Interview: Birthh

Un disco che non lascia indifferenti, un maturità che emerge prepotente e che va oltre i suoi 19 anni ma che non cancella ansie, difficoltà e disagi della post-adolescenza: Alice Bisi, in arte Birthh, merita attenzione e la nostra completa concentrazione, perchè non è una cantautrice da prendere alla leggera, tutt’altro. Alla luce del suo nuovo e lungo tour europeo abbiamo scambiato due chiacchiere via mail con lei…

Ciao Alice, come stai? Da dove ci scrivi?
Ciao! Sto abbastanza bene, grazie, scrivo da Milano, ultimamente sono più qui che a casa, però la cosa non mi dispiace!

Il tuo disco è uscito a marzo, mi piacerebbe fare un po’ il punto della situazione, a distanza di un po’ di mesi. Recensioni positive, grande “affetto” verso questo magnifico disco. Tu come hai vissuto questa stima? Non tanto dagli addetti ai lavori, quanto magari di chi viene a sentirti dal vivo…
Io rimango sempre molto stupita, non mi aspetto mai che qualcuno si interessi alle cose che faccio; il rapporto con le persone che hanno sentito il disco è molto particolare: da un lato loro conoscono parti di me molto intime, dall’altro rimangono persone che non avevo mai visto prima, è un contrasto interessante, senza dubbio molto bello e gratificante.

Tanto si è parlato (da chi ha recensito il tuo album) di minimalismo, malinconia, tormento, disagio: ricorrono spesso queste parole. Sono termini che fanno parte di te anche al di fuori di un aspetto prettamente musicale?
Sì e no: mi vivo le cose in modo molto diverso da come me le vivevo mentre scrivevo Born in the Woods, cerco sempre di semplificare, faccio molta attenzione alle piccole cose e cerco di star bene il più possibile (anche se spesso non è facile), però la parola “disagio” mi rappresenta ancora tantissimo.

Sai, la domanda sopra è anche legata al fatto che io faccio l’educatore e lavoro con minori che affrontano situazioni personali difficili ed emotivamente spesso non riescono a buttar fuori queste sensazioni: la musica può essere solo veicolo per descrivere come ci si sente o può anche avere una funzione catartica o lenitiva a tuo modo di vedere?
Credo che il motivo per cui la musica ha un ruolo così importante nella vita di molte persone (anche di chi non scrive) sia proprio che riesce a scuotere qualcosa dentro la testa. Se adesso sono la persona che sono e se sono cresciuta, è proprio grazie alla funzione catartica della scrittura: ho dovuto tirar fuori cose che magari non erano proprio in superficie e poi trovare un modo per razionalizzarle e renderle comprensibili anche ad altr*, questo processo porta a conoscere tanti lati di sé che prima erano in ombra.

Leggere che tanti ti definiscono molto matura, a 19 anni è un complimento da prendere con entusiasmo o può nascondere un carico di responsabilità inaspettato?
Cerco di prenderlo sempre con entusiasmo, ché sennò vado in paranoia.

Spesso gli artisti, dopo che un disco è uscito, fanno un po’ fatica a riascoltarlo. Tu ti approcci ancora volentieri all’ascolto di ‘Born In The Woods’?
Mi approccio molto volentieri al suonarlo ma non sento di sicuro il bisogno di ascoltarlo in macchina. Per darti un’idea, all’inizio avevo risposto alla domanda con un secco “NO” in caps lock haha.

Parliamo del live. Tra un po’ ripartirai in tour. La formazione a tre è la stessa che ti ha seguito nella prima parte del tour? Com’è andata la trasferta americana?
Sì! Saremo di nuovo noi tre alla scoperta del mondo! Sono molto contenta, Lorenzo e Maci sono musicisti fantastici ed è un piacere suonare con loro, danno qualcosa ai pezzi di cui non potrei fare a meno e ci capiamo subito. La trasferta in America è stata molto tosta, sia mentalmente sia tecnicamente, sono molto felice di come ne siamo usciti.

Il tuo approccio dal vivo è più vicino a quello del “rispettare” i brani come sonostati fatti su disco o c’è anche voglia di provare soluzioni nuove?
Una via di mezzo: credo che sia importante mantenere l’anima dei brani sia emotivamente sia sonoramente, magari dal vivo alcune soluzioni funzionano meglio di quelle usate nel disco, penso che sia fondamentale divertirsi e approfittare del fatto che durante i concerti si può suonare di più.

Qualè, se ti va di dirmelo, il brano che preferisci suonare dal vivo e come mai?
Il brano che preferisco per ora credo che sia Chlorine, ma anche Senses mi diverte molto.

Grazie Ancora Alice, ultima domanda. In una recensione che ho letto sul web ti si accostava a Bon Iver. In questi giorni è uscito il suo nuovo lavoro. mi dici che ne pensi, se lo hai sentito?
Non ho ancora trovato il tempo di ascoltarlo bene purtroppo.

Qui trovate le date del tour europeo di Birthh:

03/11/2016 – MILANO – Cascina Torrette di Trenno @ Mare culturale urbano
04/11/2016 – ABANO TERME (PD) – Laboratorio Culturale I’M
05/11/2016 – FIRENZE – GLUE Alternative Concept Space
06/11/2016 – PARATICO (BS) – Belleville Rendezvous
09/11/2016 – ROMA – Monk (support a Sophia)
10/11/2016 – COSENZA – Cafè Librairie – Eventi
11/11/2016 – CATANIA – TBA
12/11/2016 – MESSINA – Retronouveau
13/11/2016 – PALERMO – Fabbrica102
16/11/2016 – PERUGIA – 100dieci
19/11/2016 – BOLOGNA – Covo Club
20/11/2016 – SANTA MARIA A VICO (CE) – SMAV
26/11/2016 – VANNES (FRANCE) – L’ECHONOVA
28/11/2016 – KOLN (D) – Underground Cologne
30/11/2016 – FUERSTENWALDE (D) – Club im Park
01/12/2016 – CHEMNITZ (D) – Odradek’s nest
02/12/2016 – LEIPZIG (D) – Wärmehalle Süd
05/12/2016 – DORTMUND (D) – FZW
06/12/2016 – LUXEMBOURG (LUX) – Rotondes
07/12/2016 – PARIS (F) – CiaoGnari – enoteca italiana
17/12/2016 – TORINO – El Barrio
23/12/2016 – RAVENNA – Bronson @ Passatelli in Bronson
06/01/2017 – ALBIZZATE (VA) – The Family – Circolo di Albizzate
07/01/2017 – SORESINA (CR) – Sound

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