Interview – Boison

Fermo qui è il singolo di debutto di BOISON, nome dietro il quale si cela il cantautore romano Ivan Boison, fuori il 18 marzo 2022 per The Prisoner Records in distribuzione The Orchard. BOISON si presenta con un brano cupo e intimo, si racconta da subito e ci presenta, sotto forma di un rock che sintetizza suoni elettronici e acustici, una fotografia emotiva figlia del nostro tempo: la sensazione di stallo in un’epoca veloce e allo stesso tempo anestetica, che ti lascia la sensazione di vivere in un lunghissimo istante sempre uguale a sé stesso.
 
Fermo qui è un’istantanea scelta per rappresentare un periodo delle nostre vite, dove tutto continua a scorrere, a mutare velocemente, mentre noi siamo come impassibili a tutto ciò che accade, anestetizzati. Siamo fermi. Viviamo gli eventi quasi fossimo spettatori di un film che non ha un lieto fine, bensì rimane lì, in balia di sé stesso, in un loop infinito senza particolari colpi di scena. E noi tutti, attori più o meno inconsapevoli di questa trama, vaghiamo in giro per la città, come anime in cerca di qualcosa di nuovo che ci possa far sentire vivi.” Boison

  1. Quali sono le tue influenze musicali? Qualcosa che proprio non ci aspetteremmo? 

Da quando sono piccolo ho sempre ascoltato qualsiasi genere musicale, dalla Classica all’Heavy Metal, e dal Punk all’Elettronica, come House e Techno. Come molti ragazzi della mia generazione, ho avuto il periodo in cui ero in fissa con i NOFX, ma anche il punk più pop, come Blink182 e Sum41 (periodo che ancora oggi mi accompagna essendo uno dei miei generi musicali preferiti). Altri gruppi a cui sono molto legato nel panorama estero sono: Alt-j, Kings of Leon, Imagine Dragons, Red Hot Chili Peppers. Poi ovviamente ci sono i classici, come i Beatles e Led Zeppelin. Sono cresciuto in una casa dove fin da piccolo mi facevano ascoltare i cantautori storici italiani, per questo mi ritrovo ancora oggi a sentire album che hanno tanti anni, ma che sono anche immortali, di artisti come Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Lucio Battisti e tanti altri. Negli ultimi anni però la maggiore influenza musicale l’ho avuta con tutto il genere Rock e Pop-Rock italiano di gruppi come: Fast Animals and Slow Kids, Motta, Ministri, The Zen Circus, etc…

  1. Quanto Roma e l’ambiente romano ha influenzato il vostro progetto? Esiste ancora una scena romana? 

Penso che l’apporto maggiore da parte di Roma sia stato più che altro quello di farci fare le “spalle larghe”. Anni e anni di concerti con varie formazioni, di orgogliosa gavetta, quella che ti insegna a stare realmente su un palco. Roma e dintorni da sempre sfornano e continuano a sfornare artisti apprezzati su tutto il territorio nazionale. Ci sono periodi di alti e bassi. Il Covid ha di certo frenato un po’ tutto. Ma sono convinto che la cosiddetta “scena romana” continuerà a sfornare progetti degni di nota.

  1. Di cosa parla “Fermo qui” e in che modo rappresenta ciò che stiamo vivendo? 

Con questo brano ho provato a fotografare quello che è un po’ il periodo storico in cui siamo immersi. Mi verrebbe quasi da dire, il periodo storico che stiamo subendo, più che vivendo. Sono anni controversi e paradossali: se da un lato tutto muta costantemente, con un ritmo frenetico, al quale è veramente difficile stare dietro, dall’altra parte ci sono le persone, ormai anestetizzate e impassibili agli eventi che di volta in volta accadono. Siamo tutti terribilmente fermi. Forse proprio perché ci troviamo a rincorrere la vita piuttosto che viverla. Il vero problema di questa situazione è che non si ha mai la sensazione che ci possa essere una svolta, un colpo di scena, che possa farci sentire veramente vivi. Così continuiamo a vagare, più per abitudine che per la voglia di scoprire cosa ci aspetta lungo il percorso. Fermo qui è l’esigenza di prendere atto di questo stato di cose, per poter riprendere in mano il filo del discorso, per ricominciare a muoverci in maniera attiva.

  1. Puoi già anticiparci qualcosa delle tue prossime uscite? 

Purtroppo delle prossime uscite non posso ancora anticipare nulla, ma posso dirvi che prestissimo arriverà tanta altra musica.

  1. Quale domanda avrei assolutamente dovuto farti e invece non ti ho fatto? Quale invece la risposta? 

Avresti potuto chiedermi quale è il mio piatto preferito. Ti avrei risposto “la carbonara” magari accompagnata da un buon bicchiere di vino bianco.

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