Interview: Gabriele Slep

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Gabriele Slep, artista di origini siciliane che si definisce “cantautore nomade” e che lo scorso 14 ottobre ha pubblicato il suo ultimo capitolo musicale intitolato Il mio più bel senso di colpa. Il pezzo, di cui è disponibile anche una versione acustica interamente eseguita al pianoforte, è stato prodotto in collaborazione con Stefano Casalis (in arte Natty Dub) e rappresenta un invito a scrollarsi di dosso tutti i pesi e a riscoprire il valore dei legami umani.

  1. Ciao Gabriele e benvenuto su Indie-Roccia. Come prima cosa ti chiediamo di presentarti a chi sente parlare di te per la prima volta attraverso questa intervista.

Ciao ragazzi, innanzitutto grazie per la chiacchierata e colgo l’occasione per salutarvi. Piacere, io mi chiamo Gabriele Slep. Sono un cantautore nomade perché sono di origini siciliane, precisamente di Palermo, ma ormai sono quasi 10 anni che vivo tra Milano e Roma.

  1. Sappiamo che hai cominciato a fare musica molto presto, già a 15 anni. Come si è evoluto il tuo stile nel corso del tempo e che effetto ti fa riascoltare i pezzi che hai composto da ragazzo?

In realtà ho iniziato a fare musica a 8 anni circa studiando pianoforte, ma poi a 15 anni ho iniziato a scrivere le mie prima canzoni. Sono sempre stato attratto dalla Black Music, Blues, Jazz, R&B, ma principalmente dalla musica Rap, perché percepivo che riusciva a comunicare in maniera diretta e senza filtri qualcosa che gli altri generi non riuscivano a dire. Nel corso degli anni ho scritto molte canzoni e chiaramente riascoltarle mi riporta indietro nel tempo, di alcune mi ricordo pure il giorno il posto e quello a cui pensavo nel momento in cui le ho scritte. Potrei definirle delle foto ricordo dei miei stati d’animo.

  1. Ora, da adulto, che consiglio daresti ad un quindicenne che coltiva il sogno della musica e magari vi si approccia per la prima volta?

Potrei scrivere tantissime cose a riguardo, ma l’unico consiglio che mi sento di dare è quello di “ESSERE STUPENDAMENTE SE STESSI” SEMPRE. Secondo me, la gente inizia ad apprezzarti davvero quando impara a conoscere chi sei. È giustissimo differenziarsi, è giustissimo cambiare artisticamente, ma la relazione che crei con i tuoi fan si basa soprattutto su chi tu sei. Negli anni anche io mi sono evoluto cambiando genere, ma quando suono live in giro mi capita spesso di vedere tra il pubblico alcune persone che mi seguono da quando avevo 15 anni. Questo mi fa sentire orgoglioso del rapporto che ho instaurato con loro.

  1. Qual è stato il processo creativo che ha portato alla creazione del tuo singolo Il mio più bel senso di colpa? Come è nata l’ispirazione e come vi hai lavorato?

Come la maggior parte delle mie canzoni, Il mio più bel senso di colpa è nata un pomeriggio a Milano mentre suonavo il pianoforte. Quando scrivo, spesso vado in freestyle e le canzoni si scrivono da sole. Attenzione non è sempre cosi, anche perché nel Il mio più bel senso di colpa, volevo creare delle immagini con le parole, descrivendo dei pensieri e delle scene di vita quotidiana. Una volta scritta la canzone, ho avuto il piacere di lavorarci insieme ad un bravissimo musicista, Natty Dub, che poi ho raggiunto qualche settimana dopo nel suo studio a Torino, per registrare la canzone.

  1. Te lo ricordi ancora il tuo primo concerto live? Che emozioni hai provato?

Sto pensando alla prima volta che mi sono esibito live davanti ad un pubblico cantando e mi sa che è stata una di quelle recite natalizie, forse è stato lì che ho scoperto che mi piaceva stare al centro dell’attenzione sul palcoscenico, nonostante io sia un diversamente timido. Il primo vero live me lo ricordo bene: è stato a Palermo ad una serata hip hop che avevamo organizzato. Mi ricordo che la sera, quando sono tornato a casa, non riuscivo a dormire per l’adrenalina e dicevo a me stesso che nella vita mi sarebbe piaciuto fare questo. E non è cambiato nulla, ancora oggi è così.

  1. Sei siciliano, ma attualmente vivi tra Milano e Roma. Che differenze hai notato tra le varie scene musicali tra Nord, Centro e Sud?

La differenza sostanziale tra Sud, Centro e Nord penso sia la velocità di lavoro e il numero di eventi come manifestazioni festival ecc. Questo aiuta a conoscere molta più gente e di conseguenza porta nuove collaborazioni facendoti conoscere nuovi ambienti lavorativi.

  1. Ci dai qualche anticipazione sui tuoi prossimi progetti?

Negli ultimi due anni ho scritto molte canzoni che vorrei pubblicare e mi piacerebbe iniziare a lavorare ad un album, ma nel momento in cui deciderò di farlo, vorrei avere un buon team di musicisti e di media planner.

  1. Come possiamo continuare a seguirti?

Potete seguirmi e ascoltarmi su:
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/gabrieleslep/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/OfficialSlep
YOUTUBE: https://www.youtube.com/c/GabrieleSlepChannel

Scrivendo semplicemente Gabriele Slep.

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