Interview: Black Eyes 2

Dal cuore della Brianza, ecco che emergono i Black Eyes 2 con una formula che forse mancava alla scena indie italiana. Sono Alessandro e Nora, un potente e furioso duo basso + batteria dove cantano entrambi, ricordano i Royal Blood, ma dalla loro hanno decisamente più classe. Il loro primo EP s’intitola Shadows, pubblicato l’1 marzo, e vanta la produzione di Davide Lasala presso l’Edac Studio (Giorgieness, Edda, Dellera…). Da non perdere se siete fan anche di Blood Red Shoes, Black Keys, The Kills e del baccano.

Da dove arrivate e cosa c’era prima dei Black Eyes 2? Perchè questo progetto?
Nora: «Ciao. Io arrivo da anni di corso di strumento (non solo basso) e prove in garage. Prima dei Black Eyes 2 ho suonato con mio fratello ed altri amici nei “TheDots”, con i quali abbiamo fatto qualche concerto e registrato un ep – ma ti parlo di circa 10 anni fa. Poi Ale mi ha chiesto di unirmi ai “TheSeivers”, dove suonava già con Andrea ed anche con loro abbiamo chiuso un po’ di date.»
Ale: «Ciao! Anche io arrivo da corsi di strumento e band con amici. Prima un po’ più amatoriali ed in seguito più “impegnate”. Mi ricordo un periodo molto intenso – terza e quarta superiore – in cui suonavo in 4/5 band ed ogni sera avevo qualche prova o concerto da fare… Era molto divertente!»
Nora: «I Black Eyes 2 nascono in un periodo in cui entrambi ci siamo ritrovati senza band, ma con tanta voglia di suonare. L’idea di essere solo in due e senza basi è molto stimolante, quasi una sfida. Quindi l’abbiamo accettata contro noi stessi.»

Chi siete quando non siete i Black Eyes 2?
Ale: «io lavoro in un’azienda nel settore del legno e nello specifico mi occupo insieme ad alcuni colleghi della gestione e programmazione della produzione per quanto rigaurda la tintura. »
Nora: «ufficiamente laureanda in Mediazione Linguistica e Culturale a Milano, sto scrivendo la tesi in lingua francese. Nel frattempo ho provato qualche lavoro – come sostegno/ripetizioni, insegnante, babysitter.. – e, devo ammetterlo, sono stata scout fino a poco fa. »

Vi vengono in mente altre band italiane che lavorano in due?
«Certo, cerchiamo di ascoltarne il più possibile. Ci vengono in mente: IO e la TIGRE, BudSpencerBluesExplosion, Musica Nuda, Toshiro Pandino, Zeus!, Niños du Brasil, Bug and The Whatelotion… »

Esiste una scena in Brianza? Chi ne fa parte?
Nora: «Esiste sicuramente una scena musicale in Brianza, molti ragazzi che conosco suonano, c’è più di una band per ogni generazione. Il problema principale è uscire dalla zona e non farsi conoscere solo dagli amici di una vita… »

Come siete entrati in contatto con Davide Lasala de L’Edac Studio? Come è stato lavorare con lui?
Nora: «io conosco Andrea Fognini – collaboratore dell’Edac – da anni. Una sera ad un concerto abbiamo parlato dei Black Eyes 2 e dell’idea di registrare qualcosa, quindi ci ha proposto di andare a trovare lui e Davide in studio. »
Ale: «Il lavoro all’Edac è stato sicuramente istruttivo ed utile. Davide è una persona molto diretta e professionale, con una buona attenzione per i suoni. Il suo obiettivo è quello di registrare al meglio le idee della band e questa sua inclinazione ci è piaciuta subito. Abbiamo cercato di “starci dietro” il più possibile.»

Un episodio particolare in fase di registrazione che vale la pena raccontare?
Nora: «Di particolare ci sono state sicuramente le facce di Andrea e Davide quando hanno visto per la prima volta un paio degli effetti della mia pedaliera. »
Ale: «Il commento di Davide è stato solo “bei colori.. ti presto i miei effetti” ahahah»

Come mai la scelta di fare un EP e non tre singoli distinti? Cosa vi aspettate da Shadows?
Ale: «Essendo il nostro primo lavoro, vorremmo un feedback chiaro e veloce riguardo ciò che proponiamo e con tre brani insieme ci sembra di invogliare il pubblico a dirci la sua in questo senso. Inoltre fin da piccoli abbiamo visto le band dei nostri amici suonare nei locali underground, con il banchetto per il merch di fianco al palco e con le copie fisiche dell’ep o del disco sempre pronte. Quindi l’abbiamo voluto fare anche noi»
Nora: «Ci piace l’idea di suggerire una successione dei brani, la tracklist non è casuale. Con “Shadows” speriamo di uscire dalla tanto nominata Brianza e di dare un’idea chiara riguardo al progetto»

Che formazione musicale avete? Ascolti da “modalità privata” che non ci aspettiamo?
Ale: «La mia formazione è totalmente casuale, non essendo cresciuto in un contesto musicale molto attivo ho sempre ascoltato quello che catturava di più la mia attenzione, senza purtroppo soffermarmi su qualche genere o autore nel dettaglio. Mi sono lasciato influenzare da molti generi.»
Nora: «in casa mia invece suoniamo tutti, abbiamo sempre ascoltato generi molto diversi: dalla lirica, al cantautorato italiano, dal metal, al rock e al pop, spesso parlando per ore dei testi, delle emozioni e dei messaggi sociali dei brani»
Ale: «Però so per certo che preferisco il punk ed il rock, per esempio. Anche se attualmente il mio ascolto inaspettato è la trap, per ora mi diverte. Il mio ultimo ascolto su spotify è 6ix9ine, per esempio»
Nora: «io sono un po’ meno tamarra e decisamente più sentimentale, quindi sto scoprendo di avere una passione inaspettata per le boy band internazionali: One Direction e Backstreet Boys, attualmente»

La domanda che non vi abbiamo fatto ma che dovremmo?
Ale: «Vi divertite?»
Nora: «Venite alla mia festa? Probabilmente la risposta ad entrambe sarà “sì!”»

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