutto hai sentito il calore o comunque la vicinanza dei tuoi fan?

E’ andata molto bene e abbiamo anche superato il budget che ci eravamo prefissati. E’ una bella opportunità il fatto che esistano piattaforme di questo genere perché puo’ dare davvero una grande mano per realizzare qualcosa che vorresti fare, ma magari non riusciresti economicamente. Effettivamente dall’altra parte ho sentito tanto calore dei fan, se si possono chiamare così. Nessuno è obbligato effettivamente a donare qualcosa e ad aspettare. Ancora non ho inviato tutte le ricompense perché l’uscita del disco è stata rimandata. E’ bello che nessuno si sia lamentato e tutti siano contenti di avermi supportata.

Un’ultima domanda: per piacere puoi scegliere una tua canzone da usare come colonna sonora di questa intervista?

Se ne posso scegliere due? Cut Out The Flowers e Prickly Pear.

Molto bene. Grazie mille. Mi auguro di vederti presto a qualche tuo concerto.

[Si ringrazia Cesare Sinigaglia di Astarte Agency per la preziosa collaborazione nel realizzare queste intervista.]

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