Interview: Cortese

Michele Cortese è un cantautore salentino e il suo non è un nome sconosciuto al grande pubblico, infatti nel 2008 ha vinto la prima edizione italiana di X-Factor con la vocal band Aram Quartet.

Nel 2015 ha vinto il “Festival internazionale della canzone di Viña del Mar” in Cile, è stato co-coach della prima edizione cilena del talent-show televisivo The Voice, ha all’attivo significative esperienze artistiche all’estero in giro per i più importanti palcoscenici d’America Latina da Buenos Aires a Santiago del Cile fino al magico e prestigioso Teatro del Lago di Frutillar. Sempre in Sudamerica dal 2017 ad oggi è stato protagonista di noti musical di Broadway prodotti e portati in scena nei maggiori teatri d’oltreoceano. Da qualche mese è anche voce protagonista dello spettacolo “Mogol racconta Mogol” in cui interpreta i più grandi successi del paroliere introdotti e raccontati da Giulio Rapetti in persona

Il 2020 per lui è l’anno dei cambiamenti, si mette in gioco nuovamente, decide di usare solo il suo cognome come nome distintivo del progetto e prende così vita la sua versione 2.0. Il primo capitolo di questo nuovo pecorso è il singolo “Street Food”. Successivamente saranno pubblicati altri due singoli che saranno il manifesto dell’album, in uscita prima dell’estate.

Cortese con le sue canzoni racconta la quotidianità tra amore, inquietudini, passioni e irriducibili sogni dalla prospettiva di un’anima in subbuglio. Ecco cosa ci ha raccontato…

  1. Hai scelto di iniziare questo nuovo percorso utilizzando solo il tuo cognome. Cosa è cambiato in questi ultimi 10 anni di attività?

I cambiamenti negli ultimi 10 anni di attività sono stati moltissimi: ho fatto tante esperienze in Italia e anche all’estero grazie alle quali sento di aver acquisito più consapevolezza professionalmente e di essere maturato artisticamente. I sogni, quelli non sono cambiati mai, alcuni li ho realizzati nel frattempo e altri sono lì a fermentare.

  1. Street food” è il primo capitolo, quello che ti presenta al pubblico in questa veste nuova. A livello di sound dove possiamo dire che si colloca?

In un pop d’autore, nella fabbrica dell’indie, dove preferisce collocarlo chi lo ascolta.

  1. Invece per quanto riguarda la storia che racconti, hai tratto spunto da un’esperienza personale?

Sì, tutto ciò che scrivo racconta pezzi di me e della mia vita.

  1. Immagino che ci saranno altri singoli che andranno a delineare il progetto, puoi anticiparci qualcosa? C’è un filo conduttore che lega i brani?

Nel 2021 pubblicherò altri due singoli e per l’estate uscirà un disco in cui in generale racconto la vita vera, quella che si vive e non quella che passa e basta, quella della gente che si ama, mangia, fa l’amore, si lascia, ricomincia a vivere con un’altra consapevolezza.

  1. Dopo aver viaggiato per il mondo, sei tornato nella tua Puglia. Che rapporto hai con questa terra?

Un rapporto solido, d’amore, di confidenza, di ricordi, è casa mia, un posto in cui il tempo passa lentamente e a volte sembra non scorrere per niente, alcune cose nel bene e nel male qui non cambiano… Una volta in un piccolo e splendido paesino del Salento lessi una simpatica verità scritta su un muro: “Che gran bel paese questo! Mi sono distratto un attimo e non è successo niente”… Questo tornare a casa tra vecchie abitudini e una specie di routine per chi come me vive una vita di continui cambiamenti e di continua ricerca in continuo movimento è bello.

  1. In passato hai partecipato a diversi talent in vesti diverse, cosa pensi di questa strada intrapresa da molti giovani oggi?

Per rispondere a questa domanda devo inevitabilmente fare una premessa relativa alla mia esperienza personale: nel 2008 vinsi la prima edizione italiana di XFactor con gli Aram Quartet, una band di amici a poco più di vent’anni, l’ho vissuta come un gioco divertente breve ma intenso e ho capito tante cose dello show business prematuramente, poi sono stato co-coach di Franco Simone in The Voice Chile già da più adulto per cui con altra consapevolezza e altre conoscenze e in un altro ruolo appunto. In generale sono dell’idea che la musica vada fatta a partire dai contenuti e non dalle occasioni di visibilità, lavorando sui live, emozionando e fidelizzando un pubblico, imparando anche a comunicare bene con i linguaggi della comunicazione moderna, i vari social. Per cui ritengo che la strada dei talent televisivi oggi non sia la migliore percorribile per artisti emergenti.

  1. Salutiamoci con una canzone, un libro e una serie tv che in questo periodo ti stanno facendo compagnia…

La canzone Matrioska di Leo Pari, il libro L’Alchimista di Paulo Coelho, la serie tv Suburra.

One Comment

  • Sandra ochoa ha detto:

    Desde Chile 🇨🇱 felicitaciones al gran profesional y cantante Michele Cortese…le extrañamos al otro lado del océano

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