Interview: Elena Sanchi

Un cuore puro che riesce a unire influenze di cantautorato classico con quelle della musica popolare, senza rinunciare e movenze pop. Lei è l’elegante Elena Sanchi, reduce dalla pubblicazione del suo nuovo secondo album “Risveglio” e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei: non si vergogna a definire le sue canzoni d’amore, Rimini sarà sempre casa sua e la vedremo presto impegnata in un nuovo tour!

Risveglio è il tuo secondo album. Ci racconti la tua esperienza con Musicraiser?
E’ stata un’esperienza molto intensa e importante, formativa aggiungerei, nel senso che sono riuscita in maniera sincera e autentica a liberarmi dalla mie paure abbandonarmi “in caduta libera” al mio sogno!! “In caduta libera” è stato proprio il singolo di lancio del progetto e la sua riuscita mi ha dato tanto fiducia e forza perché mi ha fatto capire quanto le persone che mi seguono mi vogliono bene.

E invece, che ci puoi dire della tua esperienza al Premio Tenco?
Essere tra i 40 progetti candidati al riconoscimento più importante della musica italiana d’autore è stato davvero speciale per me: impossibile descrivere con le parole la gioia di quei momenti!

Si può parlare, nel tuo caso, di canzoni d’amore?
Certo, sempre tratto dell’amore, anche quando denuncio la violenza contro le donne, come in “Goodbye”, o quando restituisco un’anima ad un kamikaze in “Senza nessuna esitazione” o quando parlo di condizione dello straniero nel senso più ampio del termine come in “Rimini”.

Ci spieghi il titolo del disco? Risveglio da cosa? Cos’è cambiato dal tuo disco precedente?
“Risveglio” da anni bui dove inseguivo una strada che non mi apparteneva fino in fondo! Anni in cui mi sono laureata in giurisprudenza e sognavo di cantare; studiavo fingendo fossero canzoni!!
Ho avuto la musica in testa fin da bambina, poi la vita mi ha portata lontano da lei ma il suo sogno non mi ha mai abbandonata, nemmeno quando ho provato a rinnegarla per sempre.

Nella title-track si parla di ritrovare la propria identità nel buio, e dentro di sè. Tu che cos’hai trovato e cosa stai cercando?
Ho trovato tutta la forza di darmi l’opportunità di essere me stessa fino in fondo grazie alla musica e di essere quindi una persona felice. Ognuno di noi rincorre in questa vita la propria felicità, però non tutti hanno il coraggio fino in fondo di provare ad esserlo davvero! La felicità oltre ad essere un nostro diritto è anche una grande responsabilità, è il motore fondamentale per il cambiamento, per lo sviluppo e la crescita sia personale che dell’umanità intera.

Dici che la musica è sempre stata una tua compagna. Perchè gli studi di giurisprudenza?
Perché in Italia spesso la musica non è considerata una cosa seria, un lavoro! Così siamo costretti a intraprendere i famosi “piani B” che con il tempo diventano catene dalle quali è difficile liberarsi.

Qual è la tua formazione musicale? Quali le tue influenze?
Ho studiato pianoforte sin dall’età di 6 anni e poi in questi ultimi anni.
Ho fatto diverse lezioni private di canto e di interpretazione vocale in particolare con il maestro Daniele Di Gregorio (musicista e arrangiatore di Paolo Conte) ma la mia formazione viene soprattutto dalla “strada”, dai concerti dove il contatto con il pubblico mi da forza e libertà.

Ci sono anche parecchi richiami alla musica popolare? Le tue origini romagnole hanno un ruolo nella tua musica?
Fortemente credo! La mia terra è fonte d’ispirazione continua e nelle mie canzoni ritrovo la dolcezza delle sue colline, l’orizzonte ironico e malinconico del mare, la bontà della piadina e la poesia di una tradizione che sa guardare al futuro.

Cosa c’è nel futuro del progetto musicale di Elena Sanchi?
In questo periodo sto lavorando ad un nuovo tour e a nuove canzoni!
Nel mio futuro mi auguro davvero di trovare le persone giuste che possano aiutarmi a realizzare questo grande sogno che è quello di vivere di sola musica.

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