Franky Selector: presto di nuovo in Italia per questo “Never Better”

Il suono diviene sexy, seducente, ma anche ricco di sole e di quell’aria losangelina che piano piano sta contaminando anche tante nuove scritture provenienti dagli esordi della nuova scena indie. “Never Better”, questo il titolo dell’ultimo lavoro di Franky Selector, torna protagonista del nuovo tour che approderà in Italia forte anche del duetto che vede il nome di Davide Sansone dei Foja per il singolo “Don’t Turn Your Back On Me”. Lo attendiamo a Dicembre. Per ora lasciamo girare un disco di ricerca e di immersione in questa sorta di saudade estiva che non smette mai di contaminare il nuovo suol e le gloriose radici che sono il pasto principale per un artista come Franky Selector.

In tour ancora una volta in Italia. Partiamo da una domanda canonica: che legami hai con il nostro paese?

Cosa c’è che non va dell’Italia?! È un paese così meraviglioso! Io e l’Italia stiamo vivendo una vera storia d’amore. Sono venuto qui per la prima volta in tour a gennaio 2019 senza alcuna aspettativa, ma con mia grande sorpresa le persone sono davvero ben educate musicalmente in Italia. E da allora ho suonato qui ogni anno e a volte anche due volte nello stesso anno. Il pubblico capisce subito la mia musica, ne capisce i riferimenti, ecc. e apprezzano la musica per quello che è invece di seguire la moda. Finché l’Italia mi vorrà, tornerò!

Che poi la nostra tradizione musicale è assai lontana dal tuo mood… c’è della musica e delle radici italiane dentro cui riesce a pescare qualcosa di buono?

Al contrario, penso che la musica italiana abbia una grande tradizione di funk, soul, jazz e persino disco music. Amo Napoli Centrale e James Senese, Pino Daniele (è un gigante), tutta la roba di Piero Umiliani con le sue colonne sonore, Ennio Morricone ovviamente è una grande influenza soprattutto per il suo uso di strumenti dal suono insolito e le sue particolari costruzioni melodiche. In questi giorni mi piace molto Nu Genea (Nu Guinea) il loro album “Nuova Napoli” è stato fantastico e il loro recente singolo “Marechià” è forte. Penso che abbiamo molto in comune in termini di suono ma anche come approccio al groove, all’ironia… C’è davvero tanta buona musica in uscita dall’Italia.

Dario Sansone e i Foja. Ecco un buon legame da segnalare. Come nasce questa chimica? E anche qui siamo dentro pianeti musicali non trovo vicini… o sbaglio?

Ho incontrato Dario e i ragazzi dei Foja quando sono venuti in tournée in Quebec nell’autunno 2019; tramite il mio agente italiano Roberto Forlano ci siamo presentati e siamo davvero andati d’accordo! Tutti i ragazzi sono davvero simpatici, alla mano e rilassati. Abbiamo fatto alcuni concerti in giro per Montreal. Abbiamo parlato di produzione musicale, attrezzatura da studio, influenze, ecc. Luigi il mandolinista (grande musicista) è anche il bassista della band italiana Disco-Funk Fitness Forever (anch’essa legata alla gang dei Nu Genea) quindi mondi musicali non così lontani..! Quando ho chiesto a Dario se voleva fare un lungometraggio e cantare in dialetto napoletano su una canzone, ha gentilmente accettato e penso che il risultato sia sorprendente! Dario è un vero soulman.

“Never Better” è comunque un viaggio dentro un passato glamour del pop, del funk… dal futuro invece che cosa peschi?

Uso strumenti vintage e apparecchiature di registrazione analogiche ma anche computer, diversi software e plugin musicali, molti effetti e trucchi digitali, ecc. Qualunque cosa funzioni per la musica, non importa se è vintage o moderna. Non cerco di riprodurre alcun genere musicale del passato, ma unisco i buoni suoni analogici e le capacità di songwriting del passato con la tecnologia moderna di oggi. Non chiamerei la mia musica “vintage” ma “future-vintage”.

Penso anche che l’età d’oro della musica degli anni ’70 e ’80 avesse una qualità che oggi è assente. Molta della musica di oggi è semplicemente generata da laptop, soundbank e sequencer e quindi manca un qualche tipo di tocco umano, una vera musicalità e abilità di arrangiamento.

E questa copertina molto “Hotel California”? Anche questa è una citazione del glorioso passato?

Ho scattato io stesso la foto sulla copertina dell’album durante una delle mie visite a Los Angeles a Malibu. Non esiste un collegamento consapevole con l’Hotel California; ovunque tu vada a Los Angeles vedi palme, l’oceano e splendidi tramonti. Ho usato quella foto per la copertina dell’album perché penso che rappresenti molto bene l’atmosfera generale dell’album: la malinconia è come una calda e confortante brezza estiva che culla dolcemente la marea sotto le palme al tramonto; non vuoi venire a ballare con me?

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