Interview – Danilo Di Florio
Ascoltando “Di mattina presto” emergono richiami che attraversano generazioni diverse della musica italiana. Da una parte il gusto melodico dei grandi cantautori, dall’altra un approccio pop moderno e diretto che rende il brano immediatamente accessibile. Danilo Di Florio ha sempre dichiarato il proprio amore per autori come Lucio Battisti, Francesco De Gregori e Lucio Dalla, ma il nuovo singolo dimostra anche una sensibilità contemporanea capace di dialogare con la musica di oggi.
Con lui abbiamo parlato di influenze, riferimenti e dell’importanza di trovare una voce personale.
Quali artisti hanno lasciato le tracce più evidenti nel tuo modo di scrivere e comporre?
Dalla, De Gregori, Bennato, Ivan Graziani, anche Guccin, De Andrè, Battisti, Gazzè, Fabi, Silvestri… quelli fighissimi praticamente! E a livello internazionale Supertramp, Toto, Bowie, Springsteen, Lionel Richie, Lennon, McCartney… tanta tanta roba.
C’è qualche disco che hai ascoltato particolarmente durante la lavorazione di “Di mattina presto”?
No, quando lavoro sui miei pezzi stacco la spina dal resto della musica per evitare plagi soprattutto!
Le sonorità anni ’80 stanno vivendo una nuova popolarità. Cosa ti affascina di quell’estetica musicale?
Tutto, in primis la vita che girava intorno ai brani, le persone, più incollate tra loro e paradossalmente meno isteriche o belligeranti. La particolarità della musica degli anni 80 è che funzionava poiché si univano le regole dell’armonia a quelle della tecnica elettronica emergente.
Oggi ascolti ancora i grandi cantautori che ti hanno formato oppure le tue fonti d’ispirazione sono cambiate?
Certo, non potrei farne a meno, loro ”dicono” ancora a differenza di oggi, dove parlano a malapena. Ascolto anche materiale attuale, purché interessante.
Quali elementi ritieni indispensabili in una canzone pop che voglia durare nel tempo?
Sentimenti, armonia, musicalità, scrittura pensata.
Se potessi far ascoltare “Di mattina presto” a uno dei tuoi maestri musicali, chi sceglieresti e quale sarebbe il suo giudizio ideale?
Mi piacerebbe la ascoltasse Paradiso, semplicemente come curiosità di capire cosa ne pensa, sarebbe bello magari anche ricantarla con lui! La farei ascoltare a Mogol, non idea di giudizio ideale, desidererei solo consigli.



