Interview – Galapaghost

É uscito venerdì 9 febbraio 2024 il nuovo EP del progetto Galapaghost, l’alter ego musicale del musicista e songwriter di Woodstock Casey Chandler, attualmente residente nelle valli sopra Torino, un progetto stratificato e complesso che, tra le altre cose, ha composto le musiche per “Il Ragazzo Invisibile” di Gabriele Salvatores e contribuito alla promozione della serie Netflix “Tredici“.

Il disco è stato anticipato dai singoli “Trapeze” e dalla title-track “Peach Fuzz“, una storia di amicizia, arte e redenzione, tutto racchiuso in una canzone, che condensa un EP che si rivela essere una densa autobiografia musicale, dove convivono incontri, racconti dal passato, di adolescenza e non. 

Noi lo abbiamo intervistato, partendo dalle sue influenze musicali.

Quali sono le tue influenze musicali? C’è qualcosa che proprio non

ci aspetteremmo mai?

Le mie principali influenze musicali includono sicuramente Midlake, John Grant e Black Rebel Motorcycle Club, ma ascolto UN SACCO di musica quindi la lista potrebbe continuare all’infinito. Forse sorprenderebbe scoprire che sono un grande fan del rap old school e mi piacerebbe iniziare a incorporarlo in qualche modo nella mia musica!

Qual è stato il tuo contributo alla serie televisiva di Netflix “Tredici”?

E che cosa ti ha lasciato lavorare per grandi produzioni come

questa, o quella de “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores?

La mia canzone ‘Salt Lake City’ è stata usata per un trailer promozionale su YouTube per Netflix Italia chiamato ‘Tredici – Good Reasons’. Lavorare con Gabriele Salvatores mi ha introdotto a un universo completamente nuovo, uno in cui sinceramente non mi sarei mai immaginato di poter entrare. Il mio desiderio è sempre stato quello di comporre musica per il cinema, ma non avevo idea di come accedere a quel settore, essendo particolarmente complicato senza i giusti contatti. Ero legato a un’etichetta indipendente chiamata ‘Lady Lovely’ all’epoca, e sono stati loro a farmi avere questa opportunità.

Credi possa essere stato formativo anche per il tuo ruolo di

compositore e songwriter?

Certo, comporre un brano per la colonna sonora di ‘Il Ragazzo Invisibile’ è stata un’esperienza straordinaria che mi ha aperto gli occhi su ciò che potrebbe essere possibile per me. Il mio obiettivo è di mettermi in contatto con più registi in Italia per collaborare con loro e creare colonne sonore per nuovi film. Al momento sto lavorando a una canzone per un cortometraggio di prossima uscita.

È stato difficile inserirsi nella scena musicale italiana? Hai stretto

amicizia con altri cantautori o musicisti delle tue parti?

All’inizio è stato abbastanza complicato, specialmente durante il primo anno e mezzo, ma nell’ultimo anno ho stretto amicizia con alcuni musicisti davvero simpatici nell’area di Torino e il mio amico Federico mi ha messo in contatto con un’ottima agenzia di booking qui in Italia. Mi sento ancora un estraneo qui, essendo americano e tutto il resto, ma almeno il mio italiano sta migliorando, il che ha facilita notevolmente le cose.

Possiamo dire che “Peach Fuzz”, in fondo, è un disco felice?

Assolutamente. È breve e dolce, proprio come la vita. Tuttavia, non è del tutto positivo, c’è anche un senso di malinconia che accompagna tutto l’album. Nasconde diverse piccole sorprese che, mi auguro, inviteranno le persone a tornare ad ascoltarlo per una seconda o terza volta.

E quale domanda avrei assolutamente dovuto farti e non ti ho fatto?

Hai già provato a scrivere una canzone in italiano?

Quale invece sarebbe stata la risposta?

Ci ho provato ma il mio italiano non è ancora così elevato. Per ora mi accontento di usare solo i titoli in italiano, eheh. Spero però di poter scrivere qualcosa in italiano, magari tra qualche anno!

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