Interview: Edda

In occasione dell’uscita di Graziosa utopia, terzo lavoro per Edda Rampoldi, gli abbiamo sottoposto qualche domanda e lui ha risposto a suo modo.

IR: Ciao Edda dove vivi ora? ancora in Toscana?
ER: adesso vivo a Bibbiena che mi sembra la svizzera ma è in Toscana, comunque spero che prima o poi Tania mi porti a vivere a genova , cosi sarò felice.

IR: Senti che tornare sul palco sia stata una delle scelte giuste (la migliore?) della tua vita ? E’ stato più un dovere verso la musica o una tua necessità?
ER: Mi pento amaramente di aver lasciato i ponteggi, perché avevo lo stipendio, ma forse un talento ce l ho che è quello di scrivere canzoni e ho voluto perseguirlo così per vedere come va a finire.

IR: Spesso parli al femminile nei tuoi brani(‘Arrivederci Roma’ ad esempio), come mai?
ER: Parlo al femminile perché sono un pò frocione. Ma finché i miei genitori sono vivi non voglio dargli questo ulteriore dispiacere e allora mi mimetizzo.

IR: “Graziosa utopia” lo vedo come un disco più maturo sia musicalmente che per i testi è merito anche di chi ti accompagna?(Luca Bossi e Fabio Capalbo)
ER: Sì la risposta è giusta. merito di luca e fabio che hanno arrangiato il disco. per i testi non so.

IR: Quanto è importante essere circondato da compagni di viaggio (artistico) come Luca e Fabio?
ER: senza di loro non avrei fatto ne questo ne il precedente , senza Walter  Somà e Andrea Rabuffetti non avrei scritto semper biot, senza Taketo non ci sarebbe odio i vivi. sono un vero parassita mi servono gli altri per andare avanti.

IR: Come sono nate le collaborazioni con Federico Dragona (Ministri) e Giovanni Truppi?
ER: Federico dragona  suona nello stesso posto dove stavamo registrando graziosa utopia. gli abbiamo fatto sentire spaziale e ha fatto dei bellissimi cori. invece Truppi l ho incontrato in autostrada che stava abbandonando un cane san bernardo.  gli ho chiesto di tenere con se il pachiderma e di suonare alla Van Hallen su arrivederci a roma, perché lui vive li e presto ne diventerà il  vero Re.

IR: Spesso parli di disillusione e velleità mai raggiunte, ti rifletti in questi personaggi?
ER: sono abbastanza un fallito, quindi si mi rifletto, ma non capisco.

IR: “Chi si ama si spara” dici in ‘Brunello’, credi serva veramente un contrasto/attrito per avere un rapporto con un’altra persona?
ER: mah invito tutti a diventare vegetariani che non si sa mai .

IR: Quale brano ha richiesto più lavoro e quale è uscito subito perfetto?
ER: ‘Brunello’ ci ha fatto vedere i sorci verdi mentre ‘Spaziale’  l’ abbiamo registrata una settimana prima della chiusura del disco e  tutto è filato via liscio.

IR: Ora partirai per il tour di supporto all’album, tra questo e registrare in studio quale preferisci?
ER: mi piace andare in giro a fare concerti ma devo dire che il momento più bello è quando sento le canzoni arrangiate. ci metto un po ad apprezzarle ma poi mi piacciono.

Seguici!
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *